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Potenza - Accolti altri ventidue ricorsi

Il Tribunale del riesame, nell'ambito dell'inchiesta su presunte collusioni fra mafia, politica e affari ha invece rigettato la richiesta di scarcerazione di altri tre indagati
POTENZA - Il Tribunale del riesame di Potenza ha accolto oggi il ricorso presentato da 22 indagati nell'ambito dell'inchiesta su presunte collusioni fra mafia, politica e affari. E' stato rigettato, invece, il ricorso per altri tre indagati, che restano in carcere. Infine, per un'altra persona arrestata il 22 novembre scorso, il ricorso è stato accolto parzialmente: l'indagato viene trasferito dal carcere agli arresti domiciliari.
Restano in carcere Renato Martorano, ritenuto il capo del clan mafioso che agiva per controllare una parte degli appalti pubblici in Basilicata; Giovanni Quaratino e Pio Albano, considerati due dei suoi più stretti collaboratori; passa invece dal carcere agli arresti domiciliari l'ingegner Nicola Giordano, funzionario dell' Ente irrigazione, ritenuto appartenente al clan e impegnato - secondo l'accusa - a favorire negli appalti società in sostanza controllate dal boss.
Le 22 persone che lasciano la detenzione in carcere o agli arresti domiciliari in seguito alle decisioni del Tribunale del riesame sono: il consigliere regionale della Basilicata, Agostino Pennacchia (Patto Segni-Liberaldemocratici), per il quale proprio oggi il gip, Alberto Iannuzzi, aveva disposto la permanenza agli arresti domiciliari; il presidente del consiglio provinciale di Potenza e sindaco di Pignola, Ignazio Petrone (Margherita); il consigliere provinciale di Potenza, Domenico Iacobuzio (Margherita); Carmine Guarino, Donato Galasso, Massimiliano Galasso, Francesco Paolo Bollettino, Teodosio Vertone, Gianvito Amendola, Giovanni Basentini, Angelo Varlotta, Nicola Coluzzi, Luciano Buonavoglia, Massimo Alemagna, Goffredo Guarino, Vitantonio Zaccagnino, Rocco Violi, Antonio Valanzano, Giuseppe Dovere, Rosario Casillo, Giuseppe Santarsiero e Vito Mariani.
Il 22 novembre scorso furono arrestate 51 persone. Nella notte fra il 2 e il 3 dicembre scorso, il Tribunale del riesame decise di rigettare i ricorsi presentati da quattro indagati, tutti detenuti in carcere; altri 15 ricorsi furono accolti, compreso quello di Rosario Antonio Pace, segretario dell'on. Gianfranco Blasi (Forza Italia), che è stato depositato ieri sera. Alcuni indagati per il momento non hanno presentato ricorso al Tribunale del riesame.

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