Martedì 29 Settembre 2020 | 16:22

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Bari, ha perso il lavoro da due mesi vive in tenda sulla spiaggia Comune: strutture a disposizione

BARI – Dopo aver perso il lavoro (gestiva una piccola agenzia di recupero crediti) da due mesi Pino vive in una tenda sulla spiaggia barese di 'Pane e pomodorò e ora chiede "un reddito di cittadinanza". La sua storia – secondo quanto reso noto da alcuni attivisti di Bari del Movimento Cinque stelle – è stata pubblicata sul blog di Beppe Grillo. "Il diritto alla vita e alla dignità – scrive Pino in una lettera – non è un optional ma è l’unica condizione che fa di uno Stato un vero Stato"
Bari, ha perso il lavoro da due mesi vive in tenda sulla spiaggia Comune: strutture a disposizione
BARI – Di lavori ne ha fatti tanti, Pino Abbatescianni: si è occupato di "recupero crediti", di "investigazioni private", ed è stato anche – racconta - "imbarcato su una nave mercantile come mozzo, in Svezia e Lettonia". Ma ora, dopo una "vita passata a pagare tasse, due matrimoni" e la speranza di essere felice con i suoi "tre figli", è stato "abbandonato da tutti". Chiede un 'reddito di cittadinanzà, altrimenti – dice – "è meglio che io muoia". "Da due mesi vivo qui – spiega – in una minuscola tenda nella spiaggia di 'Pane e pomodorò, a Bari: se non fosse per qualche cittadino di buon cuore, che ogni tanto mi porta un pò di cibo, morirei di fame".

Pino ha 47 anni e da circa un anno ha "capito cosa vuol dire la vita di strada, quella che ti fa diventare cattivo perchè altrimenti si approfittano di te". Una realtà che Pino ha cominciato a conoscere dal 2012, quando sono iniziate le sue prime notti all’addiaccio. "Ho dormito all’aperto anche nel parco di Punta Perotti" fino a quando, racconta, grazie all’assessore ai Servizi sociali del Comune di Bari, Ludovico Abbaticchio, è riuscito a trascorrere "sette mesi in un dormitorio pubblico: l’Andromeda". Da qui, però, secondo Pino "sono cominciati i problemi col Comune di Bari e il sindaco, Michele Emiliano", dal quale dice di "non essere più ascoltato".

Pino ricorda di "aver visto e denunciato alcune cose strane, come il fatto di riconoscere agli extracomunitari la residenza all’Andromeda", oppure il "via vai di topi nella struttura", o ancora qualche screzio con gli operatori che un giorno gli "hanno negato la carta igienica". Adesso Pino è "costretto a usare le docce della spiaggia pubblica da cui esce acqua gelida" e a lavarsi "l'unico paio di pantaloni, le due t-shirt e il solo maglioncino che gli sono rimasti", in un vecchio secchio di ducotone. "L'ultimo appello al sindaco l’ho rivolto ad agosto – sottolinea – ancora una volta sulla sua pagina Facebook dalla quale sono stato bannato".

Ma lui "mi ha risposto che sono già stato aiutato e che in Andromeda ho avuto problemi di adattamento con gli stranieri: una bugia perchè lì erano tutti miei fratelli". Proprio come il giovane congolese col quale Pino "ha spezzato il poco pane a disposizione fino a qualche giorno fa: dormiva qui, in una tenda anche lui, e si allenava in spiaggia. Poi l’assessore Sannicandro e la Fidal l'hanno portato via perchè qualche società lo prepari per le prossime Olimpiadi".

Purtroppo, però, afferma Pino, l’atleta straniero ora "dorme per terra in una stanza sporca e umida del vecchio stadio delle Vittorie, dove mangia solo grazie a qualche volontario e si lava anche lui con l’acqua gelida". Pino "non sa proprio come fare" e anche se "mi hanno detto di andare a dormire nella tendopoli della Croce Rossa, lì ci sono 800 persone che mi lincerebbero perchè soffro di apnee notturne e russo tantissimo: quando riesco a prendere sonno, se qualche sconosciuto non tenta di entrare nella mia tenda, mi sveglio di continuo con fortissime emicranie".

Pino dice di volere "solo" il suo "diritto alla vita: un piccolissimo ambiente dove stare, un lavoro come mozzo e minimo salario 'universalè, che sia cioè uguale per tutti quelli che, come me, vivono questa terribile situazione". "Altrimenti", conclude, "non mi resta che sperare di smettere di respirare, una notte di queste, così la morte porterà via ogni problema".

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