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Dopo le «Parlamentarie» Un leccese e un andriese alla testa dei grillini di Puglia

di STEFANO BOCCARDI
BARI - «Ma sì che ci credo. Se si voterà come sembra con il “Porcellum”, io dico che la soglia di sbarramento la superiamo in scioltezza anche al Senato». Poche ore dopo l’esito delle cosiddette «parlamentarie» del Movimento 5 Stelle, anche in Puglia i candidati indicati via web dagli iscritti sono già alle prese con la campagna elettorale. E il più ottimista, anche se sulla carta non ha la certezza di essere eletto è proprio il primo della lista, l’avvocato Maurizio Buccarella (nella foto), 48 anni, già candidato nella scorsa primavera alla poltrona di sindaco a Lecce
Dopo le «Parlamentarie» Un leccese e un andriese alla testa dei grillini di Puglia
di Stefano Boccardi

BARI - «Ma sì che ci credo. Se si voterà come sembra con il “Porcellum”, io dico che la soglia di sbarramento la superiamo in scioltezza anche al Senato».

Poche ore dopo l’esito delle cosiddette «parlamentarie» del Movimento 5 Stelle, anche in Puglia i candidati indicati via web dagli iscritti sono già alle prese con la campagna elettorale.

E il più ottimista, anche se sulla carta non ha la certezza di essere eletto è proprio il primo della lista, l’avvocato Maurizio Buccarella, 48 anni, già candidato nella scorsa primavera alla poltrona di sindaco a Lecce.

Sì, Buccarella, che dal voto elettronico ha ottenuto 290 preferenze, sarà (per ragioni regolamentari, ovvero perché ha più di 40 anni) il capolista al Senato, dove, con la legge in vigore, per essere eletti occorre superare la soglia di sbarramento regionale dell’8 per cento.

Non avrà o meglio non dovrebbe avere alcun tipo di problema, invece, il secondo classificato, l’andriese Giuseppe D’Ambrosio (ha raccolto 243 preferenze), pure lui già candidato sindaco nel suo comune. D’Ambrosio, avendo solo 34 anni, sarà capolista alla Camera, dove, sempre con l’attuale legge elettorale, va superata la soglia di sbarramento nazionale del 4%, che, a meno di improbabili sorprese, dovrebbe essere facilmente alla portata di un movimento che da mesi viene accreditato di una percentuale in doppia cifra e in pressoché costante crescita.

Ma che campagna elettorale sarà quella di questa pattuglia pugliese (sono 61 in tutto) di candidati grillini? E quali saranno i temi o i cavalli di battaglia sui quali puntare per convincere gli ellettori pugliesi a preferirli a Nichi Vendola o a Raffaele Fitto, solo per fare due tra i nomi più simbolici degli schieramenti che da un ventennio di contendono la poltrona più ambita di Palazzo Chigi?

Ebbene, anche in Puglia, come dappertutto, ufficialmente, il programma sarà elaborato (sempre via web) a partire dalle prossime ore. Esattamente com’è accaduto per le «parlamentarie», a fissare le regole è sempre lo staff guidato dal comico genovese, ovvero entreranno a far parte del programma tutte le proposte che riusciranno a superare il 20% dei consensi sulla rete.

Ma in Puglia? Che cosa si accingono a raccontare agli elettori (sul web come per le strade) i grillini pugliesi?

«Di sicuro - spiega Giuseppe D’Ambrosio - non molleremo la battaglia che ci ha visti impegnati per mesi affinché fosse approvata in Consiglio regionale la proposta di legge di iniziativa popolare nota come Zero Privilegi Puglia».

D’Ambrosio si riferisce alla proposta che martedì scorso è stata bocciata all’unanimità dal consiglio regionale. «Ma noi, ripeto, non la molliamo. E - fa sapere D’Ambrosio - il 19 dicembre ne chiederemo conto direttamente a Nichi Vendola che verrà ad Andria. Stiano certo il presidente che ci faremo trovare in tanti e gli chiederemo anche come e se ha votato martedì, visto che ha inserito la tessera ed è andato via».

Ma Buccarella e D’Ambrosio non fanno mistero di voler puntare i riflettori anche su Taranto e sull’Ilva. E questa volta per usare parole decisamente «più chiare» di quelle che Beppe Grillo in persona aveva messo nero su bianco nei giorni scorsi e che avevano fatto scaturire una valanga di commenti critici nei confronti del comico genovese».

E così, mentre Buccarella dice di «condividere la posizione dei tanti attivisti tarantini che hanno definito un po’ leggero il post di Beppe Grillo», D’Ambrosio va oltre e si schiera apertamente per la «chiusura dell’Ilva con conseguente bonifica». E per questo annuncia che «sabato 15 dicembre tutti gli attivisti pugliesi del Movimento 5 Stelle saremo a Taranto per partecipare in massa alla manifestazione per “Taranto libera”».

E a Taranto molto probabilmente ci saranno anche tutti gli altri candidati, a cominciare dal terzo in graduatoria (174 voti, secondo nella eventuale lista al Senato con il “Porcellum”), il barese Alfonso (Lello) Ciampolillo, 41 anni, impiegato alla Telecom, già candidato sindaco a Bari nel 2009, e da Giuseppe L’Abbate, il 27enne di Polignano a Mare, che, nonostante la giovane età, è riuscito a classificarsi al quarto posto (135 preferenze), guadagnandosi così la certezza di essere letto alla Camera dei deputati.

«Non so se riusciro ad essere eletto - osserva Ciampolillo - ma non è questo che conta. Come da anni va dicendo Beppe Grillo, l’importante è che entri qualcuno. Ne basta uno per cambiare l’orizzonte. Come stiamo già facendo nei consigli comunali e regionali».

L’Abbate, invece, punta il dito sulla vecchia politica o meglio su chi non si schioda dalle poltrone «A Polignano - dice - non cambia niente. E lo sa perchè? Perché sono gli stessi da vent’anni. Noi vinceremo anche per questo motivo. Io credo che due mandati siano più che sufficienti. E poi si torna a a casa, al proprio lavoro».

Temi e slogan, come il più noto «uno vale uno», ai quali Beppe Grillo ha già abituato i frequentatori del suo blog e che, statene certi, dai prossimi giorni sino alle elezioni rimbalzeranno di piazza in piazza.

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