Martedì 22 Gennaio 2019 | 17:23

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«L’export tiene a galla l’economia di Bari e Bat»

BARI - Eppur si muove. L’economia dell’area Barese, a cavallo tra il capoluogo di regione e la Sesta provincia, resiste ai colpi della crisi nonostante i fattori di difficoltà. In questa condizione di precarietà, la macroarea Bari-Bat continua a restare una delle zone strategiche per l’economia del Paese, come evidenziato anche dal prof. Federico Pirro, docente di Storia dell’Industria all’Università di Bari
«L’export tiene a galla l’economia di Bari e Bat»
BARI - Eppur si muove. L’economia dell’area Barese, a cavallo tra il capoluogo di regione e la Sesta provincia, resiste ai colpi della crisi nonostante i fattori di difficoltà. In questa condizione di precarietà, la macroarea Bari-Bat continua a restare una delle zone strategiche per l’economia del Paese, come evidenziato anche dal prof. Federico Pirro, docente di Storia dell’Industria all’Università di Bari che (come Centro Studi Confindustria Puglia) nei giorni scorsi su incarico dell’Ing. Michele Vinci presidente di Confindustria Bari-Bat ho svolto al Consiglio generale una relazione sulla congiuntura nelle due aree. 

Prof. Pirro, quali sono i punti di forza e di debolezza dell’area economica Bari-Bat? «Si avvertono ormai da un anno forti segnali di rallentamento, evidenziati in particolare da tre indicatori: andamento della cig/cigs, contrazione dei crediti bancari, crisi dell’edilizia, ma non mancano segnali di tenuta come l’expor t e gli investimenti, almeno di certe imprese trainanti, e quelli di Pmi molto dinamiche». 

Quanto incide, quanto è consistente la stretta del credito in un momento così delicato? «Secondo i dati della Banca d’Italia nel 3° trimestre dello scorso anno i crediti bancari si sono contratti del 2,6% rispetto al 3° trimestre del 2011, 2° flessione consecutiva, divisa fra un -4,7% per le amministrazioni pubbliche, un -4,2% per le imprese, un -6,2% per le famiglie produttrici, mentre le famiglie consumatrici hanno registrato un modesto + 0,1%. Le aziende manifatturiere hanno subito una contrazione del 7,8% e le costruzioni del 4,2%». 

Perché gli istituti di credito hanno adottato questa politica? che alternative ci sono? «Le banche hanno ristretto i crediti per varie ragioni: direttive dell’Autorità bancaria europea, aumento delle sofferenze, necessità di maggiori accantonamenti, riduzione della domanda. I consorzi fidi, sostenuti dalla Regione, stanno lavorando a pieno regime». 

Si possono cogliere segnali di speranza verso la ripresa? «Cresce l’export manifatturiero: nei primi nove mesi del 2012, è stato di 2,3 miliardi di euro, con un + 4% sullo stesso periodo del 2011. La crescita è inferiore a quella manifatturiera pugliese, che è stata del 6,3%, ma Bari e la Bat hanno rappresentato il 39,6% del totale regionale e sono le prime».
 
(La notizia completa sull'edizione della Gazzetta in edicola o scaricabile qui)

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