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Auto e bus pubblici ecco l’«idrometano»

di GIUSEPPE ARMENISE
BARI - L’apertura   è legata ad una recente modifica alla legislazione regionale, passata al momento con il voto a maggioranza in commissione. La modifica, in sostanza, introduce la possibilità per gli enti pubblici e le società partecipate di dotarsi di impianti propri per l’alimentazione con carburanti a basso impatto. Nuove stazioni di servizio, in definitiva, in deroga al piano regionale. Si tratta, insomma, di «pompe» di carburante a servizio esclusivo del pubblico
Auto e bus pubblici ecco l’«idrometano»
BARI - Efficienza energetica, risparmio e fonti rinnovabili. Alzi la mano chi sente parlare dei primi due aspetti di una politica che l’Unione europea, da Kyoto in poi, persegue tuttavia nella sua completezza e non solo per quanto attiene la fetta di mercato dei (mega) impianti beneficiari di (mega) incentivi. La Puglia primatista in Italia per potenza installata e energia prodotta da fotovoltaico (il primato quanto a potenza di energia eolica è stato recentemente conquistato dalla Sicilia) ha tuttavia imboccato una strada dalle interessanti prospettive. Riguarda il passaggio a carburanti a basso impatto (diffidate da chi usa impunemente la locuzione impatto zero) ambientale per l’alimentazione del parco mezzi dei servizi pubblici (quelli del trasporto, ma anche gli uffici comunali, provinciali e regionali e quelli delle aziende partecipate).

L’apertura di questa strada è legata ad una recente modifica alla legislazione regionale, passata al momento con il voto a maggioranza in commissione, grazie ad un emendamento a firma dei consiglieri del Partito democratico, Antonio Decaro e Gerardo Degennaro. La modifica, in sostanza, introduce la possibilità per gli enti pubblici e le società partecipate di dotarsi di impianti propri per l’alimentazione con carburanti a basso impatto. Nuove stazioni di servizio, in definitiva, in deroga al piano regionale. Si tratta, insomma, di «pompe» di carburante a servizio esclusivo del pubblico, che quindi non entrano in competizione o concorrenza con il sistema dei distributori privati, ma incentivano le amministrazioni pubbliche - e tutto il sistema dei servizi che da queste amministrazioni dipende - a rinnovare il proprio parco mezzi in maniera sostenibile.

Un ulteriore aiuto alle politiche di efficienza e risparmio energetico (e meno emissioni di anidride carbonica, ovvero CO2) può arrivare dall’idrogeno. La sperimentazione presentata qualche settimana fa dal presidente della Regione, Nichi Vendola, e che il Politecnico di Bari (attraverso il dipartimento di ingegneria meccanica e gestionale) sta conducendo insieme all’Università dell’idrogeno di Monopoli diretta da Nicola Conenna, non traccia la linea di un futuro lontano. Miscele di metano e idrogeno sono già possibili e utilizzabili anche da mezzi alimentati esclusivamente a metano con l’attuale motorizzazione (senza cioè, operare adeguamenti di tipo meccanico). La stazione di rifornimento, già operativa da poco più di un anno all’interno dell’area dell’Amtab, azienda per il trasporto pubblico di Bari, diventerà a breve, almeno nella volontà dello stesso Politecnico e della società Ams che gestisce l’impianto, l’avamposto per il nuovo carburante.

Quali i vantaggi? Già con una miscela al 17% di idrogeno le sperimentazioni condotte ad esempio dall’Enea (Ente nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente) hanno permesso di riscontrare vantaggi in termini di efficienza (minori consumi) e minore impatto ambientale. Ma dal Politecnico pensano si possa fare ancora meglio. La miscela, ad esempio per un bus campione all’interno della flotta Amtab di Bari, potrebbe essere al 30% di idrogeno. La miglior efficienza (e il numero maggiore di chilometri che sarebbe possibile percorrere con un chilo di metano) è data dal fatto che, grazie all’idrogeno, diminuisce la quantità di idrocarburi incombusti nella camera del motore e aumenta la velocità di diffusione della fiamma che brucia prima il carburante.

L’idrometano al 30% di idrogeno conta di essere una novità assolutamente conveniente non soltanto per i bus di linea, ma per tutti i mezzi (polizia municipale, per la raccolta dei rifiuti e la pulizia delle strade, auto di servizio) delle flotte pubbliche. Con la novità che, grazie alla modifica della legge regionale, non solo a Bari che ha già la sua stazione di rifornimento, ma in tutta la regione potrebbe essere ora possibile dotarsi di colonnine di rifornimento proprie dove, al di là di pompe di rilascio adeguate alla portata dei mezzi pesanti quali sono i bus di linea, inevitabilmente sarebbero più convenienti per la pubblica amministrazione anche i costi.

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