La presenza dell’uomo a Marsiglia è confermata da molti avvistamenti e soprattutto da alcune videoriprese che lo ritraggono sempre da solo, per esempio quando si reca al Bancomat a prelevare quella somma di danaro, circa 7.500 euro, che poi invierà da diversi luoghi ma soprattutto dalla cittadina foggiana. La presenza in Corsica delle bimbe viene avvalorata solo dai biglietti per l’imbarco sul traghetto acquistati dal padre (nessuno sembra averle viste sull’imbarcazione) e da alcune testimonianze oculari che però potrebbero essere meno solide di quanto si pensasse.
In definitiva l’uomo potrebbe aver affidato le figlie a qualcuno o, nell’ipotesi peggiore, averle uccise o in Svizzera o anche in Francia. Molto meno probabile che lo abbia fatto in Italia. Infine il vertice non ha chiarito per quale motivo Schepp abbia scelto Cerignola per togliersi la vita.
"NON CI SONO TRACCE DI CADAVERI SULL'AUTO DI SCHEPP"
«L'unica cosa che ci conforta è che sull'auto di Schepp nè i cani molecolari nè le analisi scientifiche hanno trovato segni di persone decedute». Lo ha detto Alfredo Fabbrocini, capo della squadra mobile di Foggia, parlando a margine del vertice delle polizie italiana, francese e svizzera che lavorano al caso delle gemelline scomparse.
Fabbrocini ha confermato che il ritrovamento dei frammenti del navigatore utilizzato da Schepp potrebbe non essere utile alle indagini e ha affermato che nell’auto abbandonata nei pressi della stazione di Cerignola (Foggia) c'erano solo «oggetti di uso comune».
Sull'auto sono stati repertati fango, terriccio e vegetazione ora all’analisi della scientifica. Anche Fabbrocini ha sottolineato che in questa inchiesta »ci sono poche certezze. Sappiamo che tutto ha avuto fine a Cerignola. Ma – ha detto, rispondendo a chi gli chiedeva se pensasse che le gemelle sono già morte – ho la convinzione che le dobbiamo trovare».
UNA DELLE IPOTESI E' CHE LE GEMELLINE NON ABBIANO MAI LASCIATO LA SVIZZERA
«Le gemelline potrebbero non aver mai lasciato la Svizzera». Lo ha detto il procuratore di Losanna, Pascal Gillieron, a margine del vertice tra polizie italiana, svizzera e francese che si occupano della scomparsa di Alessia e Livia. «E' ovviamente una delle ipotesi – ha detto Gillieron – che non dobbiamo escludere. Abbiamo effettuato ricerche che sono risultate vane, ma ripeto che una delle ipotesi è questa».
LE TRACCE DI SCHEPP SINO A VIAGGIO CORSICA
Ci sono alcune tracce certe – anche perché scandite da uno scambio di sms con la moglie, Irina Lucidi – che Matthias Schepp ha lasciato da quando il 30 gennaio è partito dalla cittadina di Saint-Sulpice dove lui e la sua famigliola vivevano e dove l’ultimo avvistamento delle gemelline Alessia e Livia è alle 13.30 circa, vicino alla casa del padre.
Alle 15.50 Schepp era nel centro di Morges, piccolo comune svizzero vicino a Saint-Sulpice. Da Morges scrive alla moglie, che attendeva a casa le piccole di lì a poco: “Riporto io le bambine domattina a scuola”.
Alle 18.04 l’uomo – sempre tramite il cellulare – risultava a Ginevra (a una cinquantina di chilometri da Morges), alle 18.21 sull'autostrada vicino al comune francese di Annecy (Autoroute A41; E712), a una cinquantina di chilometri da Ginevra. Anche qui un breve scambio di sms con Irina Lucidi, che risponde al suo messaggino delle 15.50: “Portale a scuola alle 7”.
Dieci minuti dopo, la replica di Schepp: “Le bambine hanno bisogno di me”.
Alle 19.38 l’uomo risulta, dalle tracce telefoniche, a una novantina di chilometri da Annecy, a St Bonnet de Mur alla periferia di Lione (autoroute A43). Il 31 l’uomo è a Marsiglia, dove c'è traccia di un parcheggio dalle 12 alle 14 e del prelevamento di denaro (7.500 euro) da vari sportelli bancari.
La sera dello stesso giorno il viaggio sul traghetto per la Corsica, per il quale la traccia certa è il check-in al porto fatto un’ora prima dell’imbarco.
LETTERA PADRE STUDIATA DA POOL PSICOLOGI
La lettera con la quale Matthias Schepp ha informato la ex moglie di aver ucciso Alessia e Livia, le gemelline di 6 anni, è stata inviata ad un pool di psicologi che dovranno stillare un profilo psicologico dell’uomo. Lo ha detto oggi il procuratore di Losanna Pascal Gillieron a margine della conferenza stampa al termine del vertice delle polizie italiana, svizzera e francese che lavorano alla scomparsa delle gemelline. Anche questo, ha detto Gillieron, è un tassello importante per capire “cosa si è mosso nel perimetro di Matthias Schepp”.
S'INDAGA ANCHE SU ZAINETTO MATTHIAS SCHEPP
Si indaga anche su uno zainetto nell’ambito delle ricerche in corso delle due gemelle svizzere di sei anni, Alessia e Livia, scomparse dopo che il padre, Matthias Schepp, si è suicidato – il 3 febbraio scorso – lanciandosi sotto un treno nella stazione di Cerignola, nel foggiano. Quando l’uomo arriva a Marsiglia e parcheggia la macchina non c'è traccia dello zainetto, che poi compare in immagini riprese dalle telecamere quando, sempre nella stessa città, ha prelevato i 7.500 euro (inviati poi alla moglie in più buste) da vari sportelli bancomat.
Dalle immagini appare in maniera certa che lo zainetto, abbastanza capiente, contiene qualcosa. Uno zaino è stato poi trovato vuoto nella vettura che Matthias Schepp ha lasciato parcheggiata davanti alla stazione di Cerignola, chiusa a chiave, prima di suicidarsi. Gli investigatori ritengono che lo zaino trovato nella vettura possa essere lo stesso che si vede quando l’uomo è a Marsiglia.
E' stato acquistato a Marsiglia? L’uomo lo aveva con sè e lo ha recuperato in un momento successivo al suo arrivo a Marsiglia? Al momento a queste domande non ci sono risposte certe. La moglie di Matthias Schepp, Irina Lucidi, non avrebbe riconosciuto lo zaino come un accessorio che l’uomo era solito usare.
















