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Sequestro Melis - Tutti condannati

I carcerieri: trent'anni ad Antonio Maria Marini, 26 anni, e a Pasqualino Rubanu. Grazia Marine è stata condannata a 25 anni e sei mesi. Ci sarà ricorso in Cassazione
Sequestro Melis: Antonio Maria Marini SASSARI - Colpevoli. Furono gli orgolesi Antonio Maria Marini, sua madre Grazia Marine e Pasqualino Rubanu i carcerieri di Silvia Melis. Lo hanno stabilito i giudici della Corte d'Appello di Sassari che hanno condannato i tre imputati, accusati di sequestro di persona, confermando la sentenza dei giudici di Lanusei. Il presidente della Corte d'Appello Giovanni Cossu, e i giudici Giovanni Antonio Tabasso e Gemma Cucca hanno letto la sentenza alle 12:30, dopo due ore e mezzo di camera di consiglio.
I giudici hanno accolto le richieste di condanna del procuratore generale Lorenzo Ferretti. Trent'anni di carcere sono stati inflitti ad Antonio Maria Marini, 26 anni a Pasqualino Rubanu, mentre Grazia Marine è stata condannata a 25 anni e sei mesi. Dopo la lettura della sentenza Grazia Marine è scoppiata in lacrime.
Il processo d'appello bis, celebrato dopo l'annullamento da parte della quinta sezione della Cassazione della sentenza dei giudici della Corte d'Appello di Cagliari, era iniziato l'8 novembre scorso. Stamani, prima che i giudici si ritirassero in camera di consiglio, l'avvocato Pasquale Ramazzotti ha completato le contro repliche della difesa, iniziate la settimana scorsa, chiedendo l'assoluzione di Grazia Marine. Subito dopo Antonio Maria Marini ha voluto rilasciare una dichiarazione spontanea: «sono sotto processo dal 1999, è stato costruito un castello - ha detto - non ho sequestrato Silvia Melis e non l'ho mai portata a spasso per viale Trento».
Sequestro Melis: Grazia Marine Sua madre Grazia Marine ha detto invece: «Non ho neanche il coraggio di dire niente». L'assoluzione dei tre imputati era stata chiesta anche dagli altri difensori: Mario Lai, Patrizio Rovelli, Pasqualino Federici e Gian Mario Sechi.
Silvia Melis fu rapita a Tortolì la sera del 19 febbraio 1997 mentre rientrava a casa, con il figlio, dopo una serata di lavoro. Tre uomini la aspettarono a bordo di un'Alfa 164 davanti al cancello della sua abitazione, lasciarono il piccolo nella macchina della madre e portarono via la donna dopo averla legata e imbavagliata. La consulente del lavoro tornò in libertà, dopo nove mesi di prigionia, l'11 novembre del 1997.
La donna raccontò agli inquirenti di essere stata tenuta prigioniera in cinque posti diversi: la grotta, il buco nero, la casa delle spine, il cespuglio stellato e il campeggio. Durante le indagini, Silvia Melis individuò tutti i luoghi di segregazione tranne la grotta. La svolta nelle indagini si ebbe il 29 maggio del 1999 quando finirono in cella gli orgolesi Antonio Maria Marini, sua madre Grazia Marine, Pasqualino Rubanu e Andrea Nieddu. Al loro arresto gli investigatori arrivarono grazie alle dichiarazioni della super testimone Anna Maria Rubatta vicina di casa di Grazia Marine a Nuoro.
Sequestro Melis: Pasqualino Rubanu La donna raccontò agli investigatori di aver visto, la notte del 5 giugno 1997, Antonio Maria Marini e Pasqualino Rubanu uscire dalla casa di via Trento 19 a Nuoro con una persona incappucciata. Anna Maria Rubatta successivamente ritrattò le accuse rinunciando al programma di protezione. Durante il processo di primo grado i giudici del Tribunale di Lanusei (il 4 giungo 2001) condannarono Antonio Maria Marini a 30 anni di carcere, Pasqualino Rubanu a 26 anni e Grazia Marine a 25 anni e sei mesi.
Il quarto imputato, Andrea Nieddu, risultato estraneo alla vicenda venne assolto ed è uscito dal processo. Il 20 dicembre 2002 i giudici della Corte d'Appello di Cagliari ribaltarono la sentenza e mandarono assolti tutti e tre gli imputati. Meno di un anno dopo, il 23 ottobre 2003, i giudici della Cassazione annullarono la sentenza di secondo grado disponendo la celebrazione di un nuovo processo d'appello.
I difensori degli imputati hanno già annunciato il ricorso in Cassazione.

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