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Varato il nuovo sommergibile Scirè, 63 anni dopo l'impresa di Alessandria

Marina militare italiana - Il varo del nuovo sommergibile Scirè GENOVA - Un prezioso orecchio sotto il mare in grado di fornire importanti informazioni di intelligence ed intercettare traffici illegali per contrastare anche il terrorismo ed il fenomeno dell' immigrazione clandestina: è uno degli utilizzi previsti per lo "Scirè", il sommergibile di classe U212A commissionato dalla Marina militare italiana nell'ambito di un programma di cooperazione governativa ed industriale tra l'Italia e la Germania e varato stamani negli stabilimenti del costruttore, la Fincantieri, nella sua sede del Muggiano.
Madrina dello Scirè è stata la signora Elisabetta Bianchi, figlia del capo palombaro di terza classe Emilio Bianchi, decorato con medaglia d'oro al valor militare per l'eroica impresa dei «maiali» portati dal vecchio Scirè nella baia di Alessandria d'Egitto: il 18 dicembre 1941 affondarono le navi da battaglia inglesi "Valiant" e "Queen Elizabeth" e danneggiarono un caccia ed una petroliera.
E lo stesso Emilio Bianchi, 93 anni, ha preso parte alla cerimonia. «Mi sembra ieri» ha detto l' unico superstite dei sei arditi che esattamente 63 anni fa misero a segno la vittoria di Alessandria d' Egitto, una delle più importanti della Marina Militare Italiana nella seconda Guerra Mondiale.
«La missione principale di questo sommergibile - ha spiegato il Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Gianpaolo Di Paola - sarà quella di garantire la sicurezza del mar Mediterraneo e dei suoi traffici».
Come evidenziano dalla Marina militare infatti, lo Scirè è un battello estremamente silenzioso e dotato di sistemi che lo rendono poco percepibile agli strumenti ottici, ai radar, ai rilevamenti termici. In particolare, è dotato di sensori efficaci nella raccolta delle informazioni e di un sistema di comunicazioni capace di riportarle ai comandi operativi in estrema sicurezza.
Queste caratteristiche gli permettono, come ha sottolineato il Capo di stato maggiore della Marina Sergio Biraghi di «avere il controllo del mare e proteggere il traffico mercantile, in modo che non ci sia spazio per il terrorismo».
Costruito in acciaio amagnetico il sommergibile può imbarcare fino a 27 persone di equipaggio, è lungo 56 metri ed ha un diametro massimo di 7. La velocità in superficie è di 12 nodi e, in immersione di 20. Innovativo è l' apparato di propulsione composto da un gruppo diesel, da un motore elettrico e da un sistema a celle combustibili, indipendente dall'aria («air indipendent propulsion»), che oltre a garantire un basso impatto ambientale consente un'autonomia in immersione di 420 miglia ad otto nodi.
«Unità che hanno una tecnologia simile, così come il Todaro e la portaerei Cavour - ha detto il ministro dei trasporti e delle infrastrutture Pietro Lunardi - rappresentano la sicurezza del Paese e del Mediterraneo. Soprattutto in questo momento in cui il terrorismo ha dato segnali molto brutti dobbiamo rinforzare la nostra sicurezza, anche perché il Mediterraneo sta diventando una piastra sempre più importante per gli scambi commerciali soprattutto con l'Oriente».
Il varo del battello - che segue quello del Todaro e dei corrispettivi tedeschi U31, U32 ed U33 - rappresenta, come spiegano dalla Marina militare italiana «un ulteriore passo concreto nella direzione di uno strumento di difesa europeo nel contesto del quale due Marine (italiana e tedesca) hanno messo a fattor comune il requisito operativo delle rispettive componenti subacquee, dotandosi di uno strumento identico dal punto di vista tecnico, addestrativo e logistico, indispensabile per completare il ventaglio delle missioni operative di una moderna ed equilibrata Marina Militare».
I due sommergibili italiani, il Todaro e lo Scirè, saranno consegnati dalla Fincantieri, primo complesso cantieristico in Europa ed il quarto nel mondo con 9500 dipendenti, rispettivamente a metà del 2005 e del 2006.

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