Da Acerenza a Milano il super panettone di Vincenzo Tiri

di Michele Pizzillo

ACERENZA - Ogni presenza sulla piazza milanese, un successo. Ogni novità, subito degustata e acquistata, tanto che a «Re Panettone», la manifestazione che celebra il più tipico dei dolci milanesi, la premiata forneria Tiri di Acerenza, dopo poche ore sospende le vendite di panettone per mancanza di merce. «Non pensavamo di esaurire tutto nell’arco di qualche ora», confida il Vincenzo Tiri, terza generazione di panificatori acheruntini e colui che ha convinto i genitori a produrre anche panettoni, insieme al pane. Hanno fatto bene ad “accontentare” questo giovane e bravo panettiere-pasticcere che insieme al fratello Giuseppe ha voglia di portare in giro per il mondo in panettone «made in Acerenza». Anche i genitori avevano rotto la tradizione che li avrebbe voluti solo fornai. Decisero di diventare panificatori, e in una cittadina dove la gente preferiva farselo in casa il pane.

Così Vincenzo ha deciso di diventare produttore di un panettone sublime. C’è riuscito bene. Visto che oltre al successo di «Re Panettone», c’è la degustazione alla cieca organizzata sempre a Milano per segnalare i dieci migliori panettoni d’Italia: quello di Acerenza è risultato il quinto, per qualità. Quindi, uno dei grandi panettoni italiani; eccellenza da esportazione, insomma.

D’altronde i manager di un’azienda chimica del lodigiano, già prima della degustazione milanese, avevano chiesto a Tiri di preparare 700 panettoni (la produzione totale è sui 4.000 pezzi) che hanno omaggiato a dipendenti e clienti sparsi nel mondo. Hanno scelto il panettone classico, per gli stranieri. Viceversa, per dipendenti e clienti nazionali, la preferenza è caduta sui panettoni interpretati: dal farcito di cioccolato bianco e caffè a quello con mandarino, limone e arancia canditi in casa e aromatizzati con il rosmarino. «È il classico quello che incontra i gusti del buongustaio», dice Vincenzo godendosi il successo ottenuto con l’inserimento fra i dieci migliori panettoni d’Italia. Oltretutto nella capitale del panettone. E pensare che questo forno di Acerenza ha iniziato a produrre panettoni artigianali solo nel 2007. In pochi anni è arrivato in cima alla scala della qualità. Senza sedersi sugli allori: «anche la qualità può migliorare», dice, saggiamente, l’artista del gusto di Acerenza.
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