Giovedì 17 Gennaio 2019 | 06:42

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Brindisi, 15 anni  all'ex vice questore uccise da elicottero  un contrabbandiere

BRINDISI – La corte di assise di appello di Taranto ha condannato a 15 anni e 4 mesi di reclusione Pietro Antonacci, ex vicequestore vicario di Brindisi imputato insieme con l’ex questore Francesco Forleo (non più processabile per gravi motivi di salute) di aver sparato da un elicottero contro un motoscafo durante un 'raid’ e aver ucciso il contrabbandiere Vito Ferrarese. Condannato a 9 anni anche l'ex capo della sezione catturandi, Pasquale Filomena. I fatti risalgono alla notte tra il 13 e 14 giugno del 1995, che fu chiamata la 'notte dei fuochi'.
Brindisi, 15 anni  all'ex vice questore uccise da elicottero  un contrabbandiere
BRINDISI – La corte di assise di appello di Taranto ha condannato a 15 anni e 4 mesi di reclusione Pietro Antonacci, ex vicequestore vicario di Brindisi imputato insieme con l’ex questore Francesco Forleo (non più processabile per gravi motivi di salute) di aver sparato da un elicottero contro un motoscafo durante un 'raid’e aver ucciso il contrabbandiere Vito Ferrarese. I fatti risalgono alla notte tra il 13 e 14 giugno del 1995, che fu chiamata la 'notte dei fuochì. 

La corte tarantina, chiamata a decidere dopo un annullamento con rinvio disposto dalla Cassazione, ha ritenuto che l’omicidio avvenuto durante un inseguimento tra il mare e i cieli di Brindisi fosse 'volontario', quindi non colposo e neppure con dolo eventuale come invece avevano sostenuto le difese. Condannato anche Pasquale Filomena, l’allora capo della squadra catturandi della questura a 9 anni e 2 mesi di reclusione. Filomena era imputato di corruzione e porto e detenzione abusiva di armi in merito al ritrovamento di un borsone di armi trovato su una spiaggia di Serranova. 

Ai famigliari di Ferrarese che erano parti civili, assistiti dall’avvocato Giuseppe Lanzalone, andrà una provvisionale di 90.000 euro. Per gli altri imputati, con posizione marginale rispetto ai funzionari di polizia, molti non doversi procedere per prescrizione. 

I fatti addebitati a vari poliziotti della Questura brindisina si riferiscono a una vera e propria spedizione punitiva che venne condotta in prima persona dall’allora questore di Brindisi, Francesco Forleo. Un elicottero della polizia inseguì al largo di Brindisi uno scafo di contrabbandieri: sul velivolo c'erano tra gli altri Forleo, il vicequestore Pietro Antonacci e l’allora capo della squadra mobile Giorgio Oliva. Sullo scafo di contrabbandieri in fuga, invece, c'era, tra gli altri Ferrarese, che non era armato. Da bordo dell'elicottero venne aperto il fuoco e Ferrarese rimase colpito a morte.

Nella messinscena successiva all’omicidio, alcuni poliziotti – secondo l’accusa – istigati da Forleo fecero ritrovare sullo scafo una mitraglietta per far credere che in realtà gli agenti avessero risposto al fuoco dei contrabbandieri.

L' equipaggio dell’elicottero era armato di tutto punto: oltre alle pistole di ordinanza e a mitragliette M12, Forleo, Antonacci e Oliva avevano anche bombe di esercitazione Srcm sottratte clandestinamente – secondo l’accusa – dall’armeria della Questura. Forleo – ricostruì il pm nella requisitoria di primo grado – era il più spericolato del gruppo: è lui – per l' accusa – che ordinò ai piloti di scendere di quota fino a 15 metri di distanza dallo scafo e di volare alla velocità limite di 60 nodi; è lui che sparò prima con la propria pistola e poi con quella di Oliva contro il motoscafo in fuga. 

Dall’elicottero furono lanciate anche bombe a mano, tutt' attorno allo scafo. In quel momento – secondo la ricostruzione fatta in primo grado – Antonacci si sentì legittimato dal suo questore ad aprire il fuoco contro lo scafo con la mitraglietta M12 che imbracciava. Sarà un proiettile sparato dalla mitraglietta – ha stabilito la perizia compiuta nel corso del processo – a uccidere Ferrarese. Non fu, quindi, un colpo partito dalla pistola che impugnava Forleo. Per questo motivo Antonacci è andato a giudizio per omicidio volontario in un processo 'stralcio'. 

Dopo la “missione di guerra” e l’omicidio cominciarono le operazioni di depistaggio, compresa la collocazione della mitraglietta sullo scafo di Ferrarese.

Forleo tuttavia non è stato processato: secondo una perizia depopsitata nel corso del processo Forleo, che oggi ha 72 anni, versa in una condizione di “declino cognitivo grave e irreversibile” quindi in condizioni tali da non poter più stare “coscientemente” a processo. Per questa ragione la sua posizione è stata stralciata: nel corso della requisitoria tenuta a marzo dell'anno scorso, per lui la procura generale aveva chiesto una condanna a 14 anni e 4 mesi di reclusione mentre per Antonacci "soltanto" 10 anni.

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