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Arriva il paesaggio mutante: Leisurator crea spazi a misura delle necessità

realtà digitale ROMA - Un unico spazio che cambia a seconda delle esigenze in città per creare aree destinate alle attività sportive. E' l'obiettivo di Leisurator, il progetto futuristico di un paesaggio eco-meccanico mutante, generatore di attività ricreative e ludico-sportive metropolitane, ideato da due giovani architetti italiani, Marco Pastore e Valentina Sabatelli, che l'hanno presentato nell'omonimo libro.
L'idea, sviluppata presso il laboratorio di ricerca progettuale di Londra da maggio 2002 a gennaio 2003, è quella di riqualificare i luoghi obsoleti delle aree metropolitane, tramite l'uso di spazi per gli sport urbani, riconfigurandoli e personalizzandoli interattivamente.
Il meccanismo base è quello di una struttura in acciaio, una specie di braccio meccanico che ogni giorno si sposta di 6 centimetri lungo dei binari, allungandosi o piegandosi completamente nel giro di 6 mesi, poggiata su un substrato fisso e circondata da tre facce ognuna in materiale diverso. «Come in un videogame, tramite Internet è possibile scegliere da un pannello di controllo, una specie di slot machine, i materiali, il numero di persone e le attrezzature che si vogliono utilizzare per giocare e creare il campo sportivo - spiega Marco Pastore - che si modificherà di conseguenza sulla superficie. In parole povere si crea un paesaggio artificiale modulare che cambia ciclicamente e cresce a seconda dei desideri».
Il programma dunque suggerisce quale superficie utilizzare, tra erba sintetica, gomma, duraton, pareti da free climbing e materiali per megaschermi. «Gli sport che si possono praticare - continua Pastore - sono calcio, free climbing e urban kayak. Ma non solo. Il nostro scopo è creare anche nuovi sport e usare il Leisurator per riqualificare le aree urbane dismesse negli spazi metropolitani, ormai troppo saturi».
Ora la prossima fase sarà la costruzione di un prototipo del braccio meccanico, che i due architetti contano di «fare nel giro di un anno al massimo, e poi sperare e aspettare i finanziamenti per la realizzazione pratica di questo progetto».

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