Bari, il Liceo «Flacco» ha compiuto 80 anni

di Valentino Sgaramella

Uno dei licei più prestigiosi di Puglia, l’«Orazio Flacco» di Bari, compie 80 anni. O meglio, la sua sede attuale, sul lungomare De Tullio. Un edificio ancora «adolescente per età», almeno rispetto al liceo in quanto tale, la cui nascita risale al ‘500.

Cinque secoli di storia strettamente intrecciata con la città di Bari. E che sono ricostruiti in una mostra documentaria: la sezione Storia curata dai docenti Valerio Bernardi, Maria Di Terlizzi e Gianluca Gatti; la sezione Scienze naturali a cura di Immacolata Abbatantuono, Agnese Ingegno e Marco Petruzzelli; la sezione Fisica preparata da Franco Nuzzi, Matilde Solinas e Enrico Stucchi.

L’ottantennale è l’occasione per una città che ritrova se stessa. In un’aula magna occupata da docenti e studenti, nelle prime file alcuni ex alunni illustri. Tra questi, il sindaco di Bari, Michele Emiliano, il rettore dell’ateneo, prof. Antonio Uricchio, il rettore del Politecnico, prof. Eugenio Di Sciascio.

La sede attuale fu progettata dall’architetto Concezio Petrucci, come ricorda il dirigente del Flacco, Antonio D’Itollo. L’attuale dirigente è figlio di Francesco D’Itollo, preside storico cui è stata intitolata una piazza. «Grazie al prezioso lavoro dei docenti, il materiale della mostra da oggi in poi sarà visibile a tutti i baresi» spiega. Ed è una piccolissima porzione di pezzi di storia conservati in deposito.

«Il senso di questa operazione non è guardare al passato - prosegue D’Itollo - lo scopo di una scuola classica è comunicare l’antico con i linguaggi del moderno». E ci si avvale del linguaggio digitale, della musica, delle arti visive. Un ottantennale che punta al recupero della memoria collettiva. Una scuola che rientra a pieno titolo nella storia di una città e la testimonia. Un liceo che era il fulcro delle attività culturali della città, quando ancora non era sede di un ateneo. Ma nel quale hanno insegnato vari docenti «che avrebbero insegnato in altre università, cito su tutti il botanico Tenore di cui possediamo dei testi e che collaborò con un altro docente dell’epoca, De Nicolò», aggiunge D’Itollo.

Franco Inglese, direttore dell’Ufficio scolastico regionale, ha portato «il saluto e la presenza dell’intera scuola pugliese». Una considerazione: «La scuola è l’elemento sostanziale perché questo Paese possa rialzarsi in piedi. Il Paese o si salva tutto quanto insieme o non si salva; non riguarda solo la scuola - precisa - ma abbiamo bisogno di una collaborazione solidale da parte di tutti». Una fiducia derivante dalla tempra: «Viviamo un periodo nel quale stiamo ricostruendo il tessuto connettivo di questa società, il Paese ha bisogno di riaccendere la speranza nei suoi giovani». Per far questo, bisogna fare leva, dunque, sulla scuola, sulla cultura e sulla Costituzione, pilastri fondanti.

Il sottosegretario alla Pubblica istruzione Angela D’Onghia ha ricordato: «Il Flacco è un tutt’uno con questa città e con quanto ruota attorno». Questi sono i «primi 80 anni con il nome Flacco, ma questo liceo ha accompagnato questa terra quando le scuole non erano così diffuse come nell’ultimo secolo».

Il liceo nacque nel ‘500 come scuola dei gesuiti, una scuola sin da allora riservata all’aristocrazia, elitaria nella preparazione. Nel 1774, con i Borbone, nasce il Regio liceo delle Puglie che presto sarà trasferito al rione San Pietro nel borgo antico. Nel 1865, il liceo viene intitolato a Domenico Cirillo, medico e patriota della rivoluzione del 1799. Nel 1934, la definitiva denominazione di «Quinto Orazio Flacco», nella sede attuale. «Dobbiamo tenere a ciò che è stato - il pensiero del sottosegretario - perchè un Paese privo di memoria vive nell’Alzheimer collettivo. Dobbiamo investire sulla scuola perchè questo processo di accelerazione si diffonda in tutto il Paese. In questo Paese non è vero che tutto è da buttare».

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