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Fu arso vivo a Brindisi fermata donna 40enne amante della vittima Questore: maschicidio

BRINDISI – E' stata sottoposta a fermo di indiziato di delitto per omicidio una donna di 40 anni, Dora Buongiorno, per l’uccisione di Damiano De Fazio (nella foto), imprenditore di Brindisi, arso vivo la sera del 26 dicembre scorso. La donna – a quanto è stato reso noto – aveva una relazione con De Fazio: il movente dell’omicidio starebbe proprio nello stato dei rapporti tra i due. Il fermo è stato disposto dal pm di Brindisi Luca Buccheri ed eseguito da poliziotti della squadra mobile brindisina e del commissariato di Mesagne
Fu arso vivo a Brindisi fermata donna 40enne amante della vittima Questore: maschicidio
BRINDISI – E' stata portata in questura sulla base di indizi che pare non lascino spazio anche se ci sono ancora molte indagini da fare: lei, Dora Buongiorno, 40 anni, ha preferito il silenzio dinanzi ai poliziotti della squadra mobile di Brindisi e del commissariato di Mesagne che la informavano del fermo di indiziato di delitto per omicidio volontario che il pm di Brindisi, Luca Buccheri, ha disposto a suo carico. 

La donna, amante da più di 15 anni di Cosimo Damiano De Fazio, imprenditore 51/enne di Brindisi, arso vivo nella notte fra il 26 e il 27 dicembre scorsi nelle campagne di Mesagne, è l'unica persona al momento accusata del crudele delitto su cui gli investigatori hanno indagato senza sosta nelle ultime settimane. 

Il movente andrebbe ricercato in una serie di sopraffazioni e maltrattamenti che la donna, madre del sesto figlio di De Fazio, subiva ormai da tempo, secondo quanto ha raccontato ai giornalisti il questore di Brindisi, Giuseppe Cucchiara, che ha parlato di un 'maschicidiò (neologismo usato come contrapposto, nelle motivazioni, al femminicidio). 

Il questore ha anche circoscritto con estrema precisione il contesto in cui l'omicidio, un delitto d’impeto, è maturato: un contesto 'primitivò in cui era stato intessuto un rapporto di dipendenza che si nutriva di continue intimidazioni. Il questore ha detto anche, però, che l’attività investigativa non è conclusa e si sta valutando l’eventuale partecipazione di altre persone all’omicidio. 

A quanto si saputo per ora, nel provvedimento di fermo, disposto dal pm Luca Buccheri, è contestato il reato di omicidio volontario ma non l’aggravante della premeditazione. Il provvedimento – è stato reso noto – è stato emesso per un pericolo di fuga dell’indagata. 

Dora Buongiorno, due figli, uno dei quali quattordicenne avuto dall’imprenditore, si trova ora nel carcere di Lecce. E' difesa dall’avvocato Roberto Cavalera. Non è ancora chiaro se è alla donna che gli inquirenti attribuiscano il ruolo di esecutrice materiale: De Fazio fu condotto nelle campagne tra Serranova e Mesagne, nel Brindisino. 

Stando a quanto ha poi confermato anche l’autopsia, il fuoco gli fu appiccato ai genitali. Come combustibile fu utilizzata la benzina, l’uomo morì in ospedale dopo due notti e un giorno di agonia: ebbe il tempo di farfugliare qualcosa ed è anche sulle poche frasi pronunciate prima di perdere i sensi che la polizia è ancora al lavoro. 

Chiare le ragioni della barbara esecuzione, definito lo sfondo dell’azione di una donna esasperata. Ora va appurato se la 40enne abbia davvero potuto fare tutto da sola. Chi indaga non ne è convinto, per una ragione: De Fazio non ha reagito, non è stato picchiato, non ha tentato di sfuggire alla sua orrenda morte. Non è quindi escluso che ci fosse qualcuno a impedirgli di farlo, minacciandolo, in quel luogo isolato in cui è stato dato alle fiamme.

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