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«Aiutatemi, non voglio finire col prostituirmi» salvata dai vigili urbani
FOGGIA - Bella, molto bella. Spaventata, molto spaventata. Senza un soldo, e col timore che il lavoro agognato quando era partita diretta a Foggia diventasse invece una strada dove prostituirsi, la giovanissima romena ha bussato alla porta dei vigili urbani chiedendo e trovando aiuto: prima la sistemazione in una casa famiglia cittadina, ad opera dei servizi sociali comunali; quindi dopo qualche giorno gli stessi vigili urbani hanno fatto una colletta e le hanno pagato il biglietto per consentirle di tornare in Romania, di nuovo a casa e lontana da Foggia dove pensava di trovare un lavoro da baby-sitter e dove invece temeva di fare la fine di tante, troppe altre connazionali, a vendere il proprio corpo per poche decine di euro, magari sfruttata da qualche organizzazione criminale.

E’ una storia di solidarietà quella che viene dalla caserma di via Manfredi, sede del comando della polizia municipale e la raccontano ai cronisti gli stessi protagonisti nel chiarire, a scanso di equivoci, che la diciannovenne romena non ha mai raccontato d’essere stata avvicinata e/o contattata da «protettori», non le era stato proposto di prostituirsi, altrimenti sarebbe scattata la segnalazione alla Procura ed alla Questura per avviare le indagini, con contestuale piano di protezione per chi denuncia gli sfruttatori. Quella che si sono trovati davanti qualche giorno fa (la notizia è stata resa nota adesso che la straniera è tornata in patria) era una giovane terrorizzata, che non sapeva cosa fare: sola in un paese straniero, senza soldi, senza casa, senza capire e parlare l’italiano, ha chiesto aiuto e l’ha trovato.

«Qualche giorno fa» racconta uno dei vigili urbani che insieme ai colleghi di è attivato per dare una mano alla donna «si è presentata al comando questa ragazza che dimostra meno dei suoi 19 anni, bruna, molto bella. Ci ha raccontato, con non poche difficoltà la sua storia perchè non parla l’italiano». La romena ha detto d’esse re arrivata in Italia, e in particolare a Foggia, da un paio di mesi. Nel suo paese non trovava lavoro, qualcuno le aveva detto che in Italia poteva guadagnare come baby-sitter: così era partita, non è noto se da sola o accompagnata da qualcuno. Dove abbia vissuto in questi due mesi in città la giovane non l’ha detto, fatto sta che lavoro non ne ha trovato e quei soldi che si era portata dietro per tirare avanti sperando in un’occupazione, erano finiti.

E la prostituzione? Girando per la città la romena ha raccontato d’ave r visto tante connazionali «battere», costrette a prostituirsi per campare. Da qui la decisione di tornare in Romania per evitare di fare la stessa fine, ma senza soldi come fare? Ed ecco la mano tesa dai vigili urbani. «Abbiamo subito allertato i servizi sociali del Comune» spiega uno dei vigili che hanno aiutato la romena «che si sono attivati e le hanno trovato una sistemazione in una casa famiglia per qualche giorno. In questi casi i tempi sono lunghi per il rimpatrio: noi siamo tutti padri di famiglie, ci siamo guardati in faccia ed abbiamo deciso di raccogliere noi la somma necessaria a pagare il biglietto in Romania: tutti i colleghi sono stati disponibilie. Domenica scorsa abbiamo accompagnato la ragazza nel piazzale Vittorio Veneto e l’abbiamo messa sul pullman che settimanalmente si reca in Romania».

Ora che è al sicuro nel suo paese, la notizia è stata diffusa. Non è peraltro la prima volta che la polizia municipale aiuta giovani straniere in difficoltà, l’ultimo precedente risale allo scorso Natale quando nei rituali servizi di controllo per frenare i fenomeni di prostituzione da strada, i vigili urbani identificarono una «lucciola» romena: si confidò, disse che voleva smetterla di fare la vita, ed anche in quella occasione scattò il piano di solidarietà che consentì alla donna di tornare in patria.

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