Canosa, carabiniere in manette coinvolto in traffico di droga
di Gianpaolo Balsamo
CANOSA - Un insospettabile sottufficiale dell’Arma, originario di Palermo ma in servizio presso la stazione dei carabinieri di Canosa, più volte destinatario di riconoscimenti per la professionalità ed il coraggio mostrati in servizio ma, è pur vero, con l’«hobby» del traffico di stupefacenti.
Quando i poliziotti della sezione antidroga della squadra mobile di Bari, l’altra notte, si sono presentati in caserma per notificargli il provvedimento restrittivo, l’appuntato scelto Pasquale Naso di 36 anni era in servizio su una «gazzella». Lui, insieme ad altri venti soggetti, ricordiamo, nei giorni scorsi fu destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito dell’operazione denominata «Panakiri» emessa dal Tribunale di Bari su richiesta della Dda.
Il blitz, come detto, ha consentito di sgominare un’associazione per delinquere finalizzata al traffico ed alla cessione di stupefacenti, reato aggravato dalla disponibilità di armi da guerra, armi comuni da sparo e materiale esplodente. I principali destinatari del provvedimento (di cui 16 in carcere e 5 ai domiciliari) fanno capo ad un pericoloso sodalizio criminoso, di tipo familiare, riconducibile ad una famiglia di giostrai, la cui base operativa è stata individuata nel comune di Gioia del Colle. Al vertice della compagine, è stato accertato nel corso dell’attvità investigativa condotta dai detective della sezione antidroga (coordinati dal vice questore aggiunto Filippo Portoghese) della Squadra Mobile (diretta dal primo dirigente Luigi Rinella), è stato identificato Amilcare Monti Condesnitt di anni 44, detto il «Presidente», il quale, attraverso una rete collaudata di persone, avrebbe operato, oltre che a Gioia del Colle, anche in altri comuni della provincia barese (in particolare a Putignano, Santeramo in Colle, Altamura, Bisceglie, Casamassima) e nelle città di Matera, Foggia e Taranto, dove ha commercializzato, all’ingrosso, importanti quantitativi di cocaina e di hashish, acquistati a Napoli ed in Spagna.
A tal riguardo, rilevante sarebbe stato il ruolo proprio dell’appuntato scelto dei carabinieri. Naso, infatti, secondo quanto è emerso da una intercettazione ambientale, avrebbe agevolato l’associazione criminale dando la disponibilità di trasferire una fornitura di cocaina (ben tre chilogrammi) dalla città di Napoli a Taranto. Questa intercettazione risale al settembre 2008 quando il militare, solo da un mese era stato trasferito nella stazione di Canosa dopo aver prestato servizio al Norm di Bari.
Secondo gli accordi, il militare si sarebbe dovuto recare a Napoli dove avrebbe ricevuto le chiavi di un’autovettura carica di stupefacente con la quale, poi, sarebbe sceso in Puglia. Quel trasporto però non avvenne perchè lo stesso Amilcare Monti Condesnitt fu arrestato dalla guardia di finanza di Bari durante una differente operazione.
Sempre secondo quanto è emerso durate le indagini, l’appuntato scelto avrebbe avuto rapporti sia con il «Presidente» che con altri componenti del sodalizio criminale.
Non solo. In una differente intercattazione, Naso, vantando un’amiciazia con un soggetto non meglio identificato dell0Ufficio Dogane, sarebbe rimasto coinvolto anche in un traffico di clandestini: «Alla grande. Non ci sono problemi proprio», avrebbe detto il militare al suo interlocutore riferendosi proprio ad un viaggio con clandestini.
Pasquale Naso, come detto, dopo la notifica del provvedimento restrittivo, è stato trasferito nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere dove dovrà chiarire la sua posizione e discolparsi dalle accuse mosse nei suoi confronti.
CANOSA - Un insospettabile sottufficiale dell’Arma, originario di Palermo ma in servizio presso la stazione dei carabinieri di Canosa, più volte destinatario di riconoscimenti per la professionalità ed il coraggio mostrati in servizio ma, è pur vero, con l’«hobby» del traffico di stupefacenti.
Quando i poliziotti della sezione antidroga della squadra mobile di Bari, l’altra notte, si sono presentati in caserma per notificargli il provvedimento restrittivo, l’appuntato scelto Pasquale Naso di 36 anni era in servizio su una «gazzella». Lui, insieme ad altri venti soggetti, ricordiamo, nei giorni scorsi fu destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito dell’operazione denominata «Panakiri» emessa dal Tribunale di Bari su richiesta della Dda.
Il blitz, come detto, ha consentito di sgominare un’associazione per delinquere finalizzata al traffico ed alla cessione di stupefacenti, reato aggravato dalla disponibilità di armi da guerra, armi comuni da sparo e materiale esplodente. I principali destinatari del provvedimento (di cui 16 in carcere e 5 ai domiciliari) fanno capo ad un pericoloso sodalizio criminoso, di tipo familiare, riconducibile ad una famiglia di giostrai, la cui base operativa è stata individuata nel comune di Gioia del Colle. Al vertice della compagine, è stato accertato nel corso dell’attvità investigativa condotta dai detective della sezione antidroga (coordinati dal vice questore aggiunto Filippo Portoghese) della Squadra Mobile (diretta dal primo dirigente Luigi Rinella), è stato identificato Amilcare Monti Condesnitt di anni 44, detto il «Presidente», il quale, attraverso una rete collaudata di persone, avrebbe operato, oltre che a Gioia del Colle, anche in altri comuni della provincia barese (in particolare a Putignano, Santeramo in Colle, Altamura, Bisceglie, Casamassima) e nelle città di Matera, Foggia e Taranto, dove ha commercializzato, all’ingrosso, importanti quantitativi di cocaina e di hashish, acquistati a Napoli ed in Spagna.
A tal riguardo, rilevante sarebbe stato il ruolo proprio dell’appuntato scelto dei carabinieri. Naso, infatti, secondo quanto è emerso da una intercettazione ambientale, avrebbe agevolato l’associazione criminale dando la disponibilità di trasferire una fornitura di cocaina (ben tre chilogrammi) dalla città di Napoli a Taranto. Questa intercettazione risale al settembre 2008 quando il militare, solo da un mese era stato trasferito nella stazione di Canosa dopo aver prestato servizio al Norm di Bari.
Secondo gli accordi, il militare si sarebbe dovuto recare a Napoli dove avrebbe ricevuto le chiavi di un’autovettura carica di stupefacente con la quale, poi, sarebbe sceso in Puglia. Quel trasporto però non avvenne perchè lo stesso Amilcare Monti Condesnitt fu arrestato dalla guardia di finanza di Bari durante una differente operazione.
Sempre secondo quanto è emerso durate le indagini, l’appuntato scelto avrebbe avuto rapporti sia con il «Presidente» che con altri componenti del sodalizio criminale.
Non solo. In una differente intercattazione, Naso, vantando un’amiciazia con un soggetto non meglio identificato dell0Ufficio Dogane, sarebbe rimasto coinvolto anche in un traffico di clandestini: «Alla grande. Non ci sono problemi proprio», avrebbe detto il militare al suo interlocutore riferendosi proprio ad un viaggio con clandestini.
Pasquale Naso, come detto, dopo la notifica del provvedimento restrittivo, è stato trasferito nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere dove dovrà chiarire la sua posizione e discolparsi dalle accuse mosse nei suoi confronti.