Alessio Passaquindici barese 26enne, stella all’Opéra di Nizza

di LIVIO COSTARELLA

Dalle scarpette chiodate a quelle a punta, dalle maglie da calcio alle tute aderentissime della danza. La storia di Alessio Passaquindici, 26enne barese, divenuto un talento ormai riconosciuto della danza internazionale, può sembrare incredibile, ma è esemplare di quanto il giusto mix di casualità e forza di volontà possano cambiare la vita di una persona. Alessio è il primo ballerino (dal settembre 2010) del «Ballet Nice Meditérranée» del teatro dell’Opera di Nizza, con la direzione del noto coreografo francese Éric Vu-An. Ma la curiosità più grande è che il danzatore barese (che la stampa francese ha definito «il Billy Elliot italiano»), fino a nove anni fa, non aveva mai infilato una scarpetta a punta neanche per sbaglio. «Soltanto un corso di ballo di coppia ad Adelfia, all’età di sei anni», scherza Passaquindici. Si era invece sempre rivelato molto portato per qualsiasi sport, ma la passione per il calcio lo aveva fagocitato, a tal punto da fargli conquistare un cartellino professionistico, a 17 anni, per il Palese Calcio. Ma quell’estate di nove anni fa, un piccolo problema alla coscia che lo costringeva a non giocare per un po’, si è rivelato propizio.

«La mia compagna di allora, divenuta poi mia moglie – spiega - mi convinse a prendere lezioni di danza con Giuliana Cirillo e da lì in poi non ho più smesso. Dentro di me, a poco a poco, ho capito quanto mi piacesse danzare». Da lì in poi Passaquindici ha bruciato le tappe: nel marzo 2005 partecipa al concorso nazionale «Baridanza» e vince il primo premio nella categoria «Solisti» e «Passo a due» per la classica; a maggio gli viene assegnata una delle due borse di studio su più di mille partecipanti al «Festival nazionale di danza» di Gubbio; a settembre, dopo la maturità classica, entra a far parte della scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma, strabiliando tutti per il suo talento. «A Roma, nei tre anni di studio, ho realizzato a pieno le mie capacità e anche i miei maestri cominciavano ad affidarmi molti ruoli da protagonista».

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