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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Critiche agli Usa per Iraq e appoggio a Israele da rapporto Onu. In forse i fondi

A Washington sarebbero talmente infastiditi per alcuni passi dell'introduzione del rapporto con riferimenti all'Iraq e ai territori palestinesi, che potrebbero arrivare a tagliare fondi per 100 milioni di dollari all'agenzia dell'Onu
IL CAIRO - Gli Stati Uniti starebbero ritardando, e potrebbero addirittura bloccare, la pubblicazione del rapporto annuale per il 2004 sul mondo arabo preparato dall'Undp (l'agenzia Onu per lo sviluppo), che contiene critiche alle operazioni militari in Iraq e all'appoggio alle azioni israeliane nei territori palestinesi.
La notizia, diffusasi in ambienti giornalistici dopo un articolo pubblicato dal New York Times da Dubai a firma di Thomas Friedmann, non ha trovato conferme ufficiali al Cairo.
«Ma non è possibile che non ci sia mai alcuna conferma ufficiale su queste informazioni», commenta il capo del gruppo degli autori che hanno elaborato il rapporto, Nader Fergani, interpellato dall'agenzia Ansa. Lo studioso aggiunge che a Washington sarebbero talmente infastiditi per alcuni passi dell'introduzione del rapporto con riferimenti all'Iraq e ai territori palestinesi, che potrebbero arrivare a tagliare fondi per 100 milioni di dollari all'agenzia dell'Onu.
Per dissensi su scelte operative di altre agenzie Onu, come l'Unesco o l'Unfpa (il fondo Onu per la popolazione), già in passato gli Usa hanno ritirato le proprie quote o la propria adesione per periodi limitati.
Finanziato da Undp e Fondo Arabo per lo Sviluppo Sociale ed Economico, il rapporto, che doveva essere pubblicato già da ottobre (ma sin da maggio si sapeva che la scadenza non sarebbe stata rispettata, per slittamenti dei tempi di elaborazione), avrebbe sollevato riserve anche da parte del governo egiziano.
Il dossier farebbe infatti riferimento a ostacoli frapposti per la libertà di espressione e di associazione nel mondo arabo.
«Le riserve sono state espresse sia dagli Usa che dal Cairo sulla base di una bozza del rapporto - rileva Fergani - filtrata prima della pubblicazione. E' immaginabile che questa sia filtrata dall'ambiente degli addetti ai lavori, ma nessuno potrà averne la prova».
La pubblicazione potrebbe essere spostata a gennaio, secondo indiscrezioni di ambienti dei diritti umani, ma «se l'Undp non dovesse pubblicare il rapporto con il suo logo, come qualcuno ipotizza - osserva Fergani - sarebbe una grande vergogna». «Quello che non capisco e più mi irrita - incalza - è che proprio coloro che chiedono con più forza riforme del mondo arabo, poi intervengono per bloccare uno degli strumenti di analisi più importanti per avviare proprio quel processo».
Dal 2002, quando fu rilasciato il primo rapporto Undp sullo sviluppo umano nel mondo arabo, l'interesse per queste analisi è stato crescente da parte di vari paesi, al punto che lo stesso progetto per la riforma del «Grande Medio Oriente», elaborato dal governo Usa e proposto alla riunione del G8 del giugno scorso, si basava su dati in precedenza sconosciuti e raccolti per la prima volta in modo organico nel testo Undp.
«Ma già con il rapporto del 2003 c'erano stati problemi - rileva Fergani - gli Usa avevano ritirato all'Undp fondi per 12 milioni di dollari. Quest'anno la sanzione sembra molto più pesante».
All'elaborazione del dossier partecipano in totale circa un centinaio di persone, suddivise in un gruppo di autori, uno di consiglieri ed esperti, ed uno di lettori, tutti di nazionalità araba.

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