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L'Eta avvisa: «5 ordigni a Madrid, fuggite». Feriti due agenti

Cinque ordigni sono esplosi in altrettante pompe di benzina alle porte della capitale spagnola, poco dopo una telefonata con cui l'Eta annunciava a un giornale di aver piazzato le bombe preparate per esplodere alle 18,30 ora italiana
Spagna: torna incubo Eta MADRID - L'organizzazione indipendentista basca Eta ha oggi annunciato e fatto esplodere cinque ordigni di basso potenziale a Madrid che hanno provocato solo due feriti leggeri fra gli agenti di polizia, ma che sembrano lanciare un significativo messaggio dopo che un'ondata di arresti in Francia e Spagna nei mesi scorsi aveva fatto immaginare vicina la fine del terrorismo.
L'Eta aveva annunciato oggi alle 17:30 in una comunicazione al quotidiano basco Gara che alle 18:30 sarebbero esplosi cinque ordigni in cinque stazioni di benzina di Madrid di cui dava l'esatta ubicazione. Ciò ha permesso alla polizia, informata dal giornale, di isolare tutte le zone.
Le esplosioni, che hanno provocato danni materiali e il ferimento leggero di due agenti, hanno causato il blocco di alcune arterie autostradali ed hanno spinto le autorità della comunità (regione) di Madrid di imporre lo stato di emergenza massimo consentito alle autorità locali, il livello 2.
Gli attentati avvengono dopo che sia la direzione dell'Eta che il partito fuorilegge Batasuna, considerato il braccio politico dell'organizzazione indipendentista, si erano nelle settimane scorse detti a favore di un negoziato per porre fine al conflitto, lasciando intendere di esser pronti ad una tregua. La proposta era stata sostanzialmente ignorata o respinta dalle principali forze politiche e dal governo che continuano a chiedere il disarmo senza condizioni dei separatisti.
L'Eta non ha mai smesso, neppure dopo l'arresto nei mesi scorsi in Francia dei suoi principali dirigenti politici, di compiere attentati soprattutto dimostrativi, come quelli odierni: cioè con ordigni di bassa potenza e annunciati con un'ora di anticipo. Prima di Madrid ordigni simili erano stati fatti esplodere nel Paese Basco e in Navarra e interpretati come un avvertimento a chi rifiutava di pagare la «tassa rivoluzionaria».
Nessun attentato grave invece da parte degli indipendentisti baschi dopo l'11 marzo quando il terrorismo islamico compì una vera strage a Madrid uccidendo 191 persone. Secondo gli osservatori dopo questo gravissimo spargimento di sangue l'Eta voleva mantenersi in disparte.
Le esplosioni di oggi a Madrid, pur restando dimostrative, sembrano però voler lanciare un messaggio preciso: l'Eta non è finita, può colpire ancora, porre una piccola bomba o una grande è la stessa cosa. E forse si vogliono invitar le forze politiche e il governo a prendere in esame l'offerta di negoziato. Per il momento il Partito nazionale basco (Pvn) ha definito «totalmente inaccettabile» gli attentati sottolineando che a quanto pare l'Eta può «colpire in qualsiasi momento».

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