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Cani torturati per aumentarne la ferocia. Gli incontri organizzati via web

Arrestate in Calabria 13 persone per un giro internazionale di cani da combattimento, comprati, allenati in modi atroci e poi rivenduti per alimentare il mercato delle scommesse clandestine
Combattimento cani REGGIO CALABRIA - Cani acquistati in ogni parte del mondo e poi sottoposti ad atroci allenamenti e al doping per aumentarne la forza e la ferocia, da dimostrare nei combattimenti che venivano organizzati in varie parti d'Europa.
A stroncare questo giro di incontri clandestini tra cani sono stati i Carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria che stamani hanno eseguito 13 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone, accusate di associazione per delinquere finalizzata all' organizzazione e realizzazione di combattimenti clandestini tra cani.
Per la prima volta in Italia è stata applicata anche l'innovazione introdotta al codice penale dalla legge 27 luglio 2004 n. 189 che prevede il delitto contro il sentimento degli animali.

L'operazione, denominata «Fox», è nata nel corso delle indagini coordinate dalla Dda reggina ed iniziate dai carabinieri della Compagnia di Taurianova nel luglio 2002 per la cattura di un latitante. Nel corso di tale attività, oltre a sequestrare armi e droga, i carabinieri hanno scoperto un' attività clandestina diretta all' allevamento di cani da combattimento ed un giro di compravendite e scommesse.
Le indagini si sono estese coinvolgendo anche personaggi residenti in altre regioni, con collegamenti con allevaori-allenatori presenti nel territorio della ex Jugoslavia, in Serbia, Croazia e Bosnia.
Nel corso delle intercettazioni, gli investigatori hanno accertato che gli indagati comunicavano tra loro tramite posta elettronica. E' stato così deciso di sottoporre a controllo alcuni indirizzi e monitorare siti web specializzati. Dai controlli è così emersa la funzione di due siti internet dedicati ai combattimenti fra cani. L'organizzazione curava anche una rivista «on line» denominata «Action» interamente dedicata agli incontri, alle scommesse ad agli acuisti degli animali impiegati nei combattimenti, di cui era redattore uno degli arrestati.

A determinare il prezzo dei cani erano parametri quali il curriculum, la discendenza, l'allenatore oltre all'età ed alle caratteristiche fisiche. E proprio dalla «campagna acquisti» degli animali derivava un'altra fonte di reddito per l'organizzazione. I cani, infatti, dopo essere stati acquistati e sottoposti ad atroci allenamenti, vere e proprie torture per aumentarne la ferocia, venivano utilizzati in combattimenti combinati, al solo scopo di dimostrarne le qualità e fare aumentare il prezzo di vendita.
I carabinieri hanno accertato lo svolgimento di vari combattimenti come il «Montana show» avvenuto in Bosnia Ljubuski (Bosnia Ervegovina) il 30 ottobre scorso, in cui si disputarono 7 incontri, ed il «kalabria Kennel's» (presso un canile calabrese).

A conclusione delle indagini, il Gip di Reggio Calabria, Kate Cassone, su richiesta del pm, Giuseppe Bianco, ha emesso 13 ordinanze di custodia cautelare e quattro decreti di sequestro di altrettanti canili, che sono state eseguite stamani.

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