- Migliaia di persone hanno partecipato oggi a Londra a una manifestazione per la pace e contro la guerra in Iraq che, partita da Westminster, è confluita a Hyde Park. Nel corso della marcia, i genitori di due militari britannici morti in Iraq hanno consegnato una lettera al primo ministro Tony Blair, recapitandola personalmente a Downing Street, sede del governo.
Un gesto "mediatico", per invocare il ritiro dei militari britannici dall'Iraq proprio alla vigilia del congresso dell'undicesimo congresso del Labour Party, che si aprirà domani a Brighton e all'indomani delle polemiche di Bassora, città del sud dell'Iraq dove i soldati di Sua Maestà sono finiti nell'occhio del ciclone e dove la popolazione locale ne chiede la partenza.
Secondo gli organizzatori di Stop the War Coalition, il serpentone che si è snodato nella capitale britannica si è composto di circa 100mila persone. Ma Scoltand Yard ha corretto al ribasso tale cifra, sostenendo che i manifestanti non erano più di 10mila e innescando la classica guerra di cifre.
Il corteo si è svolto all'insegna dello slogan «Down with Downing Street» (abbasso Downing Street). Il leader di Stop the War Coalition, Andrew Murray, ha sottolineato che l'obiettivo dei dimostranti è «difendere le libertà civili e solidarizzare con i Paesi musulmani che devono sopportare la guerra».
WASHINGTON
- Migliaia di persone hanno invaso i prati del Mall, di fronte alla Casa Bianca a Washington, per una manifestazione di protesta contro l'amministrazione Bush che unisce la richiesta del ritiro dall'Iraq alle accuse per la reazione del governo agli uragani di queste settimane.
«Da New Orleans all'Iraq, fermiamo la guerra alla povertà», è uno degli slogan lanciati da una folla che riunisce attivisti di molteplici provenienze, compresi no-global arrivati a Washington per manifestare contro i leader della finanza mondiale riuniti per il vertice del Fondo Monetario. Gli organizzatori sperano di riunire fino a 100 mila persone.
Cindy Sheehan, la mamma anti-Bush diventata una delle guide della protesta dopo aver perso il figlio in Iraq, si è unita alla manifestazione concludendo a Washington un giro degli Usa per esortare a metter fine alla guerra. Con lei, sul palco, numerosi protagonisti del fronte anti-Bush, come il reverendo nero Jesse Jackson.
«Occorrono sempre più manifestazioni come questa, anche in Italia, anche in Europa - dice Jackson - perché la guerra in Iraq è costruita su totali bugie, le uniche armi di distruzione di massa le ha portate là Donald Rumsfeld. Dobbiamo chiudere questa avventura e lanciarci in una guerra vera, quella contro la povertà».
La manifestazione proseguirà per tutta la giornata, con una marcia per le strade di Washington e un concerto che vede tra gli artisti sul palco anche la cantante Joan Baez.
Il presidente George W.Bush, contro cui è mirata la protesta, non si trova oggi a Washington, perché impegnato a visitare il Texas e a prender parte al coordinamento della reazione all'emergenza-Rita.















