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Prodi: «I giovani di Forza Italia sono mercenari»

Il «Professore» ha innescato una polemica incandescente con la Casa delle Libertà. Ha deciso di replicare colpo su colpo a Silvio Berlusconi che aveva annunciato la discesa in campo «incentivata» di mille giovani di Forza Italia per la campagna elettorale. La sinistra parla di propri «volontari». Insorge il partito del Premier. Il ministro Calderoli, della Lega Nord: «Ultimamente a Bari ho ricevuto più applausi di Berlusconi»
ROMA - «Non possiamo arruolare mille mercenari, ma ad ogni mercenario dobbiamo far fronte con mille volontari». Con queste parole pronunciate a Montecatini in occasione dell'assemblea della 'Rete di cittadini per l'Ulivo', Romano Prodi ha innescato una polemica incandescente con la Cdl. L'ex presidente della Commissione europea ha deciso di replicare colpo su colpo a Silvio Berlusconi che aveva annunciato la discesa in campo «incentivata» di mille giovani di Forza Italia per la campagna elettorale.
«I mercenari -ha aggiunto Prodi- non hanno mai difeso il suolo della patria, e anche questa volta succederà lo stesso. Quindi, dobbiamo difenderla noi con centinaia di migliaia di persone che convincano, parlino e ci aiutino anche ad elaborare il programma».
Immediata la replica del coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi: «Se Romano Prodi avesse almeno il coraggio e la dignità di chiedere scusa pubblicamente potrebbe ancora meritare il nostro rispetto». In caso contrario, aggiunge Bondi, «saremo costretti a considerarlo come merita: alla stregua di un volgare provocatore e di un uomo senza principi».
La prima controreplica arriva da Napoli, dove il presidente dei Ds, Massimo D'Alema, a margine di un convegno sulla sicurezza, afferma che «se Berlusconi ha tanti soldi dovrebbe pagare i poliziotti. Sarebbe più utile al paese, anziché pagare i giovani per andare in giro a raccontare bugie».
E mentre Prodi fa sapere di «non aver detto nulla di cui chiedere scusa» e di rispettare «quei giovani che cercano lavoro in tempi difficili», il primo segretario di partito a prendere posizione è Oliviero Diliberto, che dà «solidarietà» a Prodi perché trova «calzante la definizione: «Prodi si è limitato a dire -afferma il leader del Pdci-che Berlusconi ha arruolato delle persone che saranno pagate per svolgere il loro lavoro e non perché convinte a farlo spontaneamente».
Ma è solo l'inizio di una polemica che sembra anticipare nei toni e nella veemenza una campagna elettorale al calor bianco.
Fabrizio Cicchitto, vice coordinatore di Forza Italia, ringrazia Prodi ironicamente «per il contributo dato alla civiltà e alla serenità del confronto politico». «E' evidente -aggiunge Cicchitto- che questo modo di far polemica è disgustoso ma del tutto coerente con la natura del personaggio, che ancora sta ringraziando Scalfaro per averlo a suo tempo salvato dalle grinfie di Di Pietro».
Il vicecoordinatore di Fi non si ferma all'immediata attualità: «Riteniamo semplicemente grottesco -dice- che Prodi parli di difendere la patria quando da presidente dell'Iri egli ha svenduto o ha cercato di svendere importanti aziende statali, come per esempio la Sme e la Cirio-Bertolli-De Rica, non difendendo quindi gli interessi del Paese».
Anche il presidente dei senatori azzurri Renato Schifani invita Romano Prodi a «chiedere scusa per le gravi e volgari affermazioni nei confronti dei mille ragazzi di Forza Italia che testimoniano una politica nuova e anticonformista». «Il Professore -dice Schifani- non è in grado di apprezzarla e se questo è il suo esordio da leader del centrosinistra per le future elezioni lo scadimento dei toni della politica sarà purtroppo senza misura».
«Uno che accusa i ragazzi che faranno la campagna per il suo avversario di essere dei mercenari dovrebbe soltanto vergognarsi -dice Simone Baldelli, coordinatore di Fi Giovani- e pensare che tra quelli che la faranno per lui ci sono giovani che rubano nei supermercati o che vanno in giro a sfasciare vetrine, altro che difensori della patria!». «Berlusconi -prosegue- punta sui giovani, e ne ha tanti, innamorati della sua battaglia di libertà, che da anni lavorano con impegno, passione e sacrificio, in Forza Italia e fuori; ed è ovvio che questi giovani per Prodi non lavorerebbero neppure pagati...».
