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Lo Stato reagisce alla camorra. Napoli esulta

Operazione nei quartieri di Secondigliano e Scampia e a Casavatore, Melito e Marano. 53 gli arrestati, tra cui Ciro Di Lauro, figlio del boss Paolo. In manette 3 killer responsabilii di 4 omicidi. Tra le intercettazioni, il colloquio di imprenditore taglieggiato da un camorrista ucciso: «Ho comprato lo champagne». Ciampi si congratula col ministro degli Interni. In serata tra Fuorigrotta e Bagnoli trovato un cadavere carbonizzato: sarebbe un suicidio
Lo Stato reagisce alla camorra: operazione in corso nel Napoletano, a Secondigliano e Scampia e nei comuni di Casavatore, Melito e MaranoNAPOLI - Dopo giorni di sangue e terrore, tra omicidi a ripetizione e avvertimenti a suon di incendi dolosi, lo Stato ha fatto irruzione all'alba di oggi nei santuari della camorra, tra le fazioni in guerra a Scampia: decine di arresti, tra i quali il figlio del boss Paolo Di Lauro, la demolizione dei fortini dei malavitosi sono la risposta dura ad una progressione criminale apparentemente inarrestabile.
Nonostante la grande soddisfazione per i risultati del blitz (65 i provvedimenti emessi, 53 le ordinanze di custodia cautelare eseguite, 7 delle quali notificate in carcere), il procuratore aggiunto Felice Di Persia, coordinatore della Dda, nella conferenza stampa dopo il blitz, ha lanciato un monito: «E' illusorio pensare - ha spiegato - di aver stoppato la scia di sangue». Il maxiblitz è importante ma serve soprattutto a «dare fiducia alle persone oneste che vivono in una zona degradata e che potrebbero collaborare con la giustizia».
All'operazione contro la cosca Di Lauro e gli «scissionisti» hanno partecipato circa 1500 uomini delle forze dell'ordine tra carabinieri, polizia e guardia di finanza, utilizzando centinaia di mezzi. In campo anche, da Vibo Valentia, i carabinieri del reparto dei Cacciatori di Calabria specializzati in irruzioni particolarmente difficili. Scampia, il cosiddetto quartiere del 'Terzo mondò, è stato cinto d'assedio ma i controlli e i fermi sono stati eseguiti anche in altre zone del Napoletano, sul litorale domizio oltre che in altre città italiane.
A supportare l'azione delle forze dell'ordine anche i vigili del fuoco che sono stati impegnati per rimuovere cancelli, inferriate e costruzioni poste a protezione dei fortini dei clan. Quattro pm (Corona, Del Gaudio, Frunzio e Di Monte) hanno firmato i provvedimenti tra i cui destinatari è finito anche Ciro Di Lauro, uno dei figli del boss Paolo. Un altro figlio di Ciruzzo 'o milionario (così è soprannominato Paolo Di Lauro), Cosimo, è considerato il nuovo capo del clan dopo la latitanza del padre. Proprio il mancato riconoscimento del nuovo leader della cosca ha provocato la spaccatura interna con la nascita della fazione degli scissionisti.
Tutti i destinatari delle misure cautelari sono accusati di associazione mafiosa. Per alcuni di loro è stata formulata anche l'accusa di omicidio in relazione a quattro omicidi commessi nelle ultime settimane. Tra i delitti per i quali si è proceduto c'è anche quello della 22enne Gelsomina Verde, vittima di una vendetta trasversale perchè legata ad un esponente degli scissionisti. L'esecuzione dei provvedimenti è stata particolarmente movimentata per l'opposizione, anche fisica, delle donne del Rione dei Fiori all'arresto degli uomini della famiglia. Dopo il blitz, hanno manifestato in strada, tra momenti di tensione, con i figli.
Determinante, per arrivare alla verità su alcuni dei fatti di sangue che hanno caratterizzato l'escalation della faida, sarebbe stato l'apporto di un malavitoso arrestato di recente dopo un omicidio e diventato poi collaboratore di giustizia.
Anche a livello locale, come sul fronte nazionale, sono improntati alla soddisfazione i commenti dei rappresentanti istituzionali. Il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, già ministro dell'Interno, ritiene che il blitz sia il frutto di «un eccellente lavoro investigativo», basato sulla «ricerca di prove indiscutibili». Il suo augurio è che si sia trattato di «un colpo fortissimo, spero definitivo» alla criminalità organizzata. Per il governatore della Campania, Antonio Bassolino, con l'operazione di oggi «lo Stato reagisce. Gli arresti sono una prima notizia importante, ne seguiranno delle altre». Complimenti ma anche una bacchettata dal cardinale di Napoli, Michele Giordano: «mi pare che le forze dell'ordine stiano operando bene, ma sarebbe stato meglio farlo prima».

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