Esteri - Premier Iraq: condanna a morte Saddam è ineluttabile

BAGHDAD - "Nessuno può opporsi all'esecuzione del criminale Saddam Hussein", la cui condanna a morte è stata confermata in appello martedì. Lo ha dichiarato il premier iracheno Nuri Al Maliki in un intervento trasmesso dalla televisione di stato irachena Al Iraqiya.
Al Maliki ha affermato che "non può essere rivista" e "non sarà rinviata", la sentenza di condanna a morte emessa nei confronti dell'ex raìs, ritenuto colpevole di crimini contro l'umanità per la strage di 148 sciiti compiuta nel 1982 a Dujail. "Coloro che si oppongono a questa esecuzione infangano i martiri dell'Iraq e la loro dignità", ha detto il capo del governo iracheno, che secondo Al Iraqiya stamani ha ricevuto una delegazione di familiari delle vittime dell'ex regime di Saddam.

GLI USA PUNTUALIZZANO: SADDAM E' SOTTO GIURISDIZIONE IRACHENA
Gli Stati Uniti hanno puntualizzato che, dal punto di vista legale in senso stretto, Saddam Hussein si trova sotto l'autorità del governo iracheno già da anteriormente all'inizio del primo dei processi a suo carico, nell'ottobre 2005; di fatto, tuttavia, anche dopo di allora l'ex dittatore è rimasto in custodia presso gli americani: così ha commentato un portavoce militare Usa, tenente colonnello Chris Garver, le indiscrezioni riferite da difensori del rais, secondo cui questi sarebbe già stato consegnato «all'autorità irachena», fatto che avrebbe indicato un'esecuzione davvero imminente ma che è stato subito smentito da fonti del ministero della Giustizia di Baghdad. Il portavoce americano ha ripetuto che, in termini giudiziari, Saddam va da tempo considerato un detenuto a disposizione dell'amministrazione statale dell'Iraq; tuttavia, quando gli è stato specificamente domandato se l'ex dittatore sia davvero stato trasferito o meno dal carcere Usa nel quale è stato sempre rinchiuso, Garver si è limitato a ribattere di non poter rilasciare dichiarazioni in proposito.
«Legalmente Saddam è stato consegnato agli iracheni più di un anno fa», ha sottolineato ancora il portavoce militare americano. «Su richiesta del loro governo, per ragioni di sicurezza lo abbiamo trattenuto presso una nostra struttura detentiva».
Garver ha quindi spiegato che qualsiasi spostamento del rais ne costituirebbe un mero «trasferimento fisico», appunto perchè si tratta di un recluso già affidato alla responsabilità di altra autorità: ma uno spostamento del genere è avvenuto o no?, gli è allora stato di nuovo chiesto. E, di nuovo, 'no comment' è stata la risposta. (AGI) Pdo 291035 DIC 06 (AGI/AFP) - Baghdad, 29 dic. - «Al momento la sicurezza è la nostra preoccuopazione numero uno», ha aggiunto Garver. «Sicurezza per Saddam, e sicurezza per coloro che gli stanno intorno. Lo scopo è impedire qualsiasi tentativo di farlo evadere, o anche un sacco di altre cose», ha notato, in apparenza alludendo a eventuali attentati o a intenti di eliminare il rais. Un comunicato, ha concluso, sarà diramato «a tempo debito».
In realtà l'unico degli avvocati del rais che non abbia chiesto l'anonimato, Khalil al-Doulaimi, si è limitato a rendere noto come gli americani lo abbiano contatto per invitarlo a raccogliere in carcere gli effetti personali di Saddam e del suo fratellastro Barzan Ibrahim Hassan al-Tikriti, ex capo dei servizi segreti militari del passato regime, anch'egli condannato a morte con sentenza irrevocabile al pari di Awad Ahmed al-Bandar, già magistrato della Suprema Corte Rivoluzionaria. Doulaimi non ha però affermato esplicitamente che il suo assistito è già stato materialmente affidato al governo di Baghdad. Per legge l'esecuzione deve avere luogo entro trenta giorni dalla pubblicazione ufficiale della pronuncia definitiva. Il ministero della Giustizia iracheno ha frattanto fatto sapere che Saddam non sarà giustiziato prima del 26 gennaio.
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