Giovedì 25 Aprile 2019 | 12:12

NEWS DALLA SEZIONE

Il caso
San Nicola, fai una grazia per le Frecce Tricolori!

San Nicola, fai una grazia per le Frecce Tricolori!

 
La decisione
Maresciallo ucciso, San Severo gli intitola una piazza

Maresciallo ucciso, San Severo gli intitola una piazza

 
Dai Carabinieri
Ricatti a luci rosse e truffe on line su cuccioli: denunciato nel Brindisino

Ricatti a luci rosse e truffe on line su cuccioli: denunciato nel Brindisino

 
L'intervista
Di Maio alla «Gazzetta»: ecco il nostro progetto per Taranto, basta emergenze

Di Maio alla «Gazzetta»: ecco il nostro progetto per Taranto, basta emergenze

 
Omicidio in Salento
Maglie, ucciso un pregiudicato in strada: forse dopo una lite

Maglie, ucciso un pregiudicato in strada: forse dopo una lite FOTO

 
Il caso
Stupro in Cara Bari, in carcere sesto uomo gang nigeriana

Stupro in Cara Bari, in carcere sesto uomo gang nigeriana

 
Verso il 26 maggio
Bari, due sondaggi sulle comunali: «Decaro vince al primo turno», «Ballottaggio con Di Rella»

Bari, due sondaggi sulle comunali: «Decaro vince al primo turno», «Ballottaggio con Di Rella»

 
A Bari
Concessione spiaggia Torre Quetta: rinvio a giudizio per 3 indagati

Concessione spiaggia Torre Quetta: rinviati a giudizio 3 indagati

 
Serie C
Bari calcio, «San Nicola» boom boom: festa della resurrezione

Bari calcio, «San Nicola» boom boom: festa della resurrezione

 
Elezioni in vista
A Bari e a Lecce ecco i nomi dei «figli d'arte» nelle liste politiche

A Bari e a Lecce ecco i nomi dei «figli d'arte» nelle liste politiche

 
Primo caso a Sud
Taranto, operata di tumore al cervello mentre suona il violino

Taranto, suona il violino mentre la operano per un tumore al cervello

 

Il Biancorosso

L'ALLENATORE
"La vittoria più bella? Quella ad Acireale"Cornacchini: "Le difficoltà ci saranno sempre"

"La vittoria più bella? Quella ad Acireale"
Cornacchini: "Le difficoltà ci saranno sempre"

 

NEWS DALLE PROVINCE

FoggiaOperazione dei Cc
Cagnano Varano, pistola e cartucce in masserie e droga: tre arresti

Cagnano Varano, pistola e cartucce in masserie e droga: tre arresti

 
BrindisiDai Carabinieri
Ricatti a luci rosse e truffe on line su cuccioli: denunciato nel Brindisino

Ricatti a luci rosse e truffe on line su cuccioli: denunciato nel Brindisino

 
GdM.TVSan Paolo
Bari, cinghiali e cinghialetti fanno spuntino tra i rifiuti

Bari, cinghiali e cinghialetti fanno spuntino tra i rifiuti

 
LecceAperta inchiesta
Ugento, botte al doposcuola: indagata la maestra

Ugento, botte al doposcuola: indagata la maestra

 
PotenzaLa situazione
Lo sblocca cantieri è inutile per le incompiute lucane

Lo sblocca cantieri è inutile per le incompiute lucane

 
BatL'appuntamento
Barletta, il 4 maggio «TedX Terra»: relatori d'eccezione

Barletta, il 4 maggio «TedX Terra»: relatori d'eccezione

 
TarantoAmbiente ferito
Ex Ilva, mamma ragazzo morto di cancro: «Non stringo la mano a Di Maio»

Ex Ilva, mamma ragazzo morto di cancro: «Non stringo la mano a Di Maio»

 
MateraIn fiamme
Matera, divampa un incendio ferito un carabiniere

Matera, divampa un incendio ferito un carabiniere

 

Pastore albanese ucciso per un gioco «Era un bersaglio»

LECCE - E' stato arrestato dai carabinieri il presunto autore dell’omicidio di Hyraj Qamil, il giovane pastore albanese, ucciso con un colpo di pistola alla testa, il cui corpo fu trovato lo scorso 6 aprile nelle campagne di Torre Lapillo, a Porto Cesareo. È Giuseppe Roi, di 31 anni, datore di lavoro e amico della vittima uccisa per errore durante un gioco: era utilizzata come  bersaglio mobile da evitare nel tiro a segno (nella foto, il luogo dell'omicidio)
ARCHIVIO - Pastore ucciso con colpi di pistola
Pastore albanese ucciso per un gioco «Era un bersaglio»
LECCE – Nessun movente, solo un gioco pericoloso e crudele finito male. Sarebbe morto così, ucciso dal suo datore di lavoro che amava fare il tiro al bersaglio nella sua masseria, il giovane pastore albanese Qamil Hyraj, di 23 anni, freddato da un colpo di pistola alla testa lo scorso 6 aprile nelle campagne dove stava accudendo il gregge a Torre Lapillo, una frazione di Porto Cesareo.

Il proprietario della masseria in cui lavorava la vittima, Giuseppe Roi, di 31 anni, è stato arrestato oggi dai carabinieri in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Lecce Simona Panzera su richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Capoccia. E’ accusato di omicidio volontario nella forma del dolo eventuale. Secondo l’accusa, infatti, avrebbe sparato con una pistola calibro 22 mirando ad un frigorifero che era stato messo in campagna, pur essendo consapevole che il giovane, che era anche suo amico, si trovava lungo la traiettoria dei proiettili.

Secondo le testimonianze raccolte, Roi amante delle armi, usava fare il tiro al bersaglio con gli oggetti più vari. Quel giorno aveva scelto un frigorifero che era stato appositamente portato all’aperto, nel terreno attorno alla masseria. Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori, il primo colpo sparato da Roi si è andato a conficcare nel frigorifero. Hyraj, che si trovava vicino ad un muretto e stava accudendo il gregge e si trovava lungo la linea di tiro, sentendo il rumore si sarebbe girato di botto collocandosi così proprio sulla traiettoria del secondo colpo che lo ha raggiunto al centro della fronte, uccidendolo.

A quel punto Roi, resosi conto dell’accaduto ha avvertito il 118 cercando di confondere le acque. Suo padre, infatti, Angelo Roi, di 68 anni, che è stato denunciato per simulazione di reato, avrebbe tentato di depistare le indagini denunciando di avere subito un furto di pecore. La denuncia, poi rivelatasi falsa, era volta a fare ipotizzare che il giovane fosse stato ucciso perchè aveva sorpreso i ladri oppure per un regolamento di conti tra allevatori rivali. Le indagini portarono subito ad escludere un movente legato alla criminalità: Qamil Hyraj era un ragazzo perbene, dedito al lavoro, che non aveva alcun contatto con la malavita. In sette mesi, grazie anche alle testimonianze di altre persone che lavoravano nella masseria, gli investigatori sono arrivati ad individuare in Roi il responsabile: avrebbe giocato al tiro al bersaglio accettando il rischio di colpire, come poi è avvenuto, il pastore. Certo, ha riconosciuto lo stesso procuratore di Lecce, Cataldo Motta, le accuse si basano su un quadro indiziario, che però, nel suo insieme, secondo gli inquirenti, consente di supportare la tesi dell’accusa.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400