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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Libero presidente Camera Penale di Basilicata

Il Tribunale del riesame di Potenza ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per Piervito Barbi, arrestato il 22 novembre scorso con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa nell'ambito di un'inchiesta su presunte collusioni fra mafia, politica e affari. Applausi degli avvocati
POTENZA - Il Tribunale del riesame di Potenza ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per il presidente della Camera Penale di Basilicata, l'avvocato Piervito Barbi, arrestato il 22 novembre scorso con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa nell'ambito di un'inchiesta su presunte collusioni fra mafia, politica e affari. All'atto del deposito della decisione del Tribunale del riesame, gli avvocati presenti nei pressi della cancelleria, appresa la notizia dell'annullamento dell'ordinanza, hanno applaudito fragorosamente e alcuni di loro si sono abbracciati.
Il Tribunale del riesame (presieduto da Tommaso Marrese e composto anche da Daniele Cenci e Luigi Spina) ha deciso di depositare il 6 dicembre la decisione su Rosario Antonio Pace, segretario dell' on. Gianfranco Blasi (Forza Italia).
Il Tribunale ha rigettato i ricorsi presentati per gli imprenditori Antonino e Carmine Garramone (il primo è anche consigliere comunale di Potenza di Forza Italia; entrambi sono soci della «Due Enne», l' impresa di pulizie al centro dell'inchiesta); sono stati rigettati, inoltre, i ricorsi presentati da altri due indagati detenuti in carcere, Rocco Lapelosa e Dorino Stefanutti.
Accolti, invece, i ricorsi per Massimo Blasi, Giancarlo Tullipani, Saverio e Luigi Postiglione, Romeo Felitti, Donato Vertone, Michele Badolato, Cesario Nuzzo, Maurizio e Gennaro Esposito, Maria Elisabetta Carbone, Nicola D' Oronzo, Giovanni Bollettino e Francesco Damiano. Tutti torneranno in libertà nelle prossime ore.
Un primo applauso fra gli avvocati e alcuni parenti degli indagati vi era stato al momento del deposito del provvedimento a favore di Badolato, forse perché qualcuno aveva capito che si trattava dell'avvocato Bardi.
L'udienza del Tribunale del riesame, cominciata ieri mattina, si è conclusa ieri sera. Al deposito dei provvedimenti del Tribunale, oltre agli avvocati, era presente anche uno dei due pubblici ministeri che coordinano l' inchiesta, Vincenzo Montemurro (l'altro è Henry John Woodcock). Montemurro, avvicinato dai giornalisti, ha rinviato ogni commento sulle decisioni del Tribunale: «Prima è necessario leggere le motivazioni», ha spiegato.
I ricorsi presentati dagli altri indagati detenuti in carcere o agli arresti domiciliari saranno esaminati dal Tribunale del riesame nelle udienze fissate per il 6, il 7 e il 12 dicembre. In base all' ordinanza emessa dal gip, Alberto Iannuzzi, su richiesta di Montemurro e Woodcock, il 22 novembre scorso il Ros dei Carabinieri ha arrestato 51 persone: 42 sono finite in carcere e dieci agli arresti domiciliari. Il gip ha chiesto alla Camera dei Deputati l' autorizzazione all' arresto e alla detenzione in carcere per l'on. Blasi: la Giunta per le autorizzazioni a procedere si pronuncerà sulla richiesta del gip il 14 dicembre prossimo, ma l'orientamento è negativo.
L'inchiesta della Procura della Repubblica di Potenza ipotizza l'esistenza di un'associazione per delinquere di tipo mafioso che, attraverso legami con uomini politici e imprenditori, mirava a controllare alcuni appalti.

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