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La Cina apre all'Italia Ciampi: via l'embargo armi

Soddisfazione del presidente della Repubblica: sincero interesse delle autorità cinesi ad incrementare i rapporti con il sistema delle nostre piccole e medie imprese. Firmati accordi, il 2006 sarà l'anno dell'Italia in Cina
• Hu Jintao: «Porte aperte all'Italia»
• Anche aziende baresi al seguito del Capo dello Stato
• Ciampi: l'Italia contro l'embargo delle armi alla Cina
• La precisazione di Fini
PECHINO - Le autorità cinesi sono autenticamente, sinceramente interessate a incrementare notevolmente i rapporti bilaterali con l'Italia, e in particolare con il sistema delle nostre piccole e medie imprese, perchè lo ritengono utile allo sviluppo economico del loro Paese. In questi termini il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha sintetizzato il bilancio dei colloqui di oggi con il presidente della Repubblica Popolare Hu Jintao e col primo ministro Wen Jiabao, durante i quali è stato affiancato dal ministro degli esteri Gianfranco Fini.
Con viva soddisfazione, Ciampi ha sottolineato il clima positivo, perfino amichevole in cui si sono svolti gli incontri e ha sottolineato «l'enfasi» che i suoi illustri interlocutori hanno posto sulla volontà di intensificare i rapporti fra Roma e Pechino, con scambi di visite ad alto livello politico, e con un «salto di qualità nelle relazioni economiche e culturali, con la presenza di studenti cinesi nelle nostre università. Fini ha testimoniato che Hu Jintao, il primo ministro e le altre autorità si sono rivolte a Ciampi come a un apprezzato esperto di questioni economiche e valutarie e come a un padre dell'Europa, di una nuova realtà a cui si sono mostrati molto attenti. In particolare, hanno chiesto a Ciampi come pensa che dovrebbero affrontare la questione della debolezza del dollaro. e il presidente ha risposto auspicando una maggiore flessibilità della valuta di Pechino, ottenibile ampliandone la fascia di fluttuazione.
Lo stesso Ciampi ha riferito che durante la cena di Stato gli è stata posta ripetutamente la questione, ed egli li ha incoraggiati a perseguire la via già ipotizzata in documenti di partito di adottare misure (investimenti mirati e politica del credito) per rallentare il ritmo di crescita interno (che viaggia intorno al 9% annuo) per diffondere al tempo stesso in tutta la Cina il benessere e lo sviluppo. «Mi ha fatto molto piacere la loro volontà di spalmare nel tempo il potenziale di sviluppo e di estenderlo a tutta la popolazione, superando gli squilibri».
«Ho spiegato al presidente Hu Jintao - ha aggiunto - che da noi in questo è stata importante la piccola e media impresa, nata con l'evoluzione imprenditoriale di tanti figli di contadini, che hanno creato piccole industrie. Ho risposto all'obiezione che le piccole imprese avrebbero problemi di mercato, illustrando come invece sono le più sensibili alle variazioni dei mercati. Ho spiegato come funzionano i nostri distretti industriali e ho invitato il presidente a visitarli con me in Italia prima che scada il mio mandato».
L'illustrazione di Ciampi ha suscitato un interesse superiore alle aspettative. Gli interlocutori di Stato hanno espresso interesse a cooperare col nostro paese in quanto sede di questo originale modello di sviluppo, di industrie che contengono tecnologia, macchinari e investimento umano, e che intendono valutare anche come riferimento per le ulteriori fasi di sviluppo della Cina. Dai colloqui è emersa inoltre la volontà di sperimentare dei distretti industriali sul modello italiano. In particolare, Hu Jintao avrebbe espresso ammirazione per questo modello rivolgendo a Ciampi più di una domanda sulla possibilità di realizzare insediamenti pilota di piccole e medie imprese con la presenza di imprenditori italiani. Una ipotesi che entrerà nell'agenda dei prossimi contatti. Dal canto suo, Ciampi ha proposto di prendere in maggiore considerazione il sistema portuale italiano, rafforzando Napoli, coinvolgendo Genova, Trieste e Gioia Tauro, per fare dell'Italia la piattaforma mediterranea dell'ampio movimento di merci marittime cinesi. La questione, ha detto Fini, è stata accolta con interesse ed già entrata nell'agenda operativa dei prossimi comitati bilaterali, nel prossimo trimestre.
A facilitare i colloqui, ha sottolineato Ciampi, è stata la «grande sintonia» sulle principali questioni internazionali (Iraq, Medio Oriente, centralità dell'Onu e interesse a una riforma «non affrettata» del Consiglio di Sicurezza) e anche i grandi passi che sono stati fatti in questi giorni a livello di relazioni culturali e di intese (come il gemellaggio fra i Giochi Invernali di Torino 2006 e le Olimpiadi di 2008 e l'istituzione di nuovi corsi di lingua italiana) che contribuiranno a intensificare i contatti e la conoscenza reciproca.
Alberto Spampinato

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