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Sequestro bus in Grecia. Tragico ultimatum

Due uomini armati - sembra albanesi - hanno sequestrato all'alba alla periferia di Atene un bus delle linee interurbane Ktel con 27 persone a bordo. Dopo ore di trattative ne sono state rilasciate 17. I sequestratori chiedono un riscatto di un milione di dollari per liberare gli ultimi sette ostaggi, un autista che guidi l'autobus sino all'aeroporto e un aereo per lasciare la Grecia. Oppure fanno saltare il bus
Grecia - La liberazione di un ostaggio ATENE - Due uomini armati - sembra albanesi - hanno sequestrato stamani all'alba alla periferia di Atene un autobus delle linee interurbane Ktel con 27 persone a bordo - tutte adulte - e, dopo averne rilasciate 17 entro le 20:00 locali (dopo quasi 14 ore dal sequestro), chiedono un riscatto di un milione di dollari per liberare gli ultimi sette ostaggi, un autista che guidi l'autobus sino all'aeroporto e un aereo per lasciare la Grecia. I negoziati tra i due e gli esperti della polizia greca continuano frattanto frenetici: i dirottatori hanno chiesto di essere portati all'aeroporto e per questo vogliono un autista, perchè quello dell'autobus è riuscito a fuggire nelle prime fasi del sequestro - insieme con il bigliettaio e una passeggera - portando con sè le chiavi d'accensione del veicolo.
Se le loro richieste non verranno accettate, ha detto stasera uno dei due uomini parlando con una radio locale, domattina alle 08:00 l'autobus salterà in aria con gli ultimi ostaggi dentro.
A detta di vari osservatori, comunque, quest'ultimatum non sembra una minaccia seria soprattutto perchè - in alternativa all'aereo - i due hanno chiesto di essere portati alla stazione ferroviaria di Atene da dove prendere un treno per l'Albania. Ma non esistono collegamenti ferroviari fra Atene e Tirana.
Poco dopo aver lanciato l'ultimatum, si è udito uno sparo. Il colpo di fucile, probabilmente partito dalla carabina intravista stamani fra le mani di uno dei due sequestratori, è stato sparato in direzione dei tiratori scelti della polizia senza però colpire nessuno.
Tra le persone sul posto, numerosi giornalisti greci e stranieri e molti parenti dei sette ostaggi ancora all'interno dell'autobus, comincia comunque a diffondersi il timore che la polizia possa tentare un blitz per concludere al più presto, possibilmente in serata, la vicenda.
Il colpo di fucile partito dall'autobus potrebbe infatti significare che i dirottatori si sono accorti che i tiratori scelti delle unità speciali stavano cercano di avvicinarsi al veicolo per attaccarlo. L'autobus, che porta ogni mattina pendolari da Maratona ad Atene, è stato sequestrato alle 05:45 (le 04:45 in Italia) alla fermata di Pikermi. Da allora è fermo a Gherakas, alla periferia Nord-Est di Atene, sulla strada che conduce al nuovo aeroporto Elefterios Venizelos, circondato da forze di polizia con tiratori scelti appostati nei pressi e sorvegliato dall'alto da un elicottero. Tutte le tendine dei finestrini dell'autobus sono state abbassate dai sequestratori, per impedire alle forze dell' ordine di vedere cosa succede all'interno. Ciò nonostante si è visto chiaramente, inquadrato dalle telecamere appostate nei pressi, un uomo in piedi nella parte anteriore del veicolo con in mano una carabina. Il secondo, stando a quanto riferito da alcuni ostaggi liberati, è armato di una pistola ed ha con sè una borsa che ha detto essere piena di esplosivo.
Ad un certo punto della mattinata, proprio perchè si era saputo della presunta presenza di esplosivi, la tensione è improvvisamente salita quando uno dei sequestratori ha telefonato con un cellulare di un ostaggio alla radio privata Alpha minacciando di «far saltare in aria tutto» se la polizia non si fosse subito allontanata dalla zona.
In precedenza, alla stessa radio era giunta una telefonata di una persona che ha detto di essere uno dei sequestratori, di chiamarsi Hassan, di essere russo e di voler tornare in patria.
Ma, secondo altre fonti, i due - che hanno intorno ai 25 anni - potrebbero essere albanesi. Sul posto sono giunti sia l'ambasciatore di Albania Bashikim Zeneli sia diplomatici dell'ambasciata russa per accertare le loro identità. Sinora nulla di ufficiale è trapelato in questo senso. Tuttavia l'ambasciatore albanese ha detto all'Ansa a Tirana che uno dei due ostaggi albanesi rilasciati, che si chiama Lazim Doda, ha riconosciuto come albanesi i due sequestratori, individuandone anche le zone di provenienza: uno sarebbe originario di Berat (Albania sudorientale), l'altro di Elbasan (centro).
Intorno alle 11:00 locali, una donna di nome Stella Mantara, 23 anni, che in serata era ancora ostaggio nell'autobus, è riuscita a telefonare alle emittenti Radio Skai e a Mega Tv affermando che i dirottatori avevano avanzato due richieste in cambio della liberazione di passeggeri: la rimozione di un furgone della polizia posto di traverso davanti all'autobus e che blocca la strada e un autista per condurli all'aeroporto da dove - hanno detto - intendevano partire per la Russia.
Pochi minuti dopo - in un apparente segno di buona volontà da parte dei due dirottatori -, dall'autobus è uscito un primo passeggero (un uomo di 55 anni malato di cuore) al quale hanno fatto seguito - in meno di 45 minuti - una donna, e quindi un altro uomo e un'altra donna insieme e, infine, un'altra donna, per un totale di cinque persone. Nelle ore successive, e sino alle 20:00 locali circa, i sequestratori hanno quindi permesso ad altri 12 ostaggi di lasciare l'autobus.
Già nella tarda mattinata si era intanto appreso che non c'erano cittadini italiani tra i passeggeri dell'autobus. Lo hanno riferito all'Ansa fonti dell'ambasciata d'Italia ad Atene dopo avere ricevuto assicurazioni in tal senso dal ministero dell'ordine pubblico ellenico.
L'odierna crisi degli ostaggi ha comunque avuto ripercussioni a livello politico. Il premier greco Kostas Karamanlis ha rinviato a domattina la partenza per Bruxelles dove domani avrà inizio il vertice europeo nel quale si discuterà dei tempi e dei modi dell'inizio del processo di adesione della Turchia all'Unione Europea.
Furio Morroni

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