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Ciampi: nessuna paura della Cina

Il Capo dello Stato si rivolge al mondo dell'impresa (oltre 250 gli imprenditori italiani guidati dal presidente di Confindustria, presenti oggi a Shangai al Forum del made in Italy), ma il monito è esteso a quelle forze politiche, la Lega in particolare, che nei giorni scorsi aveva definito l'apertura alla Cina come un «requiem per le imprese italiane»
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SHANGAI - L'ascesa di una grande potenza economica come la Cina crea «aspettative e preoccupazioni». Ma non bisogna temere l'apertura ai mercati e alla concorrenza: lo sviluppo del gigante asiatico è «inarrestabile», tenerne conto è una «necessità vitale e l'Italia non può né vuole sottrarsi alla sfida». Il messaggio del Capo dello Stato è chiaro: chiunque intende reagire all'avanzata della più dinamica economia del mondo agitando lo spettro dei dazi e la voglia di protezionismo è fuori della storia.
Ciampi si rivolge al mondo dell'impresa (oltre 250 gli imprenditori italiani guidati dal presidente di Confindustria, presenti oggi a Shangai al Forum del made in Italy), ma il monito è esteso a quelle forze politiche, la Lega in particolare, che nei giorni scorsi aveva definito l'apertura alla Cina come un «requiem per le imprese italiane».
«Chiedetelo agli imprenditori cosa ne pensano», aveva detto Ciampi due giorni fa senza entrare in polemica, ma facendo chiaramente intendere come la pensasse mentre le agenzie battevano le dichiarazioni di Calderoli che parlava di «requiem per le imprese italiane» La risposta è arrivata a Shangai. La Cina è una opportunità ripete Ciampi, per coglierla bisogna «muoversi in modo sinergico». L'Italia deve muoversi con «coesione»: tra settore pubblico e privato, fra grandi e piccole imprese, tra imprese e banche. All'inizio degli anni 80 «avevamo un vantaggio che non abbiamo sfruttato - ribadisce - ma adesso gli imprenditori italiani sono impegnati a recuperare il tempo perduto e lo sviluppo dei nostri rapporti bilaterali è un'occasione di stimolo» . «Conto sui di voi - li incita Ciampi - nelle vostre capacità. So che avete fiuto. Il positivo sviluppo dei nostri rapporti dipende in gran parte dalle imprese italiane so che ne avete la capacità e la volontà «. Le prossime scadenze su cui fare un monitoraggio della capacità di penetrazione sul mercato cinese - suggerisce Ciampi a Luca di Montezemolo - saranno il 2006, anno dell'Italia in Cina, il 2008 per le Olimpiadi di Pechino e il 2010, per l'Expo di Shangai.
Concorrenza dunque. Purché sia all'interno di un quadro di regole condivise. E' per questo che il capo dello Stato richiama I dettami del Wto, di cui la Cina è nuovo membro: l'Organizzazione del Commercio - dice - «comporta l'assunzione di responsabilità vincolanti: implica rispettare le norme sulla concorrenza internazionale, la tutela dei diritti di proprietà intellettuale, la rimozione delle restrizioni verso le imprese straniere. Le massime autorità della Repubblica cinese - assicura Ciampi - mi hanno espresso la loro volontà di operare in tal senso e la loro determinazione a reprimere il fenomeno delle contraffazioni».
La lotta sarà ardua a giudicare dalla quantità di impeccabili «falsi» che riempiono le bancarelle dei mercati di Pechino e Shangai. Ma le rassicurazioni del vertice della Repubblica Popolare e soprattutto l'adesione a Wto, spiega il capo dello Stato, sono I segnali che «l'economia cinese, oggi la più dinamica del mondo, è matura per concorrere ad armi pari».
Giunto quasi alla fine della sua «missione cinese» il Presidente della Repubblica non nasconde di essere rimasto impressionato da questo paese: definisce il modello cinese e la sua «impetuosa trasformazione» a partire dai primi anni 80, come «uno dei più riusciti esempi nello sviluppo di un'economia e di una società». Ma lo sviluppo va regolato e data la sua esperienza l'Italia può insegnare qualcosa: anche noi eravamo un paese agricolo che si è trasformato in una grande potenza industriale, spiega Ciampi, «abbiamo difeso costruito un'economia solida e difeso la coesione sociale».
«Oggi è il momento della Cina, che come noi ha scelto di aprire il suo sistema produttivo verso l'esterno e come noi, ne sta traendo grande vantaggio».
«L'incontro di oggi - conclude il Capo dello Stato - è l'incontro tra due miracoli economici: quello italiano ed europeo, che oggi ha bisogno d un rilancio, e quello cinese, che necessita soprattutto di regolare il suo sviluppo per dargli continuità e diffonderlo in tutto il paese».
Ciampi, che concluderà domani la sua visita di Stato, festeggerà a Shangai il suo ottantaquattresimo compleanno. A offrirgli il bicchiere di buon augurio sarà il sindaco della metropoli cinese, Han Zheng. Nel pomeriggio il Presidente tornerà a Roma e forse, giocando sul fuso orario con l'Italia che è sette ore indietro rispetto alla Cina, avrà il tempo di festeggiare due volte.
Massimo Maugeri

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