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Cassano, gara di solidarietà per salvare bimbo di 2 anni
di Francesca Marsico

CASSANO - È ancora corsa di solidarietà per salvare il piccolo Pietro. Lui è il bimbo cassanese di poco più di due anni, affetto da un grave tumore alle ossa. I concittadini, dopo il torneo di burraco per aiutare lui e la sua famiglia ad affrontare le tante spese di chi è costretto a curarsi lontano da casa, hanno aperto un conto bancario a nome della famiglia di Pietro, per i versamenti volontari.«Tutto è accaduto - racconta il papà, Saverio Martiradonna - mentre eravamo in vacanza, l’anno scorso. Mio figlio aveva difficoltà a reggersi in piedi. Dalle prime analisi non emerse nulla. Poi, indagando ulteriormente, abbiamo ricevuto questa terribile notizia e il mondo ci è crollato addosso». Cioè? «Pietro era affetto da neuroblastoma al quarto stadio con cinque metastasi avanzate». La diagnosi insomma era: tumore.

Una malattia terribile per gli adulti e impossibile da accettare quando colpisce un bambino. «Sino ad aprile scorso lui aveva perso la funzionalità di un braccio. Ha già subito più di un intervento - spiega ancora il papà - compresa l’asportazione di una massa tumorale di 9 centimetri sul rene destro. Ora Pietro sta vivendo la fase terapeutica più difficoltosa - afferma Saverio Martiradonna -. Si è già sottoposto alla chemioterapia con inserimento di cellule staminali nel midollo. Da tre settimane si alimenta con la parenterale, il nutrimento somministrato attraverso la parete addominale. È difficile tutto questo ma il nostro Pietro sta rispondendo bene alle terapie. Continua a regalarci sorrisi».

Nel buio della malattia che ha colpito il bambino, Saverio Martiradonna è però commosso dalla vicinanza della gente: «Non nascondo - afferma - che mi sono più vicini gli estranei dei familiari. Cominciando dai miei colleghi della caserma di Altamura sino ai concittadini che per sostenerci nelle spese hanno organizzato giovedì scorso il torneo di burraco e continuano a donare contributi volontari sul conto corrente. In queste tragedie - continua - ci si mettono anche i problemi economici causati dai nostri continui trasferimenti cominciati a gennaio scorso». In concreto, prima al «Sant’Orsola» di Bologna, poi al «Bambin Gesù» di Roma, con conseguenti aggravi di spese difficili da sostenere.

Il papà di Pietro è militare di professione. È volontario in servizio permanente effettivo al settimo reggimento Bersaglieri di Altamura: «Il lato positivo - afferma - sta nel fatto che abbiamo riscoperto l’essenza della vita. Mia moglie e io viviamo solo per i nostri due figli, Pietro e Giuseppe (il primogenito ora temporaneamente affidato ai nonni a Carbonara, ndr). Tutto il resto non conta. Saranno l’amore e l’affetto per la famiglia a essere al centro del nostro mondo». Il torneo di burraco, che per il largo numero di adesioni è stato spostato dalla biblioteca Perotti al circolo cittadino in piazza Moro, ha fruttato quasi mille euro. È ancora possibile effettuare donazioni utilizzando il seguente Iban: IT94E0103004007000003467843.

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