Elezioni Usa 2008 - Mariti e mogli che fanno tremare
WASHINGTON - In America l'elettore repubblicano medio, abituato da anni a incarnare nella riservata Laura Bush l'immagine della First Lady, fa i conti con un candidato presidente ritratto in un focoso bacio alla terza moglie. L'elettore democratico medio, da parte sua, già trema al pensiero del ritorno in scena del Sexgate, passaggio inevitabile del tentativo di una ex First Lady di tornare alla Casa Bianca, stavolta come presidente in tailleur.
L'Iraq è la spada di Damocle sulla testa di John McCain. La chiesa mormone è il bagaglio scomodo che accompagna l'ex governatore del Massachusetts Mitt Romney. Le proposte 'fortì ancora da definire e l'incerta affiliazione religiosa sono interrogativi per Barak Obama. La battaglia populista per i poveri, che stride con il conto in banca milionario, costringerà John Edwards sulla difensiva.
All'indomani della discesa in campo di Giuliani e a pochi giorni dall'annuncio ufficiale di Obama (10 febbraio), si delinea così anche il quadro degli ostacoli per i candidati.
- RUDY, HILLARY E LA FAMIGLIA: Rudolph Giuliani si è trasformato in Rudolph Valentino sulla prima pagina del tabloid New York Post, che ha anticipato un servizio fotografico del mensile femminile Harper's Bazaar. Un appassionato bacio sulla bocca alla moglie Judy e un'intervista alla aspirante First Lady - che ha definito l'ex sindaco «un macho» e «una bomba di testosterone» - hanno portato in primo piano il lato romantico di Giuliani, ma anche la sua complessa vita privata, segnata da tre matrimoni. Un possibile handicap per il 'sindaco d'Americà, che dovrà convincere gli elettori conservatori e gli evangelici del Midwest a votare per un sostenitore della libera scelta su aborto e matrimoni gay.
Anche Hillary dovrà fare i conti con il passato familiare che ritorna e la scontata riapertura del capitolo Monica Lewinsky. Ma l'ex First Lady e l'ex presidente Bill Clinton hanno già affrontato insieme - e superato - gli scandali degli anni Novanta e sono ben attrezzati per l'impresa. La Clinton rischia di avere più problemi a far accettare alla base democratica la propria posizione sull'Iraq, mentre suo marito è in realtà un possibile vantaggio: l'ex presidente resta un trascinatore di folle e un oratore straordinario.
Hillary e Rudy, per gli esperti, hanno problemi opposti. Lei sembra fortissima nelle primarie - gli ultimi sondaggi la danno in testa, rispettivamente con il 35% e 39%, in Iowa e New Hampshire, i primi stati dove si vota - ma a rischio nel voto generale. Lui dovrà faticare molto a farsi accettare nei singoli stati - in Iowa è in vantaggio su McCain, 27-22%, mentre è indietro in New Hampshire -, ma se ottenesse la nomination viene considerato un candidato fortissimo a novembre.
- I GUAI DEGLI ALTRI: McCain ha investito molto sull'Iraq, appoggiando l'invio dei rinforzi deciso dalla Casa Bianca: se a Baghdad le cose precipitassero, avrà vita dura a convincere gli americani di essere il presidente giusto. L'età è un altro limite: nel 2008 si presenterebbe agli elettori a 72 anni.
Obama, l'astro nascente dei democratici, è a un passo dall' annuncio ufficiale e anche per lui cominciano le domande difficili. David Broder, veterano delle campagne elettorali del Washington Post, lo ha esortato a cominciare a tirar fuori idee concrete, «altrimenti alimenterà il sospetto di non avere molto da dire». E il quotidiano della sua città, il Chicago Tribune, ha iniziato a indagare sulla Trinity United Church of Christ, la chiesa del senatore nero, senza riuscire a dare una risposta precisa alle domande su quale sia il credo religioso che vi si professa.
Marco Bardazzi