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Scorie nucleari, presto all'estero quelle pericolose

Decisione in base ad un decreto del ministro delle attività produttive Antonio Marzano. Saranno trasportate all'estero le sostanze nucleari che contengono il 99% della radioattività presente in Italia. Circa 250 tonnellate di combustibile, il trasporto delle quali, presumibilmente in Francia o Inghilterra dove esistono impianti per il loro smaltimento, dovrebbe costare 300 mln di euro • Scorie all'estero, una vittoria per Scanzano Jonico
ROMA - I rifiuti nucleari di maggiore pericolosità presenti sul territorio italiano saranno presto portati all'estero: lo prevede un decreto del ministro delle attività produttive Antonio Marzano. Lo ha detto Giancarlo Bolgonini, amministratore delegato della Sogin la società pubblica di gestione del nucleare.
Il decreto è stato firmato da Marzano il 2 dicembre scorso e il commissario delegato dal governo alla sicurezza delle installazioni militari Carlo Jean (che è il presidente della Sogin) ha firmato ieri un'ordinanza che dispone l'immediato avvio di tutte le procedure per il trasporto all'estero dei materiali pericolosi.
Secondo quanto ha detto Bolognini saranno trasportate all'estero le sostanze nucleari che contengono il 99% della radioattività presente in tutta Italia. Si tratta di circa 250 tonnellate di combustibile irraggiato che attualmente si trova soprattutto (ma non solo) nelle centrali di Trino Vercellese e Saluggia (Piemonte) e Caorso (Emilia Romagna). Il materiale composto da barre squadrate di circa 4 metri di lunghezza.
Il trasporto e lo smaltimento all'estero di queste scorie, presumibilmente in Francia o Inghilterra, dove esistono due impianti per lo smaltimento e la gestione di questo tipo di sostanze, dovrebbe costare circa 300 milioni di euro. Mentre la l'operazione, tra gara internazionale, trasporto e deposito dovrebbe essere completata in circa due anni. Secondo quanto riferito da Bolognini inoltre, per le 250 tonnellate di combustibile irraggiato interessate dal decreto Marzano non previsto il ritorno in Italia, se non quando sarà stato costruito il deposito unico nazionale.
Il decreto del ministro Marzano e l'ordinanza del commissario delegato Jean, provvedimenti non ancora pubblicati sulla Gazzetta ufficiale, modificano le scelte fin qui fatte sulla materia nucleare. Come rileva l'ad della Sogin Bolognini, nel 1999 l'allora ministro dell'industria Bersani mandò alle Camere un documento con il quale fissava le strategie sulla materia, stabilendo che il combustibile irraggiato che si trovava in alcune centrali, non sarebbe stato pi_ portato all'estero per il ritrattamento, perch fra l'altro era troppo costoso. Veniva invece disposta la conservazione delle sostanze nucleari in contenitori di sicurezza, in attesa di poterli un giorno collocare nel sito unico nazionale (che però non mai stato realizzato). Le linee del documento Bersani divennero nel maggio del 2001 indirizzi operativi alla Sogin, con un decreto firmato dall'allora ministro Letta. Con quel provvedimento in pratica si diceva appunto che la Sogin dovesse stoccare all'interno delle centrali il combustibile. La stessa Sogin ha anche presentato due progetti per la messa in sicurezza di questi materiali: due contenitori-bunker, resistenti perfino ad un impatto aereo. Ma i progetti, relativi a Trino e Caorso, non hanno ottenuto il placet degli enti locali per la loro realizzazione. Infine, un anno fa, il progetto abortito di realizzare a Scanzano Jonico il sito unico per le scorie ha finito per riproporre la possibilità di collocare all'estero i rifiuti radioattivi. Possibilità che il decreto Marzano ora ha riaperto anche formalmente.

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