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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Se Grillo comincia  a fare breccia  anche in Puglia

di STEFANO BOCCARDI
BARI - «Qui in Puglia come dappertutto noi non ci alleiamo con nessuno». Ad esprimere questo che è senza dubbio un sentimento diffuso tra i «grillini» di tutte le latitudini, è il leccese Maurizio Buccarella, il quale da qualche giorno ha dato, come tanti altri, la sua disponibilità a candidarsi alle prossime elezioni politiche. Il suo, in Puglia, dove finora il Movimento 5 Stelle non ha mai eletto nemmeno un consigliere circoscrizionale, è un parere decisamente autorevole, non foss’altro che per un fatto: nella scorsa primavera, candidato sindaco di M5S a Lecce, ha ottenuto un risultato decisamente positivo; pur non eletto, si è attestato al 4,3%, raccogliendo ben 2.400 voti, ovvero quasi mille in più di quelli attribuiti alla lista (2.480 pari al 2,8%)
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«No, guardi. Tutta questa storia dell’alleanza con Antonio Di Pietro e con l’Italia dei Valori è una bufala totale. Nel Movimento 5 Stelle, su questo punto, siamo tutti d’accordo. Qui in Puglia come dappertutto. Noi non ci alleiamo con nessuno. Né ora né dopo. E non perché ce lo chieda o ce lo ordini Beppe Grillo o chiunque altro. Ma semplicemente perché non avrebbe alcun senso. Tanto più adesso che questa nostra determinazione a correre da soli sta raccogliendo frutti che solo sino a qualche mese fa sembravano impensabili».

Ad esprimere questo che è senza dubbio un sentimento diffuso tra i «grillini» di tutte le latitudini, è il leccese Maurizio Buccarella, il quale da qualche giorno ha dato, come tanti altri, la sua disponibilità a candidarsi alle prossime elezioni politiche.

Il suo, in Puglia, dove finora il Movimento 5 Stelle non ha mai eletto nemmeno un consigliere circoscrizionale, è un parere decisamente autorevole, non foss’altro che per un fatto: nella scorsa primavera, candidato sindaco di M5S a Lecce, ha ottenuto un risultato decisamente positivo; pur non eletto, si è attestato al 4,3%, raccogliendo ben 2.400 voti, ovvero quasi mille in più di quelli attribuiti alla lista (2.480 pari al 2,8%).

«La verità - osserva Buccarella - è che tanti scrivono di noi senza nemmeno prendersi la briga di provare a capire chi siamo. È grave che accada a Lecce o in altre città, ma lo è ancor di più quando finisce per coinvolgere l’intero movimento. Questa storia dell’alleanza con Di Pietro, ad esempio, non è mai stata nemmeno accennata. Beppe Grillo sul suo blog si è limitato ad auspicare che l’ex pm di Mani pulite diventasse presidente della Repubblica. Beppe ha anche scritto che Di Pietro ha commesso degli errori, ma ha ammesso, come avrebbe fatto chiunque, che è stato l’unico, in questi anni, a fare vera opposizione ai governi che si sono succeduti, da quello presieduto da Silvio Berlusconi a questo guidato da Mario Monti. Non capisco, quindi, che cosa vi sia di sorprendente, tanto più se si considera che nessuno ha mai scritto di alleanze con Di Pietro e con l’Idv».

Eppure, la questione delle alleanze resta. E anche se in Puglia non appassiona gli iscritti al Movimento 5 Stelle, continua a tenere impegnati e a dividere gran parte degli editorialisti (e non solo). La preoccupazione (con qualche eccezione) è più o meno sempre la stessa. E cioè che Grillo e la sua «antipolitica», insieme con Di Pietro o un altro magistrato (l’ultimo nome illustre è quello del procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia), possano insediarsi a Palazzo Chigi. Una preoccupazione che rischia di tramutarsi in certezza (e per molti in un incubo) se solo si tengono in considerazione gli ultimi sondaggi. Da quando, infatti, il Movimento fondato Beppe Grillo ha fatto il pieno di voti persino in Sicilia, sono in tanti tra i sondaggisti a prevedere altri exploit. E qualcuno si è avventurato persino a pronosticare che M5S e Idv insieme possano sfiorare se non raggiungere e superare il 30%, cioè un risultato pari se non superiore a quello che oggi viene attribuito al Partito democratico.

E così, nelle ultime ore, sono tutt’altro che casuali le schermaglie tra l’ex comico genovese e i due (o tre?) più accreditati contendenti alla guida del Pd. E il risultato è che a portare la battuta, nonostante il fuoco di sbarramento di giornali e tivvù, sia proprio lui, l’infaticabile 64enne.

E in Puglia il risultato è che il Movimento 5 Stelle è già al lavoro, non solo per scegliere i candidati da presentare alle prossime elezioni politiche, ma persino per indicare il candidato sindaco di Bari, dove, sulla carta, si dovrebbe andare alle urne tra due anni.

In pole position, al momento, c’è Vincenzo Madetti, un «grillino» barese della prima ora: era tra i candidati nella liste che nel 2009 sfidò Michele Emiliano, schierandogli contro Alfonso Ciampolillo. Allora, M5S prese una manciata di voti. Ma dal 2009 ad oggi è cambiato il mondo, e nonostante il gruppo barese continui a non fare squadra con gli altri raggruppamenti regionali, si può facilmente prevedere che qualche «grillino» varcherà la solglia del Municipio di corso Vittorio Emanuele II.

Tra loro «di sicuro» - così giura lo stesso Madetti - non ci sarà la pm barese Desirèe Digeronimo, che pure nelle scorse settimane era stata indicata come possibile candidato sindaco del Movimento 5 Stelle. «Ma sinceramente - osserva Madetti - questo non significa affatto che il candidato sindaco debba essere proprio io. Sia chiaro, mi farebbe piacere. E sicuramente, lo spero. Ma quel che posso dire con certezza è soltanto che il candidato sarà scelto tra gli attivisti del gruppo di Bari».

«Certo - aggiunge - stavolta non si ripeterà quel che accadde nel 2009. Allora ricordo che finimmo per litigare nel gruppo di Bari perché nessuno voleva candidarsi a sindaco».

No, stavolta, semmai accadrà il contrario. E a confermarlo è l’elenco di aspiranti candidati alle politiche. Uno dopo l’altro, così come ha previsto e consentito lo staff nazionale che fa capo a Beppe Grillo, ci sono praticamente tutti i candidati pugliesi che sin qui si sono cimentati nelle precedenti competizioni elettorali, a cominciare dai candidati sindaco: dal leccese Buccarella al tarantino (molto discusso) Alessandro Furnari, dal barese Ciampolillo al brindisino Gennaro Iannotta; dall’andriese Giuseppe D’Ambrosio al polignanese Giuseppe Labate.

Dall’elenco si è autoescluso solo Paolo Nugnes, che in primavera era stato candidato a sindaco di Trani. Mentre un altro pugliese, il 32enne foggiano Francesco Attademo che vive e lavora a Bruxelles, sarà candidato nella circoscrizione estera.

Finirà come in Sicilia? «Magari - dice Nugnes -. Sondaggi veri e propri non ce ne sono. Ma io - pronostica - dico che ci attesteremo tra l’8 e il 10 per cento. Sarebbe un gran risultato».

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