«Lady Asl» Cosentino «Arrestata per frase mai pronunciata» chiede 500mila euro

BARI – L'ex direttore generale della Asl Bari, Lea Cosentino, ribattezzata dalla stampa 'Lady Asl', ritiene di essere stata arrestata nel 2010 sulla base di una frase intercettata a lei attribuita ma che in realtà non avrebbe pronunciato. E’ quanto scrive la stessa Cosentino nella denuncia-querela depositata oggi in Procura, a Bari, nei confronti del consulente dei pm e del perito del tribunale che, in tempi diversi, hanno trascritto le intercettazioni ambientali compiute a carico dell’allora dg. L’ex manager annuncia una richiesta di danni per non meno di 500.000 euro.

L'intercettazione in questione è dell’11 settembre 2007 e fu disposta dalla Procura di Bari nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte irregolarità nella selezione per un posto da primario di allergologia nell’ospedale di Altamura (vinto dal dottor Eustacchio Nettis) e sulla cosiddetta spy-story, la bonifica da eventuali microspie installate dagli investigatori disposta da Cosentino negli uffici della Asl.

In quella conversazione tra Cosentino e Nettis, stando alla trascrizione dell’ambientale fatta nel 2007 dal consulente e riproposta nella perizia disposta dal giudice del dibattimento nel 2011, Lady Asl avrebbe detto "li prendiamo per fessi a tutti e due". Questa frase è riportata anche nell’ordinanza d’arresto del 14 gennaio 2010. Nel provvedimento cautelare il gip scriveva che questa "locuzione semantica" che si riferisce "agli altri candidati è evidente indice rivelatore della pericolosità della Cosentino".

Dopo quattro mesi di arresti domiciliari, il rinvio a giudizio e l’avvio del processo, i difensori dell’imputata hanno affidato a due tecnici la consulenza fonico-trascrittiva. "La firmiamo perchè evitiamo tutti i problemi" avrebbe detto Cosentino a Nettis invece che "li prendiamo per fessi a tutti e due". Il riferimento è alla delibera della Asl che avrebbe consentito di riconvocare la commissione esaminatrice del concorso per un posto da primario e sanare precedenti vizi.

Nella denuncia Cosentino ipotizza i reati di falso in atto pubblico e falsa perizia, riservandosi di costituirsi parte civile e di chiedere un risarcimento dei danni non inferiore a 500.000 euro.

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