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Camorra - Nuova vittima a Scampia

Antonio De Luise presunto affiliato ai clan camorristici dei Di Lauro aveva appena 20 anni • Ucciso il fratello del boss Alfieri, diventato collaboratore
NAPOLI - Nella macabra partita dei morti ammazzati e dei roghi, gli «scissionisti» replicano ai fedeli del boss Paolo Di Lauro e mettono a segno nelle ultime 24 ore due agguati. Intanto continuano a bruciare le case, abbandonate da mesi, degli uomini dei clan. Due abitazioni di altrettanti uomini dei Di Lauro sono state incendiate.
All'ospedale San Giovanni Bosco, che è diventato il terminale della faida di Scampia, perchè è il più vicino alla periferia nord di Napoli dove si combatte la guerra intestina alla camorra di Secondigliano, due feriti sono sospesi tra la vita e la morte.
Si tratta di Giovandomenico Piscopo, 22 anni, un piccolo spacciatore di droga ritenuto legato ai Di Lauro, raggiunto ieri sera da sicari a bordo di un ciclomotore a Melito, non lontano da Scampia, e Massimo Marino, 38 anni, un pluripregiudicato vittima di un agguato mentre si trovava nel cortile di casa sua in Strada Casavatore, al confine con la periferia nord di Napoli.
Marino, raggiunto alla testa dai proiettili, sarebbe legato agli «scissionisti». I dissidenti del clan poche ore prima hanno colpito a morte in viale della Resistenza, arteria principale di Scampia, anche il 20 enne Antonio De Luise, considerato dagli investigatori un uomo dei Di Lauro. Il giovane, quando ha capito di trovarsi di fronte ai killer ha cercato scampo in una salumeria, ma è stato raggiunto e finito a colpi di pistola alla testa.
In nottata, tra le 01 e le 2.30, i fuoriusciti del clan Di Lauro avevano incendiato in via Maiella, a Scampia, la casa disabitata di Salvatore Mele, un pregiudicato di 28 anni schierato con i Di Lauro, e l'abitazione di Patrizia Cimmino, vedova del pluripregiudicato Andrea Maisto, che era affiliato ai Di Lauro, e madre di Stefano Maisto, ucciso in un agguato il 10 novembre scorso.
Né il presidio massiccio delle forze di polizia, né il blitz della notte del 7 dicembre, che ha visto impegnati 1500 uomini, compresi quelli di corpi speciali, sembrano aver arrestato la faida, che da gennaio ad oggi ha prodotto 34 vittime.
Poi ci sono altri morti ammazzati. Vendette trasversali, vecchi conti da regolare. E forse proprio di una vendetta trasversale è rimasto vittima Francesco Alfieri, 54 anni, fratello dell'ex superboss Carmine Alfieri, poi divenuto collaboratore di giustizia. I sicari lo hanno colpito stamattina a Piazzolla di Nola, mentre era a bordo della sua auto.
Con lui la conta totale delle vittime della criminalità organizzata nel napoletano raggiunge quota 130.

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