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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Tra un mese addio al fumo

Conto alla rovescia per il divieto di fumare nei locali pubblici: sono circa 15 milioni i fumatori italiani, da gennaio non si dovrà più «fumare per forza» in ristoranti o bar
ROMA - Conto alla rovescia per il divieto di fumo nei locali pubblici: a un mese dall'entrata in vigore della legge (10 gennaio 2005) gli oltre 70.000 ristoranti e i 130.000 bar della penisola hanno già deciso se adeguarsi ai nuovi requisiti tecnici previsti dalla legge e quindi differenziare e ventilare in modo idoneo spazi per fumatori e zone riservate a chi non ha il vizio, oppure vietare del tutto le sigarette nei propri locali.
Intanto per la tutela della salute dei non fumatori continua la battaglia del ministro Girolamo Sirchia che domani a Roma annuncerà l'estensione del divieto di fumo sull'intera flotta di Trenitalia.
L'iter legislativo della nuova legge è quasi completo: ad oggi mancano solo una circolare esplicativa, interpretativa e attuativa, del ministero della Salute e un decreto sulle sanzioni su chi potrà comminarle. Saranno poi le Regioni italiane a dotarsi di strumenti legislativi e di strategie per l'attuazione della legge e per la promozione di campagne di informazione sugli obiettivi della legge stessa.
IL PERCORSO LEGISLATIVO: l'attenzione alla salute dei non fumatori è entrata a più riprese nella legislazione italiana. Gradualmente negli scorsi decenni, una serie di norme e di leggi hanno posto le condizioni e accresciuto la sensibilità, anche istituzionale, che ha portato all'approvazione della legge n. 3 del 2003 che è stata pubblicata in gazzetta il 29 dicembre dello scorso anno. C'è stato dunque un anno di tempo per attuare gli adeguamenti tecnici e strutturali dei locali.
ESERCIZI PUBBLICI: solo gli esercizi che avranno la possibilità di suddividere la superficie in due locali separati potranno destinare una sala ai fumatori. Nel caso contrario, il divieto sarà totale. I locali dedicati ai fumatori dovranno inoltre rispettare diverse caratteristiche. Dovranno essere obbligatoriamente chiusi da pareti a tutta altezza e da una porta con chiusura automatica. Dovrà essere presente un impianto di ventilazione e ricambio dell'aria che rispetti i requisiti richiesti. La superficie da destinarsi ai fumatori dovrà essere inferiore al 50% della superficie totale del locale e non dovrà costituire passaggio obbligato per i non fumatori. Esternamente dovranno essere apposti appositi cartelli che rechino la scritta luminosa «area per fumatori». Nel caso in cui l'impianto di ventilazione sia guasto, anche nella sala per fumatori vigerà il divieto di fumo. A tal proposito saranno presenti nella stanza cartelli che lo indichino.
LUOGHI DI LAVORO: Il datore di lavoro non ha l'obbligo di creare o destinare un locale ai fumatori, ma se lo fa, deve rispettare gli stessi requisiti previsti per le sale fumatori negli esercizi pubblici. Quindi, oltre alla necessità della presenza di impianti di ventilazione (i criteri sono gli stessi che valgono per i locali pubblici e sono previsti dal D.P.C.M. del 23/12/03) le sale per fumatori dovranno essere chiuse da pareti sui quattro lati, essere dotate di porta con chiusura automatica ecc. Di conseguenza, anche per quanto riguarda i datori di lavoro numerose saranno le decisioni di vietare completamente il fumo senza la creazione di locali fumatori.

ESPERIENZE SIMILI ALL'ESTERO: sono state attuate solo in altri due paesi dell'Unione: l'Irlanda e il Belgio. In Irlanda l'iniziativa Smoke-free at work è entrata in vigore il 29 marzo 2004, portando il divieto di fumo in tutti i locali chiusi, pub e ristoranti. A pochi mesi dall'attuazione della norma, l'atmosfera nei locali irlandesi è decisamente migliorata: nei posti chiusi non fuma più nessuno. Secondo il ministero per la salute irlandese, sono oltre 7mila i cittadini irlandesi che hanno smesso di fumare negli ultimi mesi, in gran parte grazie al divieto. Un dato rilevante è quello che riguarda l esperienza californiana, dove il divieto di fumare è stato introdotto nel 1995 nei ristoranti e nel 1998 nei bar. Secondo dati provenienti da diverse agenzie californiane, i guadagni dei locali pubblici non sono affatto diminuiti e anzi sono in continuo aumento. Da indagini eseguite sui clienti, l'assenza di fumo gioca un ruolo a favore della frequentazione dei luoghi pubblici.

I DATI SUI FUMATORI: nel nostro paese sono da 10 a 15 milioni, in prevalenza maschi. Anche se rispetto ad alcuni decenni fa, il fenomeno è complessivamente in diminuzione, il fumo rimane in crescita nel sesso femminile e tra i giovani. Alcune indagini condotte nelle scuole secondarie superiori indicano che la percentuale dei fumatori arriverebbe anche al 35 per cento tra gli adolescenti.

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