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Due fermi per il benzinaio ucciso

Giuseppe Mayer di Lecco morì davanti alla moglie in un tentativo di rapina al suo distributore di benzina. Un arrestato è minorenne, hanno confessato
LECCO - Svolta nell'omicidio del benzinaio lecchese, Giuseppe Maver, colpito a morte in un tentativo di rapina: i presunti autori sono stati fermati dai carabinieri del comando provinciale di Lecco. Si tratterebbe di due persone, di cui un minorenne, entrambi avrebbero confessato.

Giuseppe Maver, 61 anni, fu ucciso la sera del 25 novembre sotto gli occhi della moglie, davanti alla sua stazione di servizio, con un colpo sparato da distanza ravvicinata da uno dei banditi ad un suo accenno di reazione.
L'omicidio del benzinaio aveva avuto notevole clamore, anche in relazione alla proposta del ministro leghista Roberto Calderoli di istituire una taglia per trovare gli assassini.

UNO DEI DUE RESPONSABILI E' MINORENNE
Tra i due fermati, ritenuti responsabili dell'omicidio di Giuseppe Maver, ci sarebbero un maggiorenne e un minorenne della zona. Su di loro si era concentrata negli ultimi giorni l'attenzione degli investigatori che avevano scandagliati tutti gli ambienti di criminalità del lecchese: C.D., 18 anni, è operaio e vive a Lecco, mentre il minorenne E.D., 17 anni, vive a Malgrate e lavora saltuariamente.
Il ragazzo, ieri pomeriggio, accompagnato dalla madre e da un avvocato si è presentato al comando provinciale dei carabinieri dove, davanti ai magistrati, ha confessato.
I carabinieri di Lecco hanno detto che la presentazione del giovane è stata determinata dalla «pressione investigativa» dei militari che, dal 25 novembre scorso, giorno dell'omicidio, hanno «setacciato tutto l'ambiente della criminalità lecchese».
Ai due giovani - hanno spiegato - si è giunti attraverso dei controlli e delle «indagini tecniche».

Il benzinaio fu ucciso con un colpo di pistola al cuore. Giuseppe Maver, abitante a Calolziocorte, da decenni era titolare della stazione di servizio (prima Agip e ora Tamoil) di corso Bergamo, a margine della statale Lecco-Bergamo al confine con Vercurago. Era fermo vicino alle colonne di erogazione, quando poco prima delle 19 fu avvicinato da due sconosciuti. Per la cattura dei suo assassini il ministro leghista Calderoli, il giorno dopo l'omicidio, propose una taglia di 25mila euro: «nessuno può permettersi di toccare un padano» disse. L'iniziativa scatenò però una vera bufera politica. Ad attaccarlo non fu solo il centrosinistra, che ne chiese le dimissioni, ma anche An e Udc presero le distanze. Solo Forza Italia tentò una difesa.

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