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In Puglia e Basilicata

Sordomuta dalla nascita  processata per ingiurie

Sordomuta dalla nascita  processata per ingiurie

01 Maggio 2012

di Fabio Amendolara

BRIENZA - È sordomuta. E quella patologia se la porta dietro sin dalla nascita. Si esprime a gesti e suoni, ma con grandi difficoltà. Ora però la Procura di Potenza l'accusa di ingiurie e dovrà difendersi davanti a un giudice. La donna, ultrasessantenne, residente a Brienza, affronterà il processo, difesa dall'avvocato Giuseppe D'Addario. La prima udienza è fissata per il 9 maggio.

Il capo d'imputazione che ha preparato il sostituto procuratore Salvatore Colella è questo: «Verso le 17.14 del 3 settembre del 2007 a Brienza la donna offendeva l'onore e il decoro della querelante (rappresentata dall'avvocato Lorenzo Petracca, ndr)». Secondo i carabinieri che hanno svolto le indagini l'imputata avrebbe agito per «gelosia». E infatti le parole «incriminate» riguardano questioni amorose legate a un rapporto extraconiugale. L'imputata disabile avrebbe accusato la parte offesa di intrattenere una relazione con suo marito. Il magistrato ha letto l'informativa prodotta dai carabinieri di Brienza e ha deciso di citare davanti al giudice di pace di Marsico Nuovo Gaetana Rossi la donna accusata di ingiurie. I testimoni indicati sono tre: il maresciallo che ha coordinato le indagini e che dovrà riferire sugli accertamenti effettuati e due testimoni, uno dei quali era presente nel momento in cui sarebbero accaduti i fatti. Non resta che aspettare se il giudice deciderà di disporre una consulenza tecnica per accertare se una donna sordomuta è capace o meno di ingiuriare.

Il caso della signora di Brienza riaccende i riflettori sulle «bizzarrie» giudiziarie. E riporta alla mente la vicenda di un 35enne lucano processato a Rimini nel novembre del 2011. Era accusato di furto aggravato di 590 euro, lo stipendio di un altro dipendente (lavorava in un autogrill della zona). L’uomo risultava irreperibile, ma il vero problema era che l’indagato non poteva esserci all’udienza per un motivo «ultraterreno»: era morto. Deceduto esattamente un anno prima del processo. La scoperta dell’avvenuto decesso è stata fatta solo nel pomeriggio dal difensore d’ufficio, che dopo aver tentato invano per mesi di rintracciare il suo assistito si è vista arrivare un fax dall’anagrafe del paese in cui risiedeva il lucano nel quale si attestava l’avvenuto decesso del giovane a dicembre 2010.
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