Salerno-Reggio Calabria, intrappolati dalla neve

LAGONEGRO (Potenza) - L'inferno bianco si è materializzato sul tratto lucano dell' autostrada Salerno-Reggio Calabria. Centinaia di automezzi pesanti e automobili bloccate hanno passato oltre 36 ore nella tormenta di neve «più forte degli ultimi anni», tra soccorsi in difficoltà e colpevoli leggerezze di chi è entrato in autostrada già chiusa. E ovviamente su tutto questo si sono scatenate le polemiche.
È un tratto - quello da Buonabitacolo (Salerno) a Frascineto (Cosenza) - da sempre «particolare», un po' per la conformazione orografica - l'autostrada sale fino a mille metri - un po' per i problemi strutturali (al chilometro 131 l'autostrada da anni «finisce», a causa di una frana, e riprende qualche centinaio di metri dopo): è il tratto delle code estive, è il tratto dei blocchi invernali.
Per centinaia di persone è stato il tratto dell'odissea: centinaia sono state le richieste di intervento; nove persone - tra cui una bambina di dieci anni - sono finite al pronto soccorso dell'ospedale di Lagonegro (Potenza) con principi di assideramento, ma senza conseguenze significative.
La macchina dei soccorsi - coordinata dalla Prefettura di Potenza - ha dispiegato tutte le energie a disposizione: 250 uomini e 50 mezzi dell'Anas, 250 Vigili del fuoco con 120 mezzi, centinaia tra Carabinieri e agenti della Polstrada, 20 militari dell'Esercito e quattro mezzi che hanno lavorato in condizioni meteo proibitive (è nevicato intensamente per tutto il giorno). Centri di accoglienza sono stati allestiti a Lagonegro, Lauria e Nemoli in alberghi e scuole per dare una sistemazione agli automobilisti.
Dalla Prefettura di Potenza e, più complessivamente, dall'intero sistema dei soccorsi si accusano «gli irresponsabili senza catene e quelli che ancora questa mattina hanno forzato gli svincoli chiusi e sono entrati in autostrada». Ma tra gli accusati finisce anche chi non «ha chiuso subito l'autostrada e non ha vigilato perché ci fosse la vera chiusura».
«Ci troviamo di fronte ad un evento eccezionale ma è evidente che qualcosa non ha funzionato e sono mancati gli indispensabili elementi di coordinamento delle misure di prevenzione», ha detto il viceministro delle Infrastrutture, Mario Tassone. Ora - ha aggiunto è necessario e non più rinviabile «un esame immediato e diretto delle cause dell'accaduto, al fine di evitare la replica di una situazione così critica».
Dall'opposizione di centrosinistra è stato un coro di contestazioni e di richieste al governo di riferire. C'è poi la polemica sul coordinamento dei soccorsi. Delle nevicate e degli eventi meteo eccezionali sulla viabilità stradale si occupa da luglio scorso un centro di coordinamento che gestisce tutta la viabilità stradale facente capo al ministero dell'Interno e delle infrastrutture.
«Da 72 ore abbiamo lanciato l'allerta meteo, invece la Salerno-Reggio Calabria è completamente bloccata - ha detto il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso in occasione di una audizione alla commissione ambiente della Camera - e questo mi dà molto fastidio. Lo scorso anno in occasione del blocco causa neve del tratto appenninico della A1 dissi che bisognava cambiare registro - ha proseguito Bertolaso - a luglio fu approvata una risoluzione in Commissione ambiente per la quale in caso di nevicate o altri eventi meteo eccezionali ad occuparsi sarebbe stato un centro di coordinamento che gestisce tutta la viabilità stradale facente capo al ministero dell'Interno e delle infrastrutture. E dopo questa decisione noi abbiamo fatto un passo indietro. Che dire di più - ha concluso Bertolaso - sono deluso e amareggiato».
Gianni Molinari
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