Martedì 28 Settembre 2021 | 19:56

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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Saddam Hussein (da un anno in galera) fa lo sciopero della fame. Usa: è falso

Domani sarà passato esattamente un anno dalla cattura dell'ex presidente dell'Iraq, ma ancora non è chiaro quando inizierà il processo. Preoccupazione per il suo stato di salute
Saddam Hussein in tribunale BAGHDAD - Domani sarà passato esattamente un anno dalla cattura di Saddam Hussein, ma ancora non è chiaro quando inizierà il processo contro il deposto dittatore iracheno. L'ex presidente è comparso ai primi di luglio di fronte ad un tribunale speciale che lo ha formalmente incriminato con sette imputazioni per crimini di guerra e genocidio, ma da allora non è stato fissata nessuna data per il procedimento, nè sono stati giudicati gli altri alti esponenti del regime finora catturati. Il governo iracheno ad interim aveva inizialmente detto di voler aprire il processo contro Saddam prima delle elezioni, ma il ministro dei Trasporti Louei Hatim Sultan Al Aris ha recentemente affermato che si svolgerà dopo il voto del 30 gennaio.
L'ex dittatore dovrà essere giudicato da un tribunale speciale iracheno e potrebbe anche essere condannato a morte. Proprio per questo motivio l'Onu ha negato il suo aiuto per l'organizzazione del processo e l'addestramento dei giudici. Altro problema è la raccolta delle prove dopo che gran parte dei documenti ufficiali sono stati distrutti nei primi giorni dopo la caduta del regime. A rallentare l'intero procedimento vi sono state inoltre le accuse di omicidio emesse contro il giudice che avrebbe dovuto presiedere il processo, Salem Chalabi, che si proclama innocente ma è stato costretto a dimettersi in agosto.
Prima di stabilire l'inizio del procedimento, perchè siano rispettati gli standard internazionali, dovranno anche essere garantiti i diritti della difesa, che dovrà poter consultare il suo assistito e le carte del processo.
TAREQ AZIZ: SADDAM E ALTRI 11 DETENUTI SONO IN SCIOPERO DELLA FAME, INTERVENGA LA CROCE ROSSA
«Ci risulta da fonti attendibili che Saddam Hussein e altri undici detenuti hanno iniziato venerdì uno sciopero della fame in segno di protesta per le condizioni di detenzione», ha dichiarato il legale dell'ex vice primo ministro iracheno Tareq Aziz.
Saddam, che fu catturato da unità statunitensi a Tikrit in una cella scavata nel terreno, ha ricevuto in carcere diverse visite di rappresentanti del Comitato internazionale della Croce Rossa.
«Chiediamo un intervento immediato della Comitato internazionale della Croce Rossa affinchè verifichi le condizioni dei detenuti», ha detto il legale.
La delegazione dell'organizzazione umanitaria ginevrina, che di recente si è recata nel centro di detenzione, si limitò a riferire che Saddam era in buone condizioni fisiche.
L'ex presidente iracheno è stato curato per un'ipertrofia prostatica, problemi di ernia e disturbi alla vista.
Una volta simbolo incontrastato di un Paese che aveva governato per 33 anni con il pugno di ferro, dalla sua cattura il 13 dicembre dell'anno scorso la figura di Saddam è scivolata nell'oscurità, mentre la guerriglia continua a dare filo da torcere alla forze alleate.
USA SMENTISCONO SCIOPERO FAME SADDAM
L'esercito americano ha smentito che l'ex presidente Saddam Hussein stia facendo lo sciopero della fame, affermando che sta bene e che oggi ha mangiato. «Queste informazioni sono assolutamente false», ha detto il tenente colonnello Barry Johnson alla Reuters. In precedenza l'avvocato dell'ex primo ministro Tareq Aziz aveva riferito che Saddam Hussein ed altri 11 alti esponenti del suo regime erano entrati in sciopero della fame venerdì scorso.
LA CATTURA DEL RAIS
Saddam è stato catturato dai soldati americani il 13 dicembre, ma la notizia fu annunciata solo il giorno successivo, quando furono diffuse in tutto il mondo le immagini dell'ex dittatore con una folta barba incolta, mentre i medici americani gli esaminavano l'interno della bocca. L'uomo che era stato il padrone assoluto dell'Iraq si nascondeva in uno stretto cunicolo sotterraneo, dove aveva appena lo spazio per sdraiarsi e malgrado avesse con sè una pistola, si era arreso ai soldati senza far resistenza.
Nei pressi vi era una semplice capanna di due stanze, costruita con mattoni di fango, dove abitava Saddam. Il nascondiglio, uno dei tanti doveva aveva trovato rifugio dopo la caduta del regime, si trovava in una fattoria ad una quindicina di chilometri da Tikrit, sua città natale. Saddam, che si ritiene ancora il legittimo presidente dell'Iraq, ha rifiutato di parlare in tutti gli interrogatori ai quali è stato finora sottoposto in carcere.

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