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CISTERNINO (BRINDISI) - È successo ancora, questa volta in forma contenuta e discreta, ma è successo. La «Casa del fuoco » di Casalini, contrada a pochi chilometri da Cisternino, è tornata a far parlare di sé. Un piccolo episodio di autocombustione, l’ottavo per la cronaca, ma pur sempre un segnale preoccupante che il fenomeno è tutt'altro che sopito ed assai lontano dal potersi considerare prossimo all’archiviazione
Cisternino, confermato la casa-mistero prende fuoco da sola
di ROBERTO LONGO

CISTERNINO (BRINDISI) - È successo ancora, questa volta in forma contenuta e discreta, ma è successo. La «Casa del fuoco » di Casalini, contrada a pochi chilometri da Cisternino, è tornata a far parlare di sé. Un piccolo episodio di autocombustione, l’ottavo per la cronaca, ma pur sempre un segnale preoccupante che il fenomeno è tutt'altro che sopito ed assai lontano dal potersi considerare prossimo all’archiv iazione. È successo venerdì, pochi minuti prima di mezzogiorno, durante una delle abituali ispezioni di routine compiuta congiuntamente dai carabinieri della stazione di Cisternino, da un tecnico esperto della materia incaricato dalla Procura delle Repubblica di Brindisi e dal padrone di casa, Biagio Bufano.

Alcuni palloncini in gomma ed una buona quantità di chicchi di mais, esche lasciate volutamente sul posto, giacevano bruciacchiati sui gradini del vano scale di accesso al torrino del piano terrazzato, lo stesso interessato dal più vistoso dei 7 precedenti episodi di autocombustione succedutisi nella casa dal 15 marzo al 19 aprile. Da allora, nei tre mesi successivi non era successo più nulla, tanto da far pensare anche all’eventualità di un ritorno a casa. Ora, invece, tutto sembra essere nuovamente in discussione e, cosa strana a dirsi, proprio nei giorni successivi ai nuovi episodi analoghi verificatisi a Canneto di Caronia, in Sicilia, nella casa di Nino Pezzino.

Un sottile ed invisibile filo conduttore continua ad unire la Puglia alla Sicilia, ma in entrambi i casi nessuno riesce a fornire spiegazioni plausibili. Le varie commissioni tecniche sono all’opera, la Procura della Repubblica di Brindisi si è fatta carico delle indagini, ovviamente su Cisternino, coadiuvata dai carabinieri della locale stazione ma nulla è trapelato e lo sconforto sembra aver avuto il sopravvento sulla speranza di poter far ritorno tra le mura amiche. Biagio Bufano ha ripreso a lavorare nella sua azienda, cercando di allontanare i fantasmi dal cuore e dalla mente dei propri bambini, ma è chiaro che la verità sull'oscura vicenda sembra ancora lontana.

Delusione, confusione e preoccupazione sono i sentimenti che animano anche Nino Pezzino, ora definitivamente fuori da casa sua dopo gli ultimi incendi. «Non so più cosa pensare, mi chiedo solo se sia possibile che dopo 10 anni non si sia riusciti a formulare nessuna ipotesi, sono stanco e sfiduciato e non ho più la forza economica per ripartire e porre rimedio ai danni lasciati dal fuoco...».
Biagio gli fa eco da Cisternino: «Avevo una speranza seppur labile di tornare a casa, ma il ripetersi degli episodi siciliani mi fa ripiombare nello sconforto...non so più cosa fare, Nino era diventato il mio angelo custode, sentirlo così giù fa male anche a me e mi fa pensare alla resa...». Da tempo, a Cisternino, nessuno parlava più della vicenda ma ora bisognerà elevare il grado di allerta in attesa di giungere a ipotesi verosimili. In Puglia e in Sicilia, due famiglie aspettano.

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