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Orta Nova, il sindaco fa in piazza i nomi «Basta clientele» Sindaco ascoltato dai Cc

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI
BARI - I piccoli interessi legati all’eolico, i loculi al cimitero, il suolo per un distributore di benzina. Cose così, l’ordinaria amministrazione in un piccolo Comune e forse anche in quelli grandi. Dove un bel giorno il sindaco che sognava di cambiare le cose e che si ritrova all’improvviso sfiduciato decide di tenere un comizio in piazza e racconta tutto con nomi e cognomi. A Orta Nova, in queste ore, è scoppiato un putiferio. Potere di Youtube, dove una web-tv locale domenica ha caricato il video del comizio di Iaia Calvio (nella foto). Dura un’ora, sta spopolando su Facebook e va ascoltato tutto
Orta Nova, il sindaco fa in piazza i nomi «Basta clientele» Sindaco ascoltato dai Cc
di MASSIMILIANO SCAGLIARINI

BARI - I piccoli interessi legati all’eolico, i loculi al cimitero, il suolo per un distributore di benzina. Cose così, l’ordinaria amministrazione in un piccolo Comune e forse anche in quelli grandi. Dove un bel giorno il sindaco che sognava di cambiare le cose e che si ritrova all’improvviso sfiduciato decide di tenere un comizio in piazza e racconta tutto con nomi e cognomi. A Orta Nova, in queste ore, è scoppiato un putiferio. Calvio, 45 anni, avvocato, single («Ma non è vero che le madri non possono fare politica, anzi ci vorrebbero più donne»), si era già fatta notare nel giugno 2012 con un intervento non tenerissimo all’assemblea nazionale dei segretari di circolo del suo partito, il Pd: fu premiata con un trafiletto a pagina 3 sul Corriere della Sera.

Ma stavolta è andata oltre. Altroché se è andata oltre. Dei nove consiglieri che l’hanno sfiduciata facendola cadere, ha raccontato tutto. Ma tutto tutto: quello che le ha chiesto il terreno per la cappella, quell’altro che voleva imporre l’impresa amica per i lavori dell’eolico, l’altro ancora che andava dai contadini a chiedere 20 litri di vino e che pretendeva 500 euro dalle imprese degli appalti. Una denuncia raggelante, ma schietta, così schietta che stasera l’hanno chiamata a Servizio Pubblico. E anche in procura a Foggia, dove sembrerebbero molto interessati a certe storielle. «Penso di non aver fatto nulla di eccezionale - si schermisce lei -, ho provato a rappresentare l’amarezza di chi fatica per due anni e mezzo e vede che tutto, ma proprio tutto, resta in stand by».

Quando le hanno detto che non aveva più la maggioranza, che è successo? «Sabato mattina. Stavo facendo la lavatrice. Mi è crollato il mondo addosso. È stata una vendetta al cospetto di Dio e degli uomini. Perché non si può governare una comunità senza dar conto delle proprie azioni. In quello che ho detto c’era solo l’amarezza di chi prova a creare possibilità per propria comunità e si trova sfiduciata per nessun motivo politico. C’era la rabbia nei confronti di chi ha gli strumenti per poter governare e invece resta a casa, seduto nei salotti, con il dito puntato». Il punto è come l’avvo cat o Calvio ha detto quelle cose: un elenco secco, documentato, lucido. Uno spaccato della vita di provincia che lei, nonostante tutto, ha ancora voglia di difendere.

«Fare il sindaco è una bella esperienza, anche se in Consiglio comunale a volte avevo voglia di alzarmi e buttarmi fisicamente su quelli che mi volevano attaccare Orta Nova non è il centro di chissà quali interessi. È un piccolo centro, non un crocevia di ladri. Al massimo - ammicca - di ladri di galline». E per questo, dice, lei ha voluto lanciare un segnale. «È una risposta a chi pensa che la politica sia roba per persone sporche. Per me la politica è roba per persone perbene, ed è bene che le persone perbene se ne rendano conto. Me lo faccia dire come si fa con i bambini: alla fine i buoni vinceranno sui cattivi ». Se il messaggio sia arrivato a destinazione, è presto per dirlo. Anche se da tre giorni il telefono dell’avvocato Calvio è bollente, per usare un eufemismo: l’hanno chiamata in molti (parlamentari locali, esponenti delle istituzioni), e ora il suo caso farà il giro d’Italia.

«Il giorno dopo il comizio - racconta - ero abbastanza frastornata, sono andata in prefettura, sono cominciate le assemblee di circolo e di segreteria. Perché noi siamo, mio malgrado, già in campagna elettorale». Già, perché Iaia Calvio è sempre lì, tenace più di prima, anche se non vuole (ancora) dire se si ricandida. «Non me ne vado - risponde -. Se lo facessi, darei ragione a chi mi ha detto “ora riposati e riprenditi la mia vita”. La mia vita è nella mia comunità». Un segnale splendido.

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