Laeroporto di Foggia perde voli e lavoro
di Massimo Levantaci
FOGGIA - Ha lasciato il veleno sulla coda l’ultimo aereo della Darwin decollato ieri mattina dal Gino Lisa (volo senza ritorno). Il preannunciato vertice Aeroporti di Puglia-sindacati, previsto ieri mattina nella cornice di un aeroporto semideserto, non c’è mai stato: ai rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl sarebbe infatti stato riferito che l’incaricato di Adp, venuto a Foggia per consegnare il plico contenente il contratto di servizio Regione-Darwin richiesto dalla Guardia di finanza, non aveva mandato per discutere con i sindacati dei licenziamenti scattati ieri al Gino Lisa.
Così ora i rappresentanti dei tre dipendenti da ieri senza più lavoro, chiederanno che sia il prefetto Nunziante a convocare Aeroporti di Puglia a quello che si vorrebbe divenisse un tavolo negoziale: i sindacati chiedono per i tre una “riprotezione” nell’aeroporto di Bari Palese. Ma la loro situazione (due hostess addette ai passeggeri, più un operaio per il carico e scarico bagagli il cui contratto scadrà a giorni) è diventata improvvisamente il simbolo della precarietà in cui ha vissuto in questi tre anni lo scalo foggiano. Molti foggiani, tra questi anche diversi amministratori locali, si cullavano sul fatto che il Gino Lisa fosse ormai avviato verso un’agognata stabilità e invece giorno dopo giorno scadeva il tempo della sua sopravvivenza. La sensazione che si percepisce oggi, alla luce delle sbalordite reazioni suscitate dall’addio della Darwin, è che gli enti locali fossero completamente adagiati su ciò che disponevano Regione e Adp fino a non avere il minimo controllo della situazione.
Sembrerà perciò pure una forzatura parlare di «questione occupazionale» per pochi posti di lavoro perduti (in realtà stiamo parlando del mancato rinnovo di contratti), non però quando sono in gioco i destini di giovani lavoratori e anche di giovani famiglie perchè qualcuno nel frattempo, grazie a questa fugace esperienza di collegamenti, aveva pensato di metter su casa e figli. «E ora noi dove andiamo?», si lamentava ieri un lavoratore mentre un gruppo dei giovani addetti al servizio antincendio chiedeva di poter manifestare in divisa sabato 19 alla manifestazione in difesa dello scalo decisa dalla rete delle associazioni.
L’aereo della Darwin (ieri sono saliti 15 passeggeri sul Milano Malpensa) si è infatti portato via anche le aspettative dei 12 addetti al servizio antincendio in uno scalo dove senza più voli di linea non hanno più un ruolo da svolgere. Il Gino Lisa torna così all’antico, declassato dalla quinta alla terza categoria.
Una conseguenza dell’addio ai voli sarà anche la probabile chiusura del nuovissimo bar (3 addetti) aperto non più di un anno fa all’interno di quella che fu la sala Cavalli (mai più ripristinata all’interno dello scalo). Anche quel servizio aveva trasmesso un segnale di stabilità percepito soprattutto dai passeggeri e invece come un fulmine a ciel sereno si dovrebbe sbaraccare entro domani, salvo ripensamenti: il proprietario (paga un affito mensile ad Aeroporti di Puglia) ha chiesto alla società di gestione qualche giorno di tempo per verificare se con i passeggeri dell’Alidaunia, i dipendenti del Gino Lisa e gli operai delle ditte impegnate nei lavori di riqualificazione dello scalo, si riuscirà con le consumazioni a coprire i costi di gestione e del personale.
Intanto da ieri fiamme gialle e procura hanno in mano le carte per mettere a punto l’indagine sul Gino Lisa: i magistrati vogliono visionare il contratto di servizio sottoscritto nell’agosto 2009 fra Regione e Darwin Airline con i relativi dati di riempimento passeggeri sulle singole tratte (i primi nove mesi, a partire dal 1 ottobre 2008, la compagnia titolare del servizio era Myair a cui poi l’Enac revocò la licenza), oltre ad altre questioni legate alla natura contabile del rapporto che ha fruttato alla compagnia 6 milioni di euro l’anno di fondi comunitari.
