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Uccisa a coltellate bimba di 4 anni

Sarebbe stata sua madre, Rosa Sansone, a trafiggerle il corpicino. La donna avrebbe poi tentato il suicidio ma è stata salvata. E' accaduto a Volpiano (Torino)
TORINO - Una tragedia della depressione. E' questa la spiegazione che si profila per il delitto di Volpiano (Torino), un paesone di cinquemila famiglie in cui oggi una bambina di quattro anni, Nausica Isabella Sellitto, è stata uccisa a coltellate. La mamma, che ha tentato di suicidarsi, è ora in stato di arresto per omicidio all' ospedale torinese delle Molinette.
A scoprire l' accaduto, e a dare l' allarme, è stato il marito della donna, Giampaolo Sellitto, impiegato alla Camera di Commercio di Torino, rientrando dal lavoro poco dopo le tredici: ai carabinieri ha detto di aver visto la figlioletta e la moglie, Rosa Sansone, 39 anni, l' una accanto all' altra, in cucina, in un lago di sangue. Tra di loro, un grosso coltello. L' uomo ha chiamato i vicini di casa, poi il servizio di soccorso 118. Un conoscente della coppia, Diego Frerotti, 66 anni, ha visto la scena: «La bambina era raggomitolata su un fianco, come se dormisse, Rosa giaceva sulla schiena». Respirava ancora, e - dicono alle Molinette, dove è stata portata in elicottero - il pronto intervento del marito ha contribuito in maniera decisiva alla sua salvezza.
Il medico legale, Roberto Testi, ha contato non meno di cinque coltellate sul corpo della piccina. Rosa Sansone si è colpita dieci volte, di cui una all' emitorace sinistro. Operata da un equipe guidata dal dottor Pierluigi Filosso, versa in gravi condizioni in rianimazione ma non è in pericolo di vita. In ospedale ha ricevuto la visita del fratello, mentre i carabinieri del nucleo radiomobile e della compagnia di Chivasso, coordinati dal pm Giancarlo Avenati Bassi, svolgevano i loro accertamenti. In serata hanno compiuto un sopralluogo nella casa insieme a Giampaolo. «Sono uscito - ha raccontato l' uomo agli inquirenti - alle 8,30. Rosa mi ha detto che a causa dello sciopero dei treni non sarebbe andata al lavoro, e che quindi avrebbe portato lei Isabella all' asilo. A metà mattinata ho telefonato a casa. Non rispondeva nessuno, ma non mi sono preoccupato. Però ho deciso di rientrare per il pranzo. La porta era chiusa. Sono entrato e ho visto». I letti erano ancora da rifare, ma non c' erano segni di colluttazione. La piccina, quando sono arrivati i soccorritori, era morta da ore.
La tragedia ha sconvolto Volpiano, già duramente provata da altri due episodi luttuosi: domenica sera una ragazza di 22 anni si è suicidata dopo essere tornata da una gita in montagna, e proprio oggi una donna di 60 anni, malata terminale, si è tolta la vita. «E' un brutto momento», commenta don Carlo, il parroco. Rosa Sansone, che era già profondamente segnata dal suicidio della mamma, avvenuto tempo addietro, era affetta da crisi depressive dalla nascita della figlia, ed era seguita dai servizi dell' Asl. Qualche volta i funzionari le facevano visita a casa, una palazzina alla periferia del paese: una zona tranquilla in cui «la gente - dice Frerotti - lascia ancora la chiave attaccata alla porta». «Isabella - continua - era bionda e tanto carina. I genitori la riempivano di coccole e di regali. Le volevano bene». «A vederla così - aggiunge un altro vicino, Franco Aimar - sembrava una coppia affiatata. Che qualcosa non andasse, però, era ormai chiaro. Rosa era triste, e spesso scoppiava a piangere anche per strada». Teresa Aimar ha affermato: «Ho cercato di aiutarla, l' ho persino portata dal parroco perchè le desse un aiuto psicologico». «Ma evidentemente - conclude uno dei vicini di casa - noi non ci siamo mai resi del tutto conto della gravità della situazione».

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