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Iraq - Baghdad, autobomba e attacco a un commissariato: decine di morti

Un gruppo di guerriglieri ha preso d'assalto un commissariato situato nei pressi dell'aeroporto, a Seydiya, nella parte meridionale della capitale: uccisi undici agenti. Nel sobborgo di Adhamiya, nella parte settentrionale, un'autobomba ha ucciso almeno quattordici civili. Rivendicazione del gruppo dell'estremista islamico Abu Mussab Zarqawi
Iraq - Baghdad, autobomba e attacco a un commissariato BAGHDAD - La guerriglia è tornata a colpire Baghdad e lo ha fatto con due sanguinosi attentati, uno a sud e uno a nord. Le vittime sono 26, fra cui almeno 12 poliziotti. E proprio oggi si trova in Iraq, con una visita a sorpresa, il segretario generale della Nato Jaap de Hoop Scheffer.
Questa mattina all'alba uomini armati hanno attaccato il commissariato di Seydiya, nel quartiere sud-occidentale di Al Amel, uccidendo almeno una dozzina di agenti. I guerriglieri sono entrati nei locali sparando e dando la caccia agli agenti, poi hanno liberato 50 prigionieri detenuti. I feriti sono cinque, un ufficiale della polizia, tre poliziotti e un detenuto. Secondo quanto detto da alcuni testimoni all'Afp lo scontro a fuoco è durato circa un'ora. Alcuni miliziani erano appostati sui tetti delle case vicine alla stazione di polizia. Due ore dopo, nella parte settentrionale della capitale, un'autobomba, esplosa vicino alla moschea sciita Hamid Aluan nel sobborgo di Adhamiya - abitato in prevalenza da sunniti e roccaforte di Saddam Hussein - ha provocato la morte di almeno 14 persone e il ferimento di altre 19. Stando a fonti ufficiali c'era un kamikaze nella vettura, ma non è ancora chiaro se le vittime fossero agenti o civili.
Quest'ultimo episodio ha assunto apparentemente i contorni di un gesto provocatorio nei confronti degli sciiti, che si stanno preparando disciplinatamente alle elezioni.
Il gruppo dell'estremista islamico Abu Mussab Zarqawi, legato ad Al Qaida e numero uno sulla lista americana dei ricercati, ha rivendicato i due attentati.
La rivendicazione, fatta con un comunicato attribuito allo stesso Zarqawi - ma l'autenticità non può essere verificata - è stata diffusa su un sito Internet. Il testo segue il clichè finora usato quando le vittime sono poliziotti o altri dipendenti del nuovo Iraq: «In questo giorno sacro i leoni dell'organizzazione Al Qaida nel paese di Rafidain (la Mesopotamia) hanno colpito gli apostati che hanno venduto la loro religione e il loro onore a poco prezzo».
Secondo un portavoce del ministero dell'Interno questi due attacchi fanno parte di «una campagna terroristica che vuole impedire lo svolgimento delle elezioni generale» fissate per il 30 gennaio 2005. Proprio con questo obiettivo alcuni ignoti hanno lanciato una bomba contro un ufficio elettorale di Bassora, nel sud dell'Iraq, senza fare vittime. Dopo l'esplosione è divampato un incendio che ha causato solo danni materiali. Lo scorso 8 novembre a Mossul (nord) si era verificato un episodio simile: un centro elettorale, dove erano conservati formulari per l'iscrizione alle elezioni, era stato attaccato e incendiato.

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