FOGGIA - Ha lasciato il veleno sulla coda l’ultimo aereo della Darwin decollato ieri mattina dal Gino Lisa (volo senza ritorno). Il preannunciato vertice Aeroporti di Puglia-sindacati, previsto ieri mattina nella cornice di un aeroporto semideserto, non c’è mai stato: ai rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl sarebbe infatti stato riferito che l’incaricato di Adp, venuto a Foggia per consegnare il plico contenente il contratto di servizio Regione-Darwin richiesto dalla Guardia di finanza, non aveva mandato per discutere con i sindacati dei licenziamenti scattati ieri al Gino Lisa.
Così ora i rappresentanti dei tre dipendenti da ieri senza più lavoro, chiederanno che sia il prefetto Nunziante a convocare Aeroporti di Puglia a quello che si vorrebbe divenisse un tavolo negoziale: i sindacati chiedono per i tre una “riprotezione” nell’aeroporto di Bari Palese. Ma la loro situazione (due hostess addette ai passeggeri, più un operaio per il carico e scarico bagagli il cui contratto scadrà a giorni) è diventata improvvisamente il simbolo della precarietà in cui ha vissuto in questi tre anni lo scalo foggiano. Molti foggiani, tra questi anche diversi amministratori locali, si cullavano sul fatto che il Gino Lisa fosse ormai avviato verso un’agognata stabilità e invece giorno dopo giorno scadeva il tempo della sua sopravvivenza. La sensazione che si percepisce oggi, alla luce delle sbalordite reazioni suscitate dall’addio della Darwin, è che gli enti locali fossero completamente adagiati su ciò che disponevano Regione e Adp fino a non avere il minimo controllo della situazione.
Sembrerà perciò pure una forzatura parlare di «questione occupazionale» per pochi posti di lavoro perduti (in realtà stiamo parlando del mancato rinnovo di contratti), non però quando sono in gioco i destini di giovani lavoratori e anche di giovani famiglie perchè qualcuno nel frattempo, grazie a questa fugace esperienza di collegamenti, aveva pensato di metter su casa e figli. «E ora noi dove andiamo?», si lamentava ieri un lavoratore mentre un gruppo dei giovani addetti al servizio antincendio chiedeva di poter manifestare in divisa sabato 19 alla manifestazione in difesa dello scalo decisa dalla rete delle associazioni.
L’aereo della Darwin (ieri sono saliti 15 passeggeri sul Milano Malpensa) si è infatti portato via anche le aspettative dei 12 addetti al servizio antincendio in uno scalo dove senza più voli di linea non hanno più un ruolo da svolgere. Il Gino Lisa torna così all’antico, declassato dalla quinta alla terza categoria.
Una conseguenza dell’addio ai voli sarà anche la probabile chiusura del nuovissimo bar (3 addetti) aperto non più di un anno fa all’interno di quella che fu la sala Cavalli (mai più ripristinata all’interno dello scalo). Anche quel servizio aveva trasmesso un segnale di stabilità percepito soprattutto dai passeggeri e invece come un fulmine a ciel sereno si dovrebbe sbaraccare entro domani, salvo ripensamenti: il proprietario (paga un affito mensile ad Aeroporti di Puglia) ha chiesto alla società di gestione qualche giorno di tempo per verificare se con i passeggeri dell’Alidaunia, i dipendenti del Gino Lisa e gli operai delle ditte impegnate nei lavori di riqualificazione dello scalo, si riuscirà con le consumazioni a coprire i costi di gestione e del personale.
Intanto da ieri fiamme gialle e procura hanno in mano le carte per mettere a punto l’indagine sul Gino Lisa: i magistrati vogliono visionare il contratto di servizio sottoscritto nell’agosto 2009 fra Regione e Darwin Airline con i relativi dati di riempimento passeggeri sulle singole tratte (i primi nove mesi, a partire dal 1 ottobre 2008, la compagnia titolare del servizio era Myair a cui poi l’Enac revocò la licenza), oltre ad altre questioni legate alla natura contabile del rapporto che ha fruttato alla compagnia 6 milioni di euro l’anno di fondi comunitari.