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A Bari murales d’artista ma i vigili non lo sanno

di ISABELLA MASELLI 
Potrebbero essere definite le tre «facce» di San Nicola. Quella del santo di Mira dalla pelle scura, quella tipica dell'iconografia russa e quella più famosa al mondo. Questa, la terza, è però una sorpresa. Sarà visibile ai baresi tra qualche ora, entro stasera o al massimo domani. L'artista toscano Ozmo, al secolo Gionata Gesi, sta realizzando sul muro del sottopassaggio di via Quintino Sella un graffito dedicato al santo patrono della città
A Bari murales d’artista ma i vigili non lo sanno
di ISABELLA MASELLI 

Potrebbero essere definite le tre «facce» di San Nicola. Quella del santo di Mira dalla pelle scura, quella tipica dell'iconografia russa e quella più famosa al mondo. Questa, la terza, è però una sorpresa. Sarà visibile ai baresi tra qualche ora, entro stasera o al massimo domani. L'artista toscano Ozmo, al secolo Gionata Gesi, sta realizzando sul muro del sottopassaggio di via Quintino Sella un graffito dedicato al santo patrono della città, raffigurato in tre diverse vesti. Quelle già realizzate sono legate alla tradizione religiosa, all'iconografia classica, al culto del santo. Quella in fase di realizzazione, invece, rappresenta un'evoluzione storica e culturale del personaggio San Nicola nel mondo. Ma non diremo di più, per non rovinare la sorpresa.

«Il disegno è ancora incompleto - spiega l'artista - A me interessano le immagini che hanno un forte potere comunicativo e trovo nelle icone e nei simboli religiosi gli strumenti attraverso i quali si trascende se stessi, come alterazioni della coscienza. Le immagini religiose - dice Ozmo - hanno la possibilità di toccare a più livelli l'osservatore, che sia credente oppure no. Questo tipo di immagini porta con sé implicazioni non solo artistiche e intellettuali, ma anche esoteriche e psicologiche. Nei disegni su San Nicola ho scelto di sovrapporne tre perché mi piace lavorare su più livelli, attirando l'osservatore di tutti i giorni, colui che ci passa per caso, l'esperto di arte e l'appassionato di cultura popolare. Le mie sono opere aperte».

Ozmo, di ritorno dal Macro di Roma (il Museo di Arte Contemporanea) dove ha realizzato la Piramide del potere italiano su un muro alto 28 metri, si sta in questi giorni cimentando nella figura più rappresentativa della città di Bari, San Nicola, che proprio per questo (soprattutto quando sarà visibile ai baresi la terza parte della sua opera) farà parlare di sé, suscitando inevitabili polemiche. Il murale sarà presentato ufficialmente mercoledì prossimo a Palazzo di Città. L’operazione è stata denominata «Fresh flâneur». È uno degli interventi proposti dalla galleria d'arte «Doppelgaenger» di Bari che ha ottenuto il supporto logistico del Comune. Dopo quello realizzato dallo spagnolo SAM3 sui muri della caserma Rossani e quello di 108 sulla facciata dell'edificio dell'Aqp, è toccato a Ozmo colorare il sottopasso di via Quintino Sella. Il progetto proseguirà con gli italiani Sten&Lex che si occuperanno dei muri spogli del palazzo dell'Economia, in corso Vittorio Emanuele.

Opere d'arte a cielo aperto che «la galleria sta regalando alla città - ha detto Michele Spinelli, socio fondatore della galleria - e saranno i baresi a decidere se conservarle e appropriarsene». Per il momento coloreranno Bari per 120 giorni. Sempre che i vigili vengano informati che si tratta di opere realizzate da artisti internazionali con l'autorizzazione del Comune e non tentino di multarli, come è accaduto ieri con Ozmo mentre dava forma al suo San Nicola. In corso Vittorio Emanuele, addirittura, ha rischiato la multa il personale dell’Amiu, che offre agli artisti il supporto logistico. C’è voluto un fitto scambio di telefonate fra gli artisti, gli organizzatori e i funzionari del Comune per convincere la pattuglia della Polizia municipale accorsa sul posto che quella gente armata di bombolette spray non erano vandali, ma artisti autorizzati. E dire che erano stati pure avvisati.

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