Venerdì 24 Settembre 2021 | 20:59

Il Biancorosso

Serie C
Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

 

i più letti

Le due Simona, dinuovo insieme, dinuovo in Medio Oriente

Avevano detto che avrebbero ripreso il loro lavoro e a poco più di due mesi dalla conclusione del sequestro, hanno mantenuto la parola: Simona Pari e Simona Torretta sono tornate in Medio Oriente. Forse ad Amman
Simona Pari e Simona Torretta ROMA - Avevano detto che avrebbero ripreso il loro lavoro e a poco più di due mesi dalla conclusione del sequestro, hanno mantenuto la parola: Simona Pari e Simona Torretta sono tornate in Medio Oriente per riprendere le fila dell'attività umanitaria interrotta alle 15 del 7 settembre, quando un commando di una quindicina di terroristi entrò nella sede di Un ponte per a Baghdad e le rapì.
Le due volontarie erano attese oggi ad un convegno a Siena,. Ma mentre gli oratori parlavano, loro erano già in volo per Amman, dove sono arrivate in serata. Dalla capitale giordana, perchè per il momento di tornare a Baghdad non se ne parla, Simona Pari e Simona Torretta riprenderanno i contatti con i volontari iracheni dell'associazione. Due mesi dopo il sequestro, insomma, l'organizzazione non governativa cerca di rimettere in moto i progetti che era stata costretta ad interrompere. E per farlo non poteva che affidarsi a chi quei progetti ha visto nascere, alimentato e portato avanti.
Non è escluso, inoltre, che siano state proprio le due volontarie a chiedere di tornare sul campo, dopo un periodo passato a riprendersi dal sequestro e a rispondere alle domande di magistrati e giornalisti.
Quella di Simona Pari e Simona Torretta però, dicono da Un ponte per..., sarà comunque una «breve missione»: servirà, principalmente, per incontrare alcuni partner e collaboratori che nei mesi scorsi hanno lavorato con l'associazione e per verificare «i progetti che erano in essere in Iraq». E d'altronde già durante le fasi più dure della guerra le due volontarie avevano abbandonato l'Iraq e raggiunto la capitale giordana, da dove avevano continuato a coordinare l'attività umanitaria. Per loro sarà quindi un ritorno in una realtà già conosciuta, e amata. Previsti, anche, degli incontri con i rappresentanti di alcune agenzie dell'Onu presenti ad Amman ed, ovviamente, anche in Iraq. La missione, secondo quanto riferito dal Ponte, dovrebbe durare 5/6 giorni: il loro rientro in Italia è previsto per i primi giorni della settimana prossima.
«La presenza ad Amman risponde ad una scelta coerente» ha commentato il presidente dell'associazione delle Ong italiane Sergio Marelli - coerente con quanto dichiarato dopo il rilascio e coerente con la strategia delle Ong di non lasciare l'Iraq».
Critico, invece, il deputato della Lega Federico Bricolo. «Non mi sembra una scelta non opportuna, anche se ognuno è libero di fare quello che vuole - dice - Spero che non si mettano ancora nei guai visto che ne hanno già creati fin troppi». Se si facessero dare il passaporto iracheno - conclude il deputato del Carroccio - potrebbero andare là, votare, e così noi ci dimenticheremmo del problema».
Non si sbilancia il commissario della Cri Maurizio Scelli. «Non credo che andranno a Baghdad» spiega, sottolineando che qualora dovessero decidere di farlo «siano prudenti anche per non rendere inutile il sacrificio di quelle persone, e non parlo soltanto di me e del medico Navar, che sono rimaste nell'anonimato ma che hanno rischiato la vita per portarle sane e salve in Italia.
Simona e Simona furono sequestrate nella villetta-ufficio di Un ponte per nel centralissimo quartiere Al Wueda di Baghdad. Con loro, i sequestratori portarono via anche due volontari iracheni, l'ingegner Raad Ali Abdulazid e Mahnaz Bassan. Per 21 giorni le due vissero con la paura di essere uccise fino a quando, il 28 settembre, furono consegnate al commissario straordinario della Croce Rossa Italiana Maurizio Scelli. Per entrambe l'Iraq è una seconda casa. Simona Torretta se ne è innamorata nel '94 e da allora ha partecipato a diversi progetti di Un ponte per: dalla campagna per i datteri a quella per la potabilizzazione dell'acqua, dall'apertura di ambulatori per curare le malattie gastrointestinali al restauro della biblioteca di Baghdad. Simona Pari, invece, l'Iraq lo ha scoperto due anni fa e il suo impegno si è concentrato principalmente sui bambini di alcune scuole di Baghdad. Proprio quei bambini, e lo loro madri, scesero in piazza nella capitale irachena per chiedere la liberazione delle due ragazze.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzetta Necrologie