«Trovo vergognoso il riferimento ai mercenari di Romani Prodi rispetto ai giovani di Forza Italia» dice Domenico Barbuto, leader dell'organizzazione giovanile centrista, che aggiunge: «I giovani dell'Udc, però, non partecipano a questo dibattito tra Forza Italia e Prodi, essendo laboriosi e poco inclini alla pubblicità. Se dovessimo sintetizzare con una metafora, diremmo che ci consideriamo le formichine della politica».
Scende in campo anche Achille Occhetto, secondo il quale le parole della Cdl «sono del tutto fuori misura e assurde» perché «è infatti noto a tutti che in Italia c'è chi fa politica con i miliardi e chi la fa solo con la passione e il coraggio delle proprie idee».
«Ma che ne sa Prodi dello slancio ideale dei giovani?» si domanda, al contrario, Antonio Tajani, capgruppo di Fi all'Europarlamento, che aggiunge: «Lui così lontano dalla gente è sempre pronto ad offendere con arrogante supponenza chi non la pensa come lui. Ricordo quando disse che il congresso di Forza Italia era il nulla: qualche mese dopo si rese conto che quel nulla erano milioni e milioni di elettori che poi affidarono il governo del Paese non a lui ma a Silvio Berlusconi. Anche questa volta gli verrà dimostrato che quelli che lui chiama mercenari sono la rappresentanza di una gioventù sana che ha grandi ideali».
«Non do un giudizio morale sul volontariato 'incentivatò con la attuale situazione economica e il mercato del lavoro sempre più precario -dice Giulio Santagata, della Margherita- e trovo normale che un giovane accetti un incarico di lavoro da Fi. Quello che non capisco è perché Bondi e Schifani provino a farlo passare da volontariato, visto che lo stesso Berlusconi (vedi i giornali di ieri e di oggi) parla di volontariato incentivato. E' utile ricordare (è stato fatto già autorevolmente) che con i mercenari o gli 'incentivatì le guerre si sono sempre perse».
Per i Verdi «le reazioni scomposte alle parole di Prodi dimostrano che il centrodestra ha la coda di paglia e che, evidentemente, la filosofia in cui tutto si compra con i soldi di Berlusconi è sempre più veritiera». Lo afferma il presidente Alfonso Pecoraro Scanio che sottolinea come «questa sia l'ennesima prova che Forza Italia è un partito-azienda senza congressi, senza dibattito interno e che vuole trasformare i giovani in meri venditori». «Prodi non si farà di certo intimidire -aggiunge Pecoraro Scanio- rispondere con un vero volontariato di servizio è il dovere dell'alleanza di centrosinistra».
«Noi giovani di sinistra -afferma con ironia la Sinistra giovanile per bocca del presidente Stefano Fancelli- , mossi da sentimenti insani quali la passione, l'impegno e la coscienza democratica, potremmo obiettare che trattasi di 1000 posti di lavoro precari. «Auspichiamo che dopo le elezioni, e dopo un legittimo periodo di prova da qui al 2006, questi mille 'pr' della politica spettacolo vengano assunti a tempo indeterminato e non siano costretti come migliaia di loro coetanei a un futuro da precari a vita».
Non ci sta la portavoce di Forza Italia. Elisabetta Gardini, di fronte alle dichiarazioni di Prodi e di esponenti del centrosinistra afferma che «quando Prodi descrive gli appassionati ed entusiasti giovani di Forza Italia come dei mercenari ci solleva dal compito di spiegare ai cittadini che risma di personaggi governerebbero l'Italia se dovesse mai vincere il centrosinistra: intolleranti, offensivi, volgari, arroganti, che disprezzano quella parte degli italiani che non si identifica con loro».
«Prodi -conclude la portavoce di Fi- rappresenta quell'idea di Stato e di politica che tutti i cittadini hanno ormai rifiutato e non vogliono più rivedere».

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