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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

 

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Meganegozio Nicoletti a Roma

L'azienda lucana, una delle poche del made in Italy che ha presentato un bilancio 2003 in attivo, sbarca nella Capitale con i suoi salotti. Un'azienda etica
ROMA - Cinquecentro metri quadrati su 2 piani, 16 vetrine e decine e decine di divani e poltrone in esposizione. Con questo biglietto da visita il gruppo Nicoletti, uno dei maggiori produttori europei di mobili imbottiti, è sbarcato oggi a Roma con il suo primo grande negozio monomarca nella capitale a due passi dalla stazione Termini.
L'azienda, una delle poche del made in Italy che ha presentato un bilancio 2003 in attivo e che ha chiuso il primo semestre di quest'anno facendo registrare un miglioramento del 5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, torna in Italia dopo avere internazionalizzato la produzione e le vendite. In attesa di una quotazione in Borsa a Milano che potrebbe arrivare entro il 2006.
E così, dopo i 4 punti vendita aperti a Bari, Milano, Potenza e Matera, l'azienda della Murgia apre i battenti nella capitale per rafforzare la presenza diretta nei principali centri urbani della penisola così da rendere più visile il marchio.
«Un impegno organizzativo e finanziario - ha sottolineato il presidente Giuseppe Nicoletti nel corso di una conferenza stampa - oggi quanto mai gravoso: il super euro e il relativo deprezzamento del dollaro nonché la concorrenza dei paesi emergenti non ci aiuta. Sono però convinto - ha continuato Nicoletti, leader di un'azienda che ha un fatturato di 125 milioni di euro e che occupa 1200 lavoratori - che se proseguiremo sulla strada della qualità, dell'innovazione e dell'eleganza riusciremo a rilanciare una nuova fase di sviluppo».
Per intanto, il gruppo continua a reinvestire tutti i suoi utili e così oltre a rafforzare la produzione nell'area di Matera, ha aperto stabilimenti in Bulgaria e nel sud-est della Cina. «Niente paura», ha chiarito l'amministratore delegato Eustachio Nicoletti, figlio del presidente che ha aggiunto: «Noi, i bambini non li facciamo lavorare. Abbiamo una certificazione etico-sociale che esclude il ricorso al lavoro nero e a quello minorile».

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