Martedì 27 Ottobre 2020 | 01:02

NEWS DALLA SEZIONE

La manifestazione
Lecce, nuovo Dpcm: tensioni in piazza, forzato cordone Polizia. «Meglio morire di Covid che di fame»

Lecce, nuovo Dpcm: tensioni in piazza, forzato cordone Polizia. «Meglio morire di Covid che di fame»

 
I dati
Virus, in Italia calano i contagi, 17mila in 24 ore. Anche 141 morti

Virus, in Italia calano i contagi, 17mila in 24 ore. Anche 141 morti. Isolati 5 varianti virus: più aggressivo e si replica meglio

 
Serie C
Bari tocca a te: alle 21 contro il Catania vietato fallire

Bari tocca a te: alle 21 contro il Catania vietato fallire

 
Il bollettino
Puglia, 414 nuovi casi: meno di ieri, ma tasso contagio resta alto (12%). Altri 10 morti (quasi tutti nel Barese)

Puglia, 424 casi: meno di ieri, ma tasso contagio resta alto (12%). Altri 10 morti (quasi tutti nel Barese), 43 nuovi ricoveri

 
serie C
Palermo-Potenza, salta la partita di giovedì: 19 giocatori siciliani positivi al Covid

Palermo-Potenza, salta la partita di giovedì: 19 giocatori siciliani positivi al Covid

 
paura contagio
Covid, pronte linee guida per maggiore uso test antigenici nelle Asl

Covid in Puglia, via libera ad uso maggiore test antigenici nelle Asl

 
la provocazione
Taviano, #iorestoaperto: gestore cinema sfida norme Dpcm

Taranto, nuovo Dpcm: titolare palestra si incatena. E nel Leccese gestore cinema: #iorestoaperto, ma poi ci ripensa

 
la protesta
Puglia, ritardi internalizzazione sanità: sindacati verso lo sciopero

Puglia, ritardi internalizzazione sanità: sindacati verso lo sciopero

 
indagini della gdf
Matera, scoperta truffa fondi europei per il turismo: diverse persone coinvolte

Matera, scoperta truffa fondi europei per il turismo: diverse persone coinvolte

 
dati regionali
Covid, in Basilicata durante week end 93 nuovi positivi (8 residenti in Puglia) su 1315 tamponi

Covid, in Basilicata durante week end 93 nuovi positivi (8 residenti in Puglia) su 1315 tamponi

 
L'intervista
Il cardinale Semeraro alla Gazzetta: «Anch’io sorpreso...»

Il cardinale Semeraro alla Gazzetta: «Anch’io sorpreso...»

 

Il Biancorosso

Serie C
Bari, al San Nicola prima vittoria di stagione: battuto 4-1 il Catania

Bari, al San Nicola prima vittoria di stagione: battuto 4-1 il Catania

 

NEWS DALLE PROVINCE

BariLa chiusura
Covid, il Dpcm «spegne» Bari: dall'Umbertino a Bari vecchia. Così orso Vittorio Emanuele Video

Covid, il Dpcm «spegne» Bari: dalla città vecchia all'Umbertino a corso Vittorio Emanuele Video

 
FoggiaIl contagio
Rodi, in scuola 25 bimbi e 9 insegnanti positivi. Sindaco: alunni in ottima salute

Rodi, in scuola 25 bimbi e 9 insegnanti positivi. Sindaco: alunni in ottima salute

 
LecceLa manifestazione
Lecce, nuovo Dpcm: tensioni in piazza, forzato cordone Polizia. «Meglio morire di Covid che di fame»

Lecce, nuovo Dpcm: tensioni in piazza, forzato cordone Polizia. «Meglio morire di Covid che di fame»

 
Taranto2 novembre
Taranto, ingressi contingentati al cimitero per la commemorazione dei defunti

Taranto, ingressi contingentati al cimitero per la commemorazione dei defunti

 
PotenzaControlli dei CC
Malfi, in deposito agricolo nascondeva armi e munizioni: arrestato 46enne

Melfi, in deposito agricolo nascondeva armi e munizioni: arrestato 46enne

 
Batl'intervista
Pedopornografia on line, don Fortunato: «Non si abbassi la soglia di attenzione»

Pedopornografia on line, don Fortunato: «Non si abbassi la soglia di attenzione»

 
Materacontrolli della ps
Matera, si affaccia al balcone e spaccia stupefacenti: arrestato pusher 46enne

Matera, si affaccia al balcone e spaccia stupefacenti: arrestato pusher 46enne

 
Brindisiopere pubbliche
Ceglie Messapica, lavori alla torre finalmente ripresi

Ceglie Messapica, lavori alla torre finalmente ripresi

 

i più letti

Legge 488, il governo perdona gli imprenditori

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI
BARI - Quattro righe nascoste tra le pieghe del decreto Sviluppo possono dare agli imprenditori un «bonus» da alcuni miliardi di euro. Ma c’è la crisi, ed assumere (e non licenziare) è diventato difficile. E così il governo Monti ha silenziosamente deciso una sorta di colpo di spugna che avrà conseguenze clamorose: niente più controlli sui contributi erogati alle imprese attraverso la legge 488. Un meccanismo che negli ultimi vent’anni ha funzionato così: lo Stato paga, e l’imprenditore si impegna ad investire ed assumere. Adesso la seconda parte del patto è stata cancellata
Legge 488, il governo perdona gli imprenditori
di Massimiliano Scagliarini

BARI - Quattro righe nascoste tra le pieghe del decreto Sviluppo possono dare agli imprenditori un «bonus» da alcuni miliardi di euro. Ma c’è la crisi, ed assumere (e non licenziare) è diventato difficile. E così il governo Monti ha silenziosamente deciso una sorta di colpo di spugna che avrà conseguenze clamorose: niente più controlli sui contributi erogati alle imprese attraverso la legge 488. Un meccanismo che negli ultimi vent’anni ha funzionato così: lo Stato paga, e l’imprenditore si impegna ad investire ed assumere. Adesso la seconda parte del patto è stata cancellata.

La novità è in vigore da un mese esatto, ma ad essersene accorti sono solo i diretti beneficiari. Ovvero quelle imprese che hanno incassato i contributi e che, al momento delle verifiche, sarebbero state chiamate a restituirne almeno una parte. Ora non più. «Le imprese beneficiarie delle agevolazioni - è detto infatti all’articolo 29, comma 1, del decreto legge che il Parlamento ha convertito prima delle ferie - non sono più tenute al rispetto degli obblighi derivanti dal calcolo degli indicatori utilizzati per la formazione delle graduatorie».

Gli «incentivi» sono quelli della legge 488, per la quale - secondo il ministero dello Sviluppo economico, restano da ancora da erogare 800 milioni di euro - ma anche quelli della legge 215/92 sull’imprenditoria femminile. E gli «indicatori» sono i parametri su cui si basavano i bandi per la concessione dei contributi, ovvero - soprattutto - numero di occupati e mezzi propri.

«La disposizione - è detto nella relazione tecnica presentata dal governo a luglio - si rende necessaria poiché gli obblighi sono stati assunti dalle imprese in un contesto economico del tutto diverso da quello dell’attuale situazione di crisi». Insomma, ciò che si è promesso fino ai primi anni 2000 soprattutto in termini occupazionali è oggi difficilmente realizzabile. Vero. Tuttavia le conseguenze della norma (su cui l’ufficio studi della Camera ha avanzato garbate riserve, completamente ignorate) saranno paradossali. Perché si ottiene - secondo gli addetti ai lavori - un generale effetto sanatoria per tutte le imprese che avrebbero dovuto restituire i soldi: anche se la norma esclude «i provvedimenti già adottati», è evidente che chi ha subito la revoca dei contributi prima dell’emanazione del decreto Sviluppo avrà ottime ragioni per farsi restituire i soldi in Tribunale.

La legge 488 è nata nel 1992 per sostituire, di fatto, la vecchia Cassa per il Mezzogiorno. Contributi per artigianato, industria, turismo, ma per tutte le aree svantaggiate italiane e non più soltanto per il Sud. Il tutto con un importante ruolo di verifica affidato (non gratis) alle banche concessionarie, tra cui spicca per importanza l’allora San Paolo di Torino. È andata avanti fino al 2007, quando è subentrato il meccanismo del credito di imposta tuttora in vigore. Nel frattempo, i maggiori beneficiari della 488 sono state le grandi imprese: oltre 200 milioni li ha ricevuti il gruppo Fiat, 82 l'Enel, 98 l'Eni, 65 la Telecom. Ma migliaia di piccole e medie imprese hanno ricevuto negli anni centinaia di milioni di euro tra contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso agevolato. Soldi che lo Stato distribuiva a fronte dell’impegno di investire in prima persona (i «fondi propri») e di mantenere un determinato livello occupazionale per un certo numero di anni.

La storia, e soprattutto le cronache dei giornali, hanno raccontato che non è andata così. Capannoni costruiti e mai aperti, stabilimenti abbandonati, imprenditori del Nord accolti come salvatori del Mezzogiorno e spariti il giorno dopo aver incassato i contributi, insieme alle macchine comprate con i soldi dello Stato e riciclate altrove o rivendute in nero in Albania, Tunisia o Marocco.

Il primato per le frodi ai contributi comunitari spetta - lo dice un recente rapporto dell'Unione Europea - a Calabria e Sicilia, ma non è che in Puglia vada molto meglio. Soltanto lo scorso anno, la Finanza ha individuato truffe sulla legge 488 per 50 milioni di euro: i fondi pubblici destinati a creare economia e nuova occupazione – secondo le verifiche delle fiamme gialle - sono stati usati per acquistare automobili, pagare vecchi debiti, persino per giocare in Borsa, mentre gli investimenti previsti sono rimasti sulla carta, grazie a fatture false e professionisti compiacenti.

Oltre alle conseguenze amministrative, gli imprenditori scoperti a fare giochi simili sono finora stati denunciati per truffa ai danni dello Stato e falso ideologico, e spesso hanno subito il sequestro dei soldi. Ma venuto meno l’obbligo di rispettare gli «indicatori», i contributi sono diventati a fondo perduto. E cade automaticamente anche il reato: il danno e la beffa.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie