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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Anm bacchetta gli avvocati lucani

Condannati gli attacchi ai magistrati. I legali sono in agitazione dopo i 51 arresti per mafia, tra cui c'era il Presidente della Camera penale regionale
POTENZA - I «continui riferimenti» fatti dagli avvocati ad una «asserita incompatibilità «di alcuni magistrati - in particolare di quelli che indagano o hanno disposto gli arresti nell' ambito dell' inchiesta su mafia, politica e affari a Potenza - «appaiono veramente inquietanti, perchè essi stessi tesi a precostituire le condizioni per l' apertura di procedimenti di trasferimento per incompatibilità ambientale». Lo ha detto, in una nota, l' assemblea distrettuale di Potenza dell' Associazione nazionale magistrati (Anm), riferendosi in particolare a quanto scritto in alcuni documenti approvati dalle assemblee degli avvocati e a quanto dichiarato da alcuni legali. L' Anm ha sottolineato «con fermezza che l' adozione di un provvedimento giurisdizionale, fondato o infondato che sia, non può dar luogo ad una pretesa incompatibilità ambientale del magistrato che lo ha assunto»; inoltre, l' organizzazione ha detto di non potere «non rivendicare con forza il principio per cui nessuno può scegliersi il giudice».
L' Anm ha espresso l' auspicio di un «recupero delle condizioni per un sereno e proficuo svolgimento dell' attività giurisdizionale, a partire dalla sollecita ripresa delle udienze» che, per quanto riguarda il Tribunale di Potenza, sono sospese in pratica dal 22 novembre scorso - quando 51 persone, fra le quali il Presidente della Camera penale di Basilicata, furono arrestate (e quasi tutte sono tornate libere all' inizio di dicembre) - e lo saranno fino a lunedì prossimo, 20 dicembre.
L' Anm di Basilicata ha evidenziato che «l' astensione dalle udienze è stata sostanzialmente determinata dall' acerrima critica di un provvedimento giurisdizionale», ma ha spiegato che «la critica avverso una decisione giurisdizionale non può giustificare una protratta astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria». Secondo l' Anm, infatti, «in tal modo si provoca un danno enorme per gli utenti della giustizia e per la credibilità di tutti gli uffici giudiziari, innescando un meccanismo di generalizzazione e di scontro del tutto estraneo alle tradizioni culturali del foro lucano».

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