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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Pedopornografia, altra retata dell'orrore

42 perquisizioni (anche nel Barese), 34 persone denunciate, un arresto in flagranza di reato, e oltre 4000 gigabyte di materiale pedopornografico sequestrato. L'operazione coordinata dal sostituto Nunzia D'Elia, in collaborazione con la Guardia di Finanza e il Compartimento Polizia Postale Lazio
ROMA - Ancora una vasta operazione antipedofilia condotta dal Nucleo speciale anticrimine tecnologico della Guardia di Finanza in Italia. Era infatti il web il sistema utilizzato dalle persone coinvolte per scambiarsi materiale a contenuto pedopornografico. Il bilancio dell'operazione parla di 42 perquisizioni, 34 persone denunciate, un arresto in flagranza di reato, e oltre 4000 gigabyte di materiale pedopornografico sequestrato. Un quantitativo pari a milioni di agghiaccianti immagini e centinaia di filmati da brivido. Al blitz operato da 152 militari della Guardia di Finanza hanno collaborato anche agenti della Polizia di Stato.
L'operazione è partita da Roma ed è stata coordinata dal sostituto procuratore Nunzia D'Elia, che si è avvalsa della stretta collaborazione tra il personale specializzato del Nucleo Speciale Anticrimine Tecnologico della GdF e quello del Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni del Lazio.
Una notevole quantità di compact disc, DVD, floppy e hard disk, videocassette e persino rullini fotografici sono finiti nelle mani degli investigatori a conclusione delle perquisizioni condotte nelle province di Ascoli Piceno, Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Caltanissetta, Caserta, Catania, Firenze, Forlì, Genova, Livorno, Mantova, Milano, Modena, Novara, Palermo, Perugia, Pescara, Roma, Torino, Trento, Trieste, Venezia, Verona, Vicenza. Nessun sito web che esponeva minori come fossero merce, ma una vera e propria ragnatela di soggetti che si «incontravano» nel mondo di Internet sfruttando le possibilità di connessione punto-punto dei moderni sistemi di condivisione di file, e così facendo si scambiavano materiale che vedeva come involontari protagonisti minori senza limiti di età, addirittura in età prescolare. L'indagine - strutturata con estremo rigore tecnico - ha permesso di localizzare persone che, avvalendosi di uno dei più diffusi meccanismi di «file sharing», si incontravano sulla rete web dando vita ad una sorta di bazar in cui venivano barattate fotografie e sequenze filmate di bimbi e bimbe ripresi in atti sessuali o in scene di violenza. Lo smercio di materiale pedopornografico avveniva con modalità analoghe a quelle utilizzate da molti giovani che attraverso Internet si scambiano illegalmente brani musicali e prodotti cinematografici: i soggetti interessati allo scambio di foto e film si collegavano normalmente alla «Rete delle Reti» e cercavano persone con interessi affini attraverso un sito che permette ad appassionati di ogni genere di informazione multimediale di reperire altri individui con cui condividere quanto a disposizione sul proprio hard disk. Le operazioni di download (con cui si acquisiscono i file) e di upload (con cui, invece, si trasferiscono immagini e filmati ad altri computer in Rete) sono state puntualmente tracciate consentendo a Guardia di Finanza e Polizia di identificare le persone che - resesi protagoniste del traffico - facevano affidamento sul sostanziale anonimato della loro presenza online.
Nel corso di una conferenza stampa in programma questa mattina presso il Nucleo speciale anticrimine tecnologico delle Fiamme Gialle saranno forniti dettagli sull'intera operazione.